LA STORIA DEL TORTOLIESE ANDREA MULAS, VENETO D’ADOZIONE: LASCIARE LA PROPRIA TERRA IN CERCA DI LAVORO

ph: Andrea Mulas

di Giuseppe Piras

Decidere di separarsi dalla terra d’origine non è mai semplice. Ancor meno quando sembra l’ unica concreta possibilità rimasta per trovare lavoro. Ne è pienamente consapevole l’ogliastrino  44enne Andrea Mulas, padre tortoliese, madre di Bari Sardo.

Andrea, nato e vissuto a Tortolì fino all’età di venticinque anni, nel 1998, quando la crisi economica e lavorativa inizia a manifestarsi anche nel contesto ogliastrino, si trova di fronte alla decisione di lasciare il suo paese d’ origine. Stanco di svolgere lavori saltuari, che non gli permettono una pianificazione di vita a lungo termine, e una “tranquillità” economica, Andrea decide, insieme ad Angelica ( che poi diventerà sua moglie) e all’incoraggiamento dell’amatissima e indimenticabile madre Anna, di partire per il Veneto, precisamente a Gorgo al Monticano in provincia di Treviso.

«In Veneto, grazie ad una coppia conosciuta a Bologna (nel periodo di malattia della mia amata sorella Stefania) ho trovato sistemazione in un collegio» racconta Andrea «Lì ho trascorso i primi sei mesi della mia nuova vita nel Nord Italia. Superato l’ iniziale smarrimento, ho preso in affitto un appartamento e cercato un lavoro».

A Gorgo al Monticano Andrea lavora come Capo Linea nel Reparto Foratura presso la Ditta Friuli Intagli che si occupa di produrre componenti di mobili azienda per conto di IKEA e che conta la bellezza di 1500 operai. Angelica invece trova lavoro come responsabile in un’azienda che produce mosaici. Nel 1999 per l’ogliastrino è l’anno della svolta: sposa Angelica, acquista casa e nel 2003 diventa padre della piccola Stefania.

Nonostante siano passati tanti anni dal trasferimento in Veneto, Andrea pensa sempre alla sua Ogliastra.  «La nostalgia è sempre tanta» spiega il giovane operaio «Ma tornando indietro rifarei tutto. Ogni volta che torno a casa in Ogliastra, e lo faccio ogni volta che mi è possibile, soffro il dover ripartire, ma la nostalgia viene acuita dalla consapevolezza che a Treviso ho tutto ciò che mi serve per vivere serenamente.  L’ importante è conservare nel cuore il ricordo della propria terra d’ origine con la speranza che un giorno regali a tutti un lavoro sicuro, senza costringere i giovani  a dover affrontare la decisione di lasciarla».

«Con i nostri lavori da due anni siamo riusciti a realizzare il sogno di avere una casa anche in Sardegna» conclude Andrea «Quando andremo in pensione, infatti, ci piacerebbe tornare in Ogliastra, perchè il mio non è mai stato un addio ma un arrivederci».

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