SANT’ANTIOCO SBARCA A ROMA: UN EVENTO CHE ANTICIPA LA REALIZZAZIONE DI UNA CHIESA INTITOLATA AL PATRONO DELLA SARDEGNA NELLA CITTA’ ETERNA


di Simona Mazza

Il 15 ottobre 2017, presso la Parrocchia Santa Maria Janua Coeli Montespaccato – Roma, è stata intronizzata l’opera della pittrice Bulgara Katya Andreeva raffigurate s.Antioco martire. Ha presieduto la solenne cerimonia Padre Antonio Sconamila, ha relazionato il Cav. dott. Roberto Lai, erano presenti diversi fedeli della Comunità e cittadini dell’isola dell’eponimo Santo, tra cui l’ing. Mario Corongiu, già Sindaco del Comune di Sant’Antioco che ha premiato la pittrice Katya Andreeva per l’opera svolta a favore della Mostra itinerante Antioco il Santo venuto dal mare. La solenne cerimonia ha anticipato il progetto sulla realizzazione di una Chiesa intitolata al martire sulcitano, nel quartiere residenziale romano di Collina del Muse, un traguardo raggiunto grazie alla tenacia di Roberto Lai presidente dell’Associazione culturale arciere che nel suo cammino ha incontrato Padre Antonio Sconamila Rettore della Parrocchia SMJC, sardo, originario di Bosa nella provincia di Oristano. Si apre quindi il culto di un santo sardo nella Capitale. Ma chi era s.Antioco e perchè un santo della prima Chiesa venerato tra Oriente e Occidente oggi è così attuale. Antioco è stato il primo evangelizzatore della Sardegna. E’ il “Santo che viene dal mare”, arrivato dalla Mauritania Cesarea (zona del Nord Africa che comprende Algeria e Marocco) durante il periodo dell’impero romano sotto Adriano (117-138 d.C). Antioco era stato esiliato ed era giunto in Sardegna per professare la fede in Cristo. Qui aveva stabilito dimora nell’isola sulcitana, collegata alla Sardegna per mezzo di alcuni ponti in modo da essere raggiunta agevolmente dai fedeli. Antioco abbandonò da giovane i suoi promettenti studi di medicina, a causa delle vessazioni che i cristiani subivano dall’Impero romano, venne esiliato dalla Mauritania ed arrivò in Sardegna dopo che Adriano tentò invano, più volte di farlo abiurare con la tortura. Antioco in Grazia di Dio, resistette illeso alle torture e nemmeno le fiere lo vollero sbranare. Nell’isola mediterranea, conquistò a Cristo tutto il territorio, guarendo i malati e predicando il Vangelo. Scappava dalla persecuzione sfidando il mare e le difficoltà di un viaggio ancora più pericoloso di quelli odierni e portava alle genti sarde un messaggio di amore e di pace. Dopo il ritrovamento delle Sue reliquie, avvenuto il 18 marzo 1615, questo suo status di Protomartyr Apostolicus svolse un ruolo decisivo nell’assegnazione, da parte della Sacra Rota, del Primato Metropolitano nell’isola. La diffusione di questo culto è documentata, in modo capillare, nell’intero territorio sardo ed anche in Corsica. Il Santo Patrono era salutato nei vari idiomi usati dai dominatori e dai locali: dal latino (Patronus totius Regni Sardinae) al castigliano (Patron de la Isla de Sardegna), dal sardo logudorese (Patronu de sa Isola de Sardigna) all’italiano (Protettore insigne della Chiesa sarda), a dimostrazione della continuità cronologica e territoriale del suo culto. Nel 1124 il giudice di Cagliari, Mariano Torchitorio, decretò di offrirgli in donazione l’intera isola sulcitana, pro remissione dei propri peccati e di quelli di tutti i suoi familiari. In seguito a ciò, dunque, l’isola di Sulci assunse il nome dello stesso Martire, Isola di Sant’Antioco. Roberto Lai, massimo divulgatore del culto di S.Antioco negli ultimi anni ha avviato un progetto culturale avente come obiettivo la realizzazione di una mostra d’arte contemporanea dedicata al Martire Antioco.Un Santo di colore, un Santo taumaturgo venuto dal mare africano, un Santo internazionale che oggi possiamo identificare anche come un migrante alla ricerca di se stesso e del suo posto nel mondo. Gli artisti, ispirati da questi principi, hanno spaziato sull’iconografia del Santo rilanciando lo stesso in una visione contemporanea sul tema del “Santo venuto dal mare”. Le analogie con l’attualità, che la vita “avventurosa” di Antioco ci rimanda, sono evidenti. Una delle più belle interpretazioni artistiche del Santo è, senza dubbio, quella realizzata da Maestro Livio Scarpella (nato a Ghedi, Brescia, dove vive e lavora); la sua statua che raffigura il Santo di colore, già esposta alla Biennale d’Arte Sacra di Venezia, è stata donata al Santo Padre Francesco durante la sua visita in Sardegna a Cagliari e resa disponibile per la mostra. Oggi, sono un numero incalcolabile gli Antioco costretti a partire in condizioni drammatiche, per ricostruirsi la vita altrove. La mostra, oltre che far conoscere la storia del Santo e apprezzare le opere in esposizione, è un contributo alla conoscenza dell’epocale migrazione in atto e uno stimolo per tutti a rispondere con atti concreti a questa straordinaria emergenza. Davvero una figura che colpisce per la sua modernità.

Una risposta a “SANT’ANTIOCO SBARCA A ROMA: UN EVENTO CHE ANTICIPA LA REALIZZAZIONE DI UNA CHIESA INTITOLATA AL PATRONO DELLA SARDEGNA NELLA CITTA’ ETERNA”

  1. Non tutti sanno che Duemila Anni fa la Capitale della Bulgaria, si chiamava SARDIÇÀ !!! Non mi sorprende la sensitività della Patrice, che ĺa salda a questo magico ancestrale Continente, da me celebrato con Collane di colti volumi Tennici, Come Autore, Direttore, Editore. Ettore Gasperini De Orange

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