SI E’ SPENTO IL NONNINO D’ITALIA: L’ADDIO A VALERIO PIRODDI (TZIU MUNDICCU) A QUASI 112 ANNI


Assemini, suo paese d’adozione, e Siliqua, quello dove ha vissuto fino all’età di 97 anni, piangono Tziu Mundicu, al secolo Valerio Piroddi, che si è spento serenamente nella notte: il prossimo 13 novembre avrebbe compiuto la bellezza di 112 anni. A darne la notizia su Facebook il direttore del giornalino di Siliqua Roberto Collu: “Tziu Mundicu Piroddi, il nonnino siliquese più longevo d’Italia, che il prossimo 13 novembre avrebbe dovuto compiere la bellezza di 112 anni, non ce l’ha fatta. Si è spento serenamente ieri notte nella sua abitazione di Assemini. Era l’uomo più vecchio in Sardegna, in Italia e puntava al primato europeo. Infatti, era in pole position per diventare l’uomo più longevo d’Europa, vivente. Ma, purtroppo, il suo cuore ha smesso di battere. «È successo tutto in due giorni», fa sapere la nipote Federica, sconsolata, «stava un pò male. Era un pò raffreddato. Ma a quell’età anche un semplice raffreddore può risultare fatale. E così purtroppo è stato. Ieri sera, mio padre gli ha dato la cena a letto, per non farlo alzare. Dopo aver mangiato, gli ha detto di riposarsi un pò che più tardi gli avrebbe dato la medicina. Invece, dopo aver messo le mani sotto la testa come faceva in genere per dormire, ha fatto un paio di respiri e si è addormentato, per sempre».
Tziu Mundicu (Valerio è il suo vero nome), era nato a Villamassargia il 13 novembre 1905. Rimasto orfano del padre da bambino, quando aveva appena otto anni, si era trasferito a Siliqua nel 1913 assieme alla madre Maria Zedda (siliquese doc), dove aveva trascorso buona parte della sua vita, sino al 2010, circa 97 anni. Poi, seppur controvoglia, si era dovuto trasferire ad Assemini, dove tuttora risiedeva assieme al figlio Aldo, alla nuora Silvana e alla nipote Federica. Malgrado la sua avanzata età, si alzava presto la mattina ed era più o meno autosufficiente: si lavava e si vestiva autonomamente. Poi, si sdraiava nella sua adorata poltrona e giocava con i suoi animali: il gatto e le cocorite. Spesso guardava e commentava le immagini del telegiornale di Videolina, leggeva i giornali (in particolare L’Unione Sarda, il Corriere dello Sport e il Giornalino di Siliqua). A volte, guardava le partite di calcio in tv. Tra le altre cose era una buona forchetta: mangiava di tutto, ma prediligeva le lumache, i gamberoni, il maialetto e le anguille arrosto. Un bel bicchiere di vino, rigorosamente rosso, era sempre ben gradito da tziu Mundicu durante i pasti. Ma nelle sue abitudini alimentari non doveva mai mancare il dolce: in primis la Coppa del nonno (il famoso gelato della Motta), ma anche le pardule, gli amaretti e le ciambelle al cioccolato. 

A parte un breve periodo trascorso in miniera, aveva sempre vissuto in ambiente sano e lavorato nei campi all’aria aperta: fino all’età di 87 anni andava a lavorare in vigna con la sua bici. La sua felicità erano le feste in famiglia e le tavolate con i suoi cari, in primis figli e i suoi sei nipoti e tre pronipoti”. 

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