LA VALIGIA, COME AMICA FEDELE: DA BARI SARDO ALL’AUSTRALIA, LE GRANDI IDEE DI RAFFAELE BRUNDU

di FEDERICA CABRAS

Raffaele Brundu, venticinquenne di Bari Sardo, si trova in Australia. Ma ripercorriamo le tappe della sua esperienza. «Per quanto riguarda la mia carriera scolastica, ho cambiato tante scuole senza mai riuscire a terminarne una con successo. Dopo gli studi, ho iniziato la mia carriera lavorativa nei ristoranti e nelle pizzerie d’Ogliastra. Dopo due anni avevo già un discreto curriculum» racconta Raffaele.

Il desiderio di cambiamento è forte, arde nel suo petto e si fa sentire con impetuosità. Il bariese sente la voglia di virare, di mettersi in gioco. « A soli 19 anni e in due mesi,» aggiunge, orgogliosamente «con un po’ di soldi e una minima esperienza, ho aperto la mia prima attività». Nei successivi sei anni, ne apre quattro diverse. Non è spaventato dal salto, dalla responsabilità.

«Con difficoltà e sacrifici mi sono ritrovato dal servire la solita birra a mantecare i gelati, sino a creare eventi e sfilate di moda per aiutare il business». Rimane però fisso nella sua mente un sogno: l’Australia. Raffaele guarda la valigia con occhi sognanti, nel suo futuro – ne è sicuro! – c’è anche il viaggio.  «Sentivo che quello che avevo non mi bastava più… forse ero anche un po’ esausto. Anni di sacrifici mi avevano provato».

Un anno fa prende un aereo da Cagliari per Sidney. Tutti lo additano come pazzo – certo, prendere la decisione di lasciare il lavoro e rincorrere l’avventura non è da tutti, può spaventare – ma lui desidera ardentemente calpestare strade diverse e vivere un mondo nuovo. «Presi il volo il 24 maggio. Da solo. Non sapevo una parola d’inglese, non conoscevo nulla dell’Australia. Sinceramente, però, non avevo paura di niente. Non sarebbe certo stata la prima volta che fallivo nella mia vita. Avevo sprecato molti giorni della mia vita, mi dissi, perché non sprecarne due per andare nel posto che sognavo?»

Arrivato a Sidney, lavora come pizzaiolo. Passare da un paese di 4000 abitanti a una città di 5 milioni non è semplice. No, di certo. Raffaele però è lì, nel posto che desiderava conoscere. E si gode ogni attimo. «Le possibilità di lavorare erano veramente tante. Ho avuto dei problemi con la lingua» rivela Raffaele «e mi sono reso conto di quanto fosse importante, ma era la scusa buona per non capire quando ti stavano rimproverando!» scherza infine.  «Dopo un mese avevo già molti amici, non mi mancava più nulla, mi sentivo a casa».

Non ama la sedentarietà e cambia città e stato di frequente.  «Sono stato a Sidney, a Cairns, a Melbourne, a Mildura. Ora sono ad Adelaide, qui rimarrò fino alla fine del visto. Ho sempre vissuto con la valigia accanto al letto, è un’esperienza che ripeterei altre mille volte!»

Di casa gli manca un po’ tutto. «Amici, famiglia, clienti. Anche la routine giornaliera. Soprattutto il cibo! E il nostro mare…» Un consiglio che dà è sicuramente di provare a partire, se si desidera. Senza paura né remore. «È sicuramente un’esperienza da vivere. Conoscere nuovi posti, culture, persone. Tutto questo ti apre gli occhi. Non l’Australia in sé, ma tutto il mondo merita di essere vissuto. Ora mi rendo anche conto di quanto il sapere nuove lingue ti arricchisca!»

Certo, racconta, la situazione non è molto facile per quanto riguarda l’immigrazione. «Ho avuto delle possibilità di avere uno sponsor così per poi applicare il permanent Visa. Per ora però penso che il mio futuro non sia qua». Con la forza di volontà – dice Raffaele – tutto è possibile. «Fra un mese lascerò l’Australia per tornare a casa e lavorare nella mia attività, portando anche una ventata di innovazione. Ho appreso tante cose, cose nuove che possono aiutare i miei affari. Il mio sogno? Crescere in Italia, continuare il percorso che sto seguendo e che ho iniziato, con grandi sacrifici, anni fa. Non ho voglia di iniziare nuovamente in un’altra nazione.»

Tornerà, probabilmente, in Australia il prossimo anno. «In modo da utilizzare l’ultimo visto che ho a disposizione,» racconta, terminando il suo racconto con una speranza «magari con una persona accanto. Per poter condividere con qualcuno questi momenti, e non essere solo!»

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