“I SOFFIASTORIE” ALL’ASSOCIAZIONE “SEBASTIANO SATTA” DI VERONA: STORIE DI TANGO, MUSICA E PAROLE A SUON DI DANZA

immagine di Andrea Zonca

di Annalisa Atzori

Il concerto dei “Soffiastorie” organizzato dalla “Sebastiano Satta” di Verona domenica 21 maggio alle ore 18,00 è stato un evento un po’ particolare, diverso da quelli a cui sono abituati i Soci e i simpatizzanti che frequentano la sede dell’associazione, ma non per questo meno apprezzato: la sala “Efisio Maxia”( che tra l’altro ha dimostrato ancora una volta di avere un’ottima acustica) infatti era piena, gli ultimi arrivati hanno dovuto addirittura seguire l’evento in piedi, tanto era il pubblico presente. I Soffiastoriesono un gruppo di musicisti che suona strumenti a fiato (da qui il loro insolito nome), accompagnati da una voce narrante, che guida il pubblico in un viaggio, lasciandosi trasportare dalla musica.  Loro sono Pamela Morgia (flauto traverso), Giuseppe Schiavone (flauto traverso), Lorenzo Spina (clarinetto), Alessandra Rossi (clarinetto basso) e Elena Pigozzi, la meravigliosa voce narrante.

Elena raccomanda al pubblico di farsi rapire dall’atmosfera e dalle sonorità del tango. Ora ci troviamo dove i fiumi Uruguay e Paranà si incontrano e formano il  Rio de la Plata, il fiume d’argento sul quale si affacciano le due città di Montevideo e Buenos Aires, Uruguay e Argentina. E’ qui che è nato il tango, quando tantissimi emigranti provenienti dall’Europa e da varie regioni d’Italia arrivavano in Argentina in cerca di lavoro e fortuna. Portavano con loro la nostalgia della terra d’origine, di quei luoghi lasciati forse per sempre.

La Cumparsita”, primo brano suonato, è una composizione del musicista uruguaiano Gerardo MatosRodriguez, eseguita secondo l’arrangiamento musicale del direttore e pianista Roberto Firpo. La Cumparsita (dal siciliano “cumparsa”) accompagnava il corteo delle maschere in occasione del carnevale.

Segue la malinconica “Adios Nonino” di Astor Piazzolla. Come diceva l’autore…”il tango è un pensiero triste che si balla”. Piazzolla apprende della morte del padre durante una tournée e gli dedica questo dolcissimo pezzo.

Il terzo brano eseguito dai Soffiastorie è un’altra pietra miliare del tango argentino. “Por una cabeza”  (letteralmente “per una testa” di cavallo, ossia “per un soffio”, è un gergo utilizzato dagli scommettitori di corse di cavalli), composta da Carlos Gardel, racconta la storia di un giocatore compulsivo d’azzardo, che paragona la sua passione per le donne a quella per il gioco. Gardel è stato compositore, ballerino, attore, voce da baritono. Grazie a lui, il tango è uscito dai bordelli e dai luoghi malfamati dei barriosed è diventato internazionale. Gardel aveva vari soprannomi, tra cui “francesito” …. Giocava infatti sulle sue origini, dicendo che “era nato nel Mar de la Plata, a due anni” , lasciando immaginare forse origini ben più lontane.

Primavera portena” di A. Piazzolla è la stagione in cui il tango si balla all’aperto, nelle piazze. Le stagioni di Piazzolla non sono stagioni metereologiche, sono stagioni dell’animo. Le piazze di Buenos Aires la sera diventano enormi piste da ballo.

Café 1930” di A. Piazzolla ha invece ritmi lenti e una musicalità romanticissima. L’autore vuole rifarsi alle atmosfere del tango anni ’30.

In Argentina, a testimonianza del fortissimo legame tra questa terra e il tango, è stato istituito El Dia Nacional del Tango. Si festeggia il giorno 11 dicembre: per coincidenza infatti proprio in quella data sono nati sia Carlos Gardel (la vòz, la voce) sia Julio de Caro (la musica), violinista, direttore d’orchestra e compositore di tango.

Night Club 1960” di A. Piazzolla vede il tango arricchito dalle sonorità brasiliane. Riflette il bisogno di cambiamento dell’Argentina in quegli anni. Il tango qui ha una natura creola: è l’unione dei ritmi afroamericani, della milonga dei gauchos provenienti dalle pampas argentine e dell’habanera, danza di origine cubana portata dagli schiavi. Gli strumenti tradizionali del tango sono il violino, la chitarra e il flauto, ai quali si è poi aggiunto il bandoneon, la fisarmonica inventata in Germania per accompagnare le funzioni sacre e poi portata dagli emigranti nel Sud America.

Gardel, grazie ai suoi film e alle tournée, porta il tango in Europa. Qui però il tango si “cristallizza”, si lega ai passi di danza, è molto più formale, al contrario di quello argentino che è improvvisazione. Nel Nord America il tango resta incompreso …. E non è certo quello rappresentato da Rodolfo Valentino nel film “I quattro cavalieri dell’Apocalisse” (muto del 1921), che resta uno stereotipo di se stesso.

El tango de Roxanne” di Mariano Mores, rifacimento della canzone dei Police “Roxanne” entra nel 2001 a far parte della colonna sonora del film “Moulin Rouge”.

Come sostiene il ballerino Miguel Zotto, il tango “non è maschio, è coppia. E’ al cinquanta per cento uomo e al cinquanta per cento donna”. Pablo Veron, altro grande ballerino che nel film “Lezioni di tango” interpreta se stesso, sostiene che per imparare il tango è necessario apprendere le tecniche per poi dimenticarle … Sospendere il pensiero per passare alla passione. Il tango è emozione, sensi, istinto. Le tecniche servono all’inizio, poi si lascia spazio all’improvvisazione.

Oblivion” di A. Piazzolla è il brano che segue. Piazzolla nasce a Mar de la Plata e si trasferisce giovanissimo a Little Italy, New York. Qui cresce in mezzo alle atmosfere jazz della East Coast. Un giorno Gardel,  a N.Y. per girare “El dia que me quieras” , lo nota mentre suona il bandoneon in strada e gli chiede di suonare per lui un tango. Estasiato dal talento del giovane Piazzolla, lo vorrebbe con se in tournée, ma il giovane non accettò. Da allora però la sua vocazione divenne il tango.

Ma quanti tipi di tango esistono? Il tango vero e proprio, la milonga e il tango vals. Elena sottolinea che il più famoso componimento di tango vals “Desdeel alma” è stato scritto da una donna, Rosita Melo.

Il tango della gelosia”  (originariamente “Tango tzigane jalousie” del danese Jacob Gade, 1925) scritto come colonna sonora di un film muto, è stato interpretato in tutte le lingue. Il italiano, la versione più famosa è quella del paroliere Nino Rastelli, cantata da Nilla Pizzi. Morto l’autore Gade, i diritti di utilizzo del pezzo vanno a sostenere una Fondazione per giovani musicisti.

I Soffiastorie eseguono in fine “Libertango”, altro pezzo famosissimo. Nel tango si riconoscono le origini e il popolo d’Argentina, il tango è un grande abbraccio (come diceva Borges). E’ qualcosa di proibito e misterioso, è ciò che siamo stati o ciò che avremmo voluto essere.

Il pubblico a gran voce ha chiesto il bis dell’ultimo pezzo…. Ma i Soffiastorie hanno fatto di più. Hanno voluto dedicare agli amici che li hanno ospitati un pezzo che non ha bisogno di presentazioni …. E quando hanno suonato una romanticissima “No potho reposare” a qualcuno in sala sono venuti gli occhi lucidi …

Veramente talentuosi, è stato un piacere ascoltarli e lasciarsi accompagnare da Elena Pigozzi, splendida voce narrante.

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