IL SIGNIFICATO DELL'ARTE, A CURA DI DINA PALA

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di Dina Pala

 L’Arte, dobbiamo riconoscerlo, non è la rappresentazione di qualcosa in forma figurativa, ma è l’espressione di qualunque ideale che l’artista sia in grado di realizzare, sia in forma figurativa, o astratta.

Ritengo che ogni opera d’arte, abbia un principio formale e una coerenza strutturale. Questa affermazione, potrebbe sembrare una considerazione troppo ovvia, ma non si deve dare proprio per scontato, perché questo è un aspetto diretto ed istintivo e per realizzare una vera opera d’arte, si deve studiare  di più la struttura.

In questa fase dello studio dell’opera da realizzare, se si tratta di un quadro, possiamo distinguere tre fasi: la prima è la percezione pura e semplice dei colori; la seconda è la combinazione che se ne può fare; nella terza fase, si deve tener conto dello stato emotivo e sentimentale, in cui l’emozione e il sentimento, trovano piena espressione. L’arte è espressione e l’espressione è una parte della percezione che può coinvolgere tutti i valori di genere emotivo. Nell’uomo, l’elemento costante della forma artistica è basato sull’astrazione delle proprie impressioni sensibili, che coinvolgono anche la sua vita intellettuale e si esplica nel modo con cui l’artista realizza la sua opera con misura, ritmo, armonia e colore. Solo così facendo, riuscirà a realizzare qualcosa di originale e personale.

L’opera d’arte, è un punto di riferimento immaginario, intorno alla quale si distribuiscono le linee, le superfici e le masse in perfetto equilibrio e tutto questo si deve compendiare con la realizzazione di un effetto armonico.

La linea esprime l’apparenza visiva, che possiamo chiamare anche realtà oggettiva. Con le linee diamo luce ad un’opera, rappresentandola con una gradazione fra il bianco e un colore neutro. Bisogna tener presente che il processo di ombreggiatura, serve a dare tre variazioni di luce: il passaggio dalla luce all’ombra di un colore monocromo; l’intensità relativa dei diversi colori; il grado di luminosità e oscurità.

Il colore, nella pittura, è un elemento aggiuntivo, nella complessità di un’opera finita. Al ritmo imposto dalla linea, si aggiunge il colore, che rafforza la rappresentazione del quadro.

Nell’arte esiste una tonalità emotiva, che è dovuta ad un ricordo, o a uno stimolo individuale, fatto a volte di ricordi e di reminiscenze che hanno il potere di far riaffiorare nella mente i colori della vita reale. Senza dubbio, in gran parte delle opere d’arte, nei suoi vari aspetti formali, essa genera una propria forza di attrazione inconscia, che spesso sfocia in una forma simbolica del genere “fluttuale”.

Nella pittura, o nel disegno “Monocromi”, esistono due o più gamme di colori, con una o più tinte combinate. Quando si hanno toni di colori, come per esempio due rossi, un bianco e un neutro, oppure il blu, il bianco, o altre tinte, si hanno sempre effetti bidimensionali. Quando si usano vari colori, questi servono per accentuare il ritmo delle linee, in modo che la composizione, la struttura e la tonalità, diano forza all’opera d’arte.

Il fascino del disegno, sta nell’abilità e nella sicurezza dell’esecuzione, sia che sia fatto a matita, con la penna, o con il pennello. Le linee tracciate devono essere fatte senza ripensamenti. I lavori realizzati con poche linee essenziali, devono trasmettere ritmo, equilibrio spaziale e armonia nei colori.

Lo studio del disegno, non è necessariamente alla base della capacità di fare arte, ma è la sensibilità individuale e la chiarezza espressiva, che rivela le qualità di un artista e la sua abilità nel creare un’opera d’arte originale e valida.

Tutto ciò tende a svuotare di significato la teoria. Facendo chiarezza e mettendo a fuoco le ricerche delle nuove grandi generazioni di artisti, come Jean Dubuffet, Paul Jackson Pollock, Gianni Dova e tanti altri.

Non si tratta di sostituire il figurativo, con altre tecniche come l’astrattismo, ma di creare un’opera, davanti alla quale, qualsiasi tema trattato, porti con se qualcosa di nuovo, oltre a un linguaggio artistico originale, anche se non si saprà mai in anticipo, che futuro potrà avere l’opera realizzata e né se potrà avere una validità artistica.

Nell’ampia area della ricerca informale o astratta, può essere fatta una distinzione abbastanza netta, tra arte americana e arte europea.

L’affermazione dell’Astratto informale, nelle sue varie definizioni più o meno diffuse, come Art brut, in italiano letteralmente Arte grezza, termine coniato nel 1945 dal pittore francese Jean Dubuffet, per indicare le produzioni artistiche realizzate da non professionisti o pensionanti dell’ospedale psichiatrico, che operavano al di fuori delle norme estetiche convenzionali.

In Italia, ha trovato un discreto spazio l’Arte nucleare, corrente artistica nata a Milano, quando Enrico Baj e Sergio Dangelo, nel 1951 pubblicarono il Manifesto tecnico della Pittura nucleare, partendo dai presupposti dello Spazialismo e influenzati dalle mostre tenute alla galleria del Milione

di Milano dal tedesco Wols, pseudonimo di Alfred Otto Wolfang Schulze, uno dei primi pittori dell’informale europeo  e alla galleria del Naviglio, sempre a Milano, da Jackson Pollock.

L’astrazione geometrica di queste  e altre varie tendenze, incentrate principalmente sull’esperienza individuale, anch’essa generica, come l’Espressionismo astratto e il Socialismo reale di Renato Guttuso, oltre al Surrealismo di Salvador Dalì, che dall’informale, ha tratto ampiamente spunto e che in quel periodo fecondo, ha generato una specie di nuovo clima artistico.

Nell’arte, anche nella scelta del linguaggio informale, si presenta una morfologia assai differenziata, anche attraverso la gestualità e altre manifestazioni, che ogni artista tende a personalizzare e a rendere individuabili immediatamente, con le sue opere.

Il significato che fin dal Neolitico, l’uomo ha voluto dare all’arte, è quello della creazione di qualcosa di magico, usando forme, linee e colori che si sono tramandate immutata attraverso molti secoli.

Qualcosa cambia con l’arte orientale, quindi, il grande balzo che si ebbe con l’arte classica greca e con quella Romana.

Dopo il  Medioevo, l’arte subisce un altro grande balzo in avanti con i grandi Cimabue, Giotto, Masaccio e tanti altri, che hanno aperto la pista ai grandi pittori del Rinascimento, come Michelangelo e Raffaello.

Il Seicento, invece, è caratterizzato dal Barocco, con i vari Caravaggio, Carracci, Bernini, Tiepolo, Piazzetta e nel Settecento, irrompe il Rococò, brillantemente interpretato da tanti artisti italiani e francesi.

Nell’Ottocento si fa strada una nuova corrente pittorica, quella dell’Impressionismo, che nasce in Francia e in Italia, si affermano i Macchiaioli.

Dal Novecento, sino ai giorni nostri, il linguaggio artistico diventa molto più variegato e si cominciano ad affermare anche altre forme d’arte, come quella gestuale, insomma, l’arte non deve mai limitarsi a ricordarci la vita, ma deve acquisire una propria vita.

Per l’artista moderno, diventa importante capire cosa passa nei pensieri della gente, per avere delle ispirazioni da trasformare in arte.

Quando è solo, davanti all’opera da realizzare, deve dare libero sfogo alle emozioni che prova e alle sue sensazioni, in modo da trasmetterle a ciò che crea con la sua personalità. Il colore deve essere intenso e puro, e la luce profonda e viva, tanto da avvolgere tutto di un intenso tremito di passione. Le sensazioni che prova l’artista quando è al lavoro, devono essere trasmesse anche agli altri che osservano la sua opera.

Ogni forma d’arte ha una vita propria esteriormente diversa, ma nel loro fondamento interiore, sono assolutamente identiche, se con le loro sottili vibrazioni riescono a raggiungere l’essenza dell’animo umano.

In effetti il fine dell’arte, è l’arricchimento dell’animo umano e questo riesce solo a chi ha un talento innato. Il colore è un mezzo utilizzato dal pittore per portare l’anima delle persone a vibrare.

La grande arte, è l’espressione esteriore della vita interiore dell’artista e si traduce nella sua visione personale del mondo.

La vita interiore di un artista, è un mondo vasto e variegato, non si tratta solo di avere le capacità di fare un sapiente accostamento di colori, di forme e di segni.

L’arte coinvolge tutta l’esistenza di un artista e deve far parte della sua vita, non deve esserne estranea. Il pittore deve occuparsi del mondo e dei fenomeni della natura, che lo circondano, se vuole essere grande.

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