“LA SARDEGNA DEVE RISCATTARSI LOTTANDO PER LA PROPRIA TERRA”. INTERVISTA A MATTEO CRUCCU, GIORNALISTA DEL CORRIERE DELLA SERA, NATO A MILANO ED ORIGINARIO DI TERRALBA

ph: Matteo Cruccu

di Gianfranco Corda

Matteo Cruccu è nato a Milano nel 1977, ha frequentato il liceo classico Parini e si è laureato in Storia Contemporanea all’Università Statale di Milano. Nel 1997 ha iniziato la carriera giornalistica al Giorno di Milano e nel 2000 è stato assunto al Corriere della Sera. Per dieci anni ha lavorato nella sezione Tempi liberi ed ora si occupa di storie di sport e di musica per Corriere.it e Corriere TV. Cruccu ha inoltre collaborato con Diario, Sette, Dove, Tribe, Domus, Associated Press, Adn Kronos, Radio Milano Uno. Nel 2016 ha pubblicato il libro Ex-Storie di uomini dietro il calcio.

Quando riceve la chiamata, Matteo Cruccu è intento al lavoro nella storica redazione del Corriere della Sera in via Solferino 28 e sta regolando il flusso delle notizie per l’edizione digitale del più prestigioso giornale nazionale. Mostra subito spiccata affabilità e si presenta con un inaspettato saluto in limba “Tottu beni ?”. Lui ama la Sardegna e Terralba è impressa nel suo cuore. “Tutte le volte che scendo giù nell’isola –dice il giornalista- non manco di visitare questo luogo dove mio padre Sergio ha vissuto per tanti anni e dove mio nonno Oddino (per tanti anni medico condotto del paese) e mio bisnonno Virgilio riposano nel cimitero cittadino. A Terralba ho diversi amici e la scorsa estate ho ricevuto anche il graditissimo invito per presentare il mio libro nella biblioteca comunale”.

Lei si è laureato in Storia contemporanea alla Statale di Milano presentando una tesi sulla bonifica del terralbese: quali motivi l’hanno spinta a fare questa scelta? “Ho sempre mantenuto i legami con la mia terra di origine e ho voluto approfondire le tematiche che hanno caratterizzato la nascita della bonifica di Arborea. Nella tesi ho voluto dare un taglio politico nel più ampio senso del termine. In sostanza, partendo dall’assunto che veniva evidenziato solo il lavoro dei veneti per esaltare il successo del sistema cooperativistico di Arborea, ho voluto mettere in luce la genesi del progetto che era stato ideato dal terralbese Felice Porcella. Invero l’on. Porcella si impegnò per il riscatto di quelle terre per favorire il benessere dei sardi, ma le cose andarono diversamente perché, secondo me, il dirigismo di allora (prima il fascismo e poi la Democrazia Cristiana) aveva cercato di usare Arborea come vetrina per le proprie ambizioni. Con la mia tesi ho cercato di dimostrare che nel momento in cui in un territorio importi un corpo estraneo, questo rimane estraneo anche in futuro se non hai tenuto conto della giusta integrazione con popolazione autoctona”.

Il futuro ed il progresso della Sardegna legato all’utilizzo del suo territorio: un argomento sempre d’attualità come dimostra la recente battaglia che i Sardi hanno vinto contro il progetto Eleonora riguardante letrivelle ad Arborea. “Ho recentemente incontrato il sindaco di Arborea che, insieme al comitato, ha lottato per bloccare le trivellazioni nell’oristanese: lei è emblematica di un’onda che si dovrebbe diffondere in tutta l’isola. Il progetto delle trivelle passava sopra la testa dei sardi e, con l’illusione della creazione di posti di lavoro, si voleva stravolgere l’ambiente. La Sardegna vince se parte da se stessa, dal suo territorio e smette di affidarsi ai deus ex machina che giungono da fuori, che si tratti dell’Aga Khan della Costa Smeralda, dei petrolieri del cagliaritano o degli industriali che hanno impiantato fabbriche che poi hanno chiuso lasciando desolazione e miseria”.

La nostra isola è conosciuta per le sue bellezze naturali, ma i turisti arrivano solo nel periodo estivo. Dal rilancio del turismo potrebbe decollare l’economia isolana, ma le politiche finora adottate non hannoprodotto il tanto agognato salto di qualità. “Quando parliamo della Sardegna immaginiamo un paradiso terrestre per le incomparabili spiagge, il mare cristallino e la natura selvaggia, ma ciò non basta per lo sviluppo turistico. Per raggiungere l’isola i prezzi sono ancora troppo alti: dov’è la continuità territoriale? Basta prendere l’esempio delle Baleari, le cui bellezze non sono certamente paragonabili a quelle sarde, che sono diventate una meta ambitissima dal turismo internazionale creando benessere per i cittadini del luogo”. In Sardegna dilaga la disoccupazione ed un numero sempre più consistente di giovani ha preso la via dell’emigrazione. Intravede qualche  possibilità di riscatto? “Finché non ci sarà una rivoluzione copernicana la Sardegna avrà un ruolo di minorità e in tanti saranno costretti alla fuga per trovare un posto di lavoro. L’isola ha bisogno di infrastrutture, di un qualificato progetto politico per incentivare l’imprenditoria, soprattutto quella giovanile. Servono interventi semplici, diretti, senza teorizzare; i giovani devono studiare, farsi sentire, lottare per rivendicare il diritto per un futuro migliore”.

Per gentile concessione della rivista “Terralba ieri e oggi” di cui Gianfranco Corda è il direttore

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