UN GIORNO, TORNERO’ … LA SFIDA DI VERONICA CABRAS, DA BAUNEI A BAD SALZUFLEN IN GERMANIA

ph: Veronica Cabras

di FEDERICA CABRAS

La decisione di partire in Germania non è poi così semplice. Parte perlopiù per stare accanto a una persona del suo nucleo familiare, quindi molto cara. Certo, c’è anche la possibilità di lavorare d’inverno, immergendosi in un altro mondo, in un’altra prospettiva, in un altro clima. Imparare qualcosa di nuovo, insomma. Anche questo la attira. Veronica Cabras, ventottenne di Baunei, si diploma al liceo artistico in architettura e design. Ama l’arte, dice, e ciò che essa misteriosamente nasconde. «Soprattutto quando si fonde con la natura» afferma «dove ero immersa a 360°». Il suo paese, Baunei, è per lei un posto magico, una sorta di oasi dove ripararsi dal mondo. «Per me Baunei rappresenta un rifugio dal caos, lì ritrovo una pace insolita che per me è diventata necessità… Quella necessità di cui tutti avrebbero bisogno, quei luoghi dove l’uomo non regna ancora sovrano».

La decisione di partire in Germania non è poi così semplice da prendere per Veronica. Parte perlopiù per stare accanto a una persona del suo nucleo familiare, quindi molto cara. Certo, c’è anche la possibilità di lavorare d’inverno, immergendosi in un altro mondo, in un’altra prospettiva, in un altro clima. Imparare qualcosa di nuovo, insomma. Anche questo la attira. «Non è stata una scelta lieve, ma era motivata. Perché in Sardegna ho veramente tutto, la mia bella famiglia e una persona importante che stimo tanto e con la quale intraprenderò molti progetti interessanti. Ben presto tutti ci ricongiungeremo».

I primi giorni, racconta la baunese Veronica, trascorrono come una vacanza. «Avevo appena terminato la stagione estiva, ho preso un po’ di tempo per me, per pensare a ciò che avrei potuto intraprendere qui. Il tedesco non mi aveva mai affascinato, ma mi sono ricreduta. Conosco le frasi principali quotidiane ma il mio vocabolario è ancora leggero, per il mio ruolo lavorativo non è una necessità conoscere a fondo tutto».

Si trova, adesso, a Bad Salzuflen, una cittadina di 50.000 abitanti caratterizzata, come altre città vicine, dalle tipiche saline. «Qui si può passeggiare lungo la BAD SALFUFLER GRADIERWERKE. Fino a 600.000 litri di acqua salata gocciolano ogni giorno sulle pareti del prugnolo, atomizzati nella nebbia più fine. Si viene quindi a creare un clima marino. Questa nebbia salmastra entra nel tratto respiratorio con una grande ricchezza di micro-particelle rivitalizzanti che stimola la circolazione dei polmoni e il trasporto dell’ossigeno nel sangue in modo molto naturale».

Ambientarsi non è stato un problema per la giovane Veronica. È temprata a metabolizzare il cambiamento, a trarre le cose migliori dalle situazioni. «Ho viaggiato un po’ e mi adatto subito a posti sconosciuti, ma tra adattarsi e star bene c’è una profonda differenza. Della Germania mi piace la costante organizzazione, la svariata possibilità di trovar lavoro e la velocità con cui si concludono gli affari, ciò che non digerisco è l’instabilità del tempo e la mancanza dei profumi tra le vie».

Lavora in cucina, si occupa di piatti freddi. Nei suoi progetti futuri, però, c’è senza ombra di dubbio la nostra bella isola. Tornerà, lo dice in modo chiaro e senza tentennamenti. Tornerà perché c’è un legame tra chi parte e il nostro cielo, limpido e sconfinato, e la nostra terra, densa di tradizione, di bellezza e di unicità. «Mi manca tanto. Voglio tornare alle mie radici, sfruttare e sperimentare ciò che la mia terra offre. Crearmi il mio futuro. Torno più carica di quando sono partita. Mi mancano i profumi della mia isola, il suono del mare, le nuvole passeggere e le sfumature del cielo alla sera.. Le nostre acque turchesi, il panorama dalle montagne e la nostra cucina ma soprattutto passeggiare ed incontrare sempre qualcuno che si conosce».

È poetica, questa sua mancanza. Mancanza dell’aria di qui, un’aria che ristabilisce tutto e che riappacifica gli animi, un’aria che odora di passato e di futuro insieme, di terre dalla bellezza mozzafiato e d’amore. «Le prime tre cose che farò quando torno a casa? Lavorerò sicuramente l’estate, per mettere da parte un guadagno per l’inverno che verrà. Spero di poter presto avviare una convivenza definitiva che tanto desidero. Ma, soprattutto, approfondirò le mia conoscenze e la praticità culinaria della Sardegna. Come se la conoscessi per la prima volta».

Per chi parte, ha una citazione – una citazione che, dice, ha sempre in mente –: «Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi».

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