CLAUDIA ZEDDA, QUANDO LA SARDEGNA TI SCORRE DENTRO

ph: Claudia Zedda

di Pamela Matzuzzi

In un mondo globalizzato e in continuo movimento abbiamo forse in parte smarrito il senso di appartenenza alle nostre radici. Abbiamo dimenticato la bellezza della nostra storia, delle nostre tradizioni, della nostra terra. Noi forse abbiamo dimenticato, ma non Claudia Zedda, a cui la Sardegna scorre nelle vene.

“Sono nata a Cagliari e pur vivendo a Quartu Sant’Elena da più di trent’anni le mie tradizioni gastronomiche, linguistiche, culturali sono cagliaritane a tutti gli effetti.”

Claudia oggi racconta e celebra svariati aspetti della Sardegna: dalla cucina alla natura, dall’erboristica all’antropologia. L’innamoramento di Claudia per la Sardegna avviene in età adulta, a 25 anni, quando decide di partire per lavoro e abbandonarla per qualche tempo.

“Per la prima volta, lontana da casa mia mi sono sentita senza radici, persa, innegabilmente triste. Ricordo di esser rimasta a guardare il cielo per un’ora intera il giorno del mio rientro. Ricordo d’aver ripreso ad annusare, consapevolmente, gli odori di Sardegna, ricordo di essermi resa conto di vivere in una terra di sogno.”

Claudia guarda così la sua terra con occhi diversi, nuovi. Dona nuovo valore alla Sardegna, ai suoi abitanti, alla sua cultura, alle sue tradizioni, al suo folklore e alla sua lingua.

“Mi sono innamorata perdutamente di “Sardegna”, oggi una delle mie più care amiche, una madre, una grande madre. In larga misura questa scoperta la devo imputare ai miei studi letterari ed antropologici che non cambierei per niente al mondo.”

Nonostante la scintilla sia scattata in età adulta, la Sardegna è sempre stata presente nella vita quotidiana di Claudia attraverso le due grandi donne della sua vita: la mamma e la nonna, due sarde inarrestabili.

“Nonna è stata un’ottima cuoca (uso il passato perché ormai cucina sempre meno, ma tutte le volte che lo fa è delizia), una bravissima sarta, una commerciante piuttosto astuta. Mi piace ascoltarla raccontare di quel periodo, del dopo guerra in Sardegna, del dopo guerra in famiglia. Mia madre… oh di mia madre ho creduto molto a lungo che sapesse fare tutto e benissimo. Ovviamente non sa fare tutto, ma è in grado di imparare tutto quello che le interessa. In questo credo di somigliarle.”

L’amore per la Natura della Sardegna, per le sue erbe, la sua fauna, i suoi alberi è stata invece trasmessa a Claudia da suo padre.

“Mio padre ha sempre avuto un amore viscerale per la natura: grande pescatore, appassionato raccoglitore di qualsiasi cosa. Devo aver ereditato da lui l’amore per le lunghe passeggiate in campagna durante le quali trovo sempre qualcosa da raccogliere, da fotografare, da catalogare. Insomma in grossa sostanza sono un mix inaspettato di tutti i componenti della mia famiglia, vicini e lontani.”

Certo è, che Claudia è anche accompagnata da una grande determinazione che le impedisce di fermarsi davanti alle difficoltà.

In cucina so come muovere le mani perché ho sempre frequentato donne che con i fornelli ci sapevano fare: ora quando trovo una ricetta che non conosco, che mi incuriosisce, che stimo particolarmente difficile mi rimbocco le maniche e ci provo. D’altronde niente è davvero irrealizzabile. Quando poi le cose non vanno come vorrei, perché capita piuttosto di frequente, niente paura. Il giorno dopo ci riprovo e prima o poi riesco. Sono piuttosto testarda quando voglio ottenere qualcosa”.

L’osservazione, attività spesso sottovalutata, è un momento fondamentale per Claudia, soprattutto quando si appresta ad imparare qualcosa da qualcuno. Osservazione, pratica e perseveranza.

Molte delle cose che faccio le imparo così, insistendo nella pratica e ascoltando, guardando chi le fa da sempre e scovando i segreti che spesso non vengono rivelati.”

Alcune delle passioni attuali di Claudia Zedda sono nate per caso, semplicemente ci si è imbattuta durante il suo percorso.

“Ad esempio non so dire perché abbia iniziato a fotografare. L’ho fatto perché dovevo, credo sia questo il motivo. Ho frequentato qualche laboratorio fotografico, ho stipulato un abbonamento con una rivista a tema, seguito lezioni su youtube e poi via… ho messo dentro le mie foto tutta la mia curiosità. Non passa giorno senza che io scatti una foto. Per me è una vera e propria necessità.”

Diverso è invece il percorso che ha fatto di Claudia una scrittrice. Nessuno in famiglia scriveva e ciò l’ha portata a cominciare senza avere punti di riferimento. Semplicemente, un giorno, ha cominciato a scrivere.

“Da piccola lo facevo spesso: scrivevo con carta e penna ma anche e soprattutto con la fantasia. Immaginavo storie che non avrei mai scritto: è stata una buona palestra.”

Oggi Claudia è una scrittrice di successo e, confessa, non avrebbe mai immaginato di poter fare della scrittura la propria fonte di sostentamento, il proprio lavoro.

“Il problema sta spesso tutto qui: nel non credere. Quando ho preso consapevolezza delle mie capacità, quando ho iniziato a credere che sì, la scrittura poteva diventare la mia vita… beh allora ho iniziato a scrivere. E da allora non mi sono mai fermata. Scrivo tutti i giorni, per lavoro, per diletto, per conciliarmi il sonno o per organizzare le mie giornate. I miei libri sono la punta dell’iceberg. Gestisco tre blog (claudiazedda.itesserefreelance.itkoendi.it), collaboro con parecchie riviste, realizzo contenuti per il web ogni giorno. Lo faccio da dieci anni e tutti i giorni penso che sia la cosa più bella che mi potesse capitare”.

E’ appena uscito un nuovo libro di Claudia Zedda, Rebecca e le Janas, una raccolta di racconti per ragazzi ma anche per adulti che non intendono smettere di sognare.

“Sapere che qualcuno legge con emozione le mie parole è piuttosto gratificante e mi spinge a far sempre meglio.”

In novembre Claudia compirà 38 anni ed è fiera di essere la donna fantastica che è oggi.

“Sono esattamente dove avrei voluto essere, forse un pelo più avanti. Una famiglia splendida, una figlia che amo, un lavoro che non cambierei per niente al mondo e occhi ancora curiosi che mi consentono di sperimentare, scoprire, emozionarmi tutti i giorni.”

Claudia è una donna che guarda con gioia al futuro ed è ansiosa di vivere il domani.

“Il futuro è bello quando lo vedi come un foglio bianco e non hai paura di usare i pastelli colorati.”

Una fonte inesauribile di idee, un’inarrestabile curiosa e una donna instancabile.

“Non solo un nuovo libro che sto finendo di scrivere e l’idea del prossimo che non mi lascia dormire, ma anche il desiderio di concentrarmi maggiormente sui laboratori di cucina sarda che ho inaugurato quest’anno. Nella piccola cucina koendi si radunano periodicamente gruppetti di donne (e di rado qualche ometto) curiose di conoscere una nuova ricetta tipica sarda e scoprire qualcosa di più sulla tradizione popolare isolana.”

Durante i suoi laboratori Claudia racconta le ricette che propone, le sperimenta in cucina insieme ai suoi studenti e parla con loro delle figure mitiche dell’isola, delle quali non si sa mai abbastanza.

“Ho chiamato questo progetto “Ricette Raccontate” e continua a piacermi come mi piaceva il primo giorno che l’ho pensato.”

C’è un’altra passione che, infine, Claudia è riuscita a fare diventare un lavoro, quella per l’erboristica isolana e l’etnobotanica.

“In autunno partirà una scuola a tema all’interno della quale mi sono rosicchiata il posto di “docente”, e nel breve, a Cagliari, partirà un corso breve sulle erbe magiche della tradizione popolare sarda.”

Questa è Claudia Zedda, una donna spontanea e appassionata che ha fatto del suo amore per la Sardegna un lavoro e una missione.

http://www.sardegnacreativa.it/

Una risposta a “CLAUDIA ZEDDA, QUANDO LA SARDEGNA TI SCORRE DENTRO”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *