DA MISS ITALIA MANCATA AD ASSISTENTE DI VOLO NEL MONDO: OVUNQUE, IL SORRISO DI FEDERICA SATTA


di Tatiana Picciau

Dalle selezioni per Miss Italia nel 2010, una laurea in lingue da 110 e lode, Federica Satta di Posada ha scelto di diventare hostess per un’importante compagnia aerea internazionale. La sua vita non è più la stessa: un giorno si sveglia in Thailandia, un altro nuota con gli squali balena nelle Filippine o accarezza i leopardi in Sudafrica. A bordo di quegli aerei in giro per il mondo, si sente cambiata: “È inevitabile: impari a conoscere te stessa, scopri altre culture e a contatto con 500 passeggeri ogni giorno impari a capire gli altri con un semplice sguardo”. Federica ha 25 anni e molto da raccontare. “Tutto è iniziato quasi per gioco, i miei progetti erano altri ma non avrei mai potuto vivere con il rimpianto di aver perso un’occasione. Ho fatto il test a Roma, in mezzo a centinaia di persone. Non ci credevo, ma quando ho visto il mio nome tra i selezionati, l’idea si è fatta più reale”. Due anni fa, Federica ha così deciso di archiviare – per ora – il sogno di diventare giornalista.

Da Miss a hostess, come è stato il salto? “Un salto nel vuoto. All’epoca studiavo lingue e in realtà focalizzavo l’attenzione su altri obiettivi. Invece un giorno ho visto un articolo su internet in cui si cercavano aspiranti assistenti di volo. Sono andata a Roma per un weekend con un’amica e ho partecipato al test. Sono stata scelta e dato che ho sempre amato viaggiare ho colto l’opportunità”.

Aveva mai viaggiato prima? “All’università ho fatto l’Erasmus e ho iniziato a viaggiare: sono stata in Lettonia per sei mesi e ho capito che quella era la mia vocazione. Al rientro in Sardegna mi sono sentita in gabbia. Avevo l’esigenza di ripartire per crescere e scoprire il mondo”.

Anche con miss Italia pensava di realizzare il sogno? “Miss Italia, avevo solo 18 anni, è stata una semplice esperienza”.

La sua giornata tipo da hostess di una grande Compagnia? “Non esiste una giornata tipo. Non ho orari, né per pranzo né per cena. Attualmente vivo a Dubai, vado in palestra, nella piscina condominiale del mio alloggio, e da poco ho iniziato un corso di equitazione. La vita notturna qui è fantastica, ci sono tanti locali e la città è sicura, quindi mi sento tranquilla anche rincasando da sola la notte”.

Cosa faceva prima di partire? “Oltre ad andare all’università facevo la hostess e la modella. D’estate ho sempre lavorato in un chiosco al mare, a Posada”.

In Sardegna ha provato a fare l’assistente di volo? “Non c’era posto, non solo sull’Isola ma nemmeno in tutta la penisola. E comunque non mi sarebbe piaciuto perché le compagnie locali non fanno lunghi scali nelle città ma fanno spesso andata e ritorno in giornata: troppo stressante e poco interessante”.

Un consiglio ai giovani, suoi conterranei, senza lavoro. “Viaggiare. Bisogna andare all’estero per avere più opportunità, anche se non troveranno mai luoghi belli quanto la Sardegna. Devono trovare gli strumenti per capire come va il mondo fuori, anche per poi tornare e investire nella propria Terra”.

I marinai si dice abbiano una donna in ogni porto. Lei ha un fidanzato in ogni aeroporto? “Assolutamente no. Ho un solo fidanzato, Alberto, che è di Sennori (Sassari, ndr) e mi segue dappertutto in giro per il mondo. L’ho conosciuto due mesi prima della mia partenza, un vero colpo di fulmine: non avrei scommesso nulla sulla durata della nostra relazione, invece è stato bravissimo a starmi dietro. Ci incontriamo dove capita, Praga, Bratislava, Dubai. Non è semplice, ma facciamo il possibile per poter stare insieme almeno un giorno nello stesso posto”.

Quali sono i pro e contro del suo lavoro? “Ci sono molti più pro che contro. Ogni volta che atterro in un posto ci resto 24 ore e ho il tempo di scoprirlo con calma, di conoscere nuove culture e fare nuove esperienze. Tra quelle più folli, in Vietnam mi sono messa un serpente più alto di me intorno al collo. Ma ci sono anche situazioni toccanti: in Uganda sono andata a trovare i bambini degli orfanotrofi, ho fatto la spesa per loro; in Bangladesh ho visto lo stato di povertà in cui vivono certe persone. I contro sono non dormire tanto e non avere la famiglia accanto a me, non vedere mio fratello crescere”.

Come vede il suo futuro? “Non so cosa mi riservi il futuro. So che il lavoro attuale non sarà il lavoro della mia vita. Mi piacerebbe realizzare un’azienda italiana a Dubai anche se spero un giorno di tornare in Sardegna perché mi manca tantissimo”.

Il suo luogo del cuore? “La Sardegna al 100 per cento: Posada per la famiglia, Cagliari per gli amici e Sennori per l’amore”.

http://www.unionesarda.it/

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