LA CITTADINANZA ONORARIA A OROSEI PER IL PROFESSOR MASSIMO PITTAU, SARDUS PATER DE SA LIMBA E CULTURA SARDA

ph: Massimo Pittau


di Tommaso Esca

Ad Orosei, presso i locali del Monte Granatico, domenica 30 aprile,  si è tenuta una cerimonia per conferire la cittadinanza onoraria al quasi centenario Prof. Massimo Pittau, “ sardus pater de sa limba e cultura sarda”, da parte dell’Amministrazione comunale di Orosei. Egli ha dedicato parte dei suoi studi alla storia civile e linguistica della Baronia, all’epoca della dominazione romana nell’isola. Durante la cerimonia il Prof. Pittau ha tenuto una relazione su “ La Baronia di Orosei e la lingua dei romani”. E’ intervenuto il Sindaco di Orosei Nino Canzano, mentre il giornalista Rai Antonio Roych è stato il moderatore.

Ultranovantenne, nato a Nuoro nel 1921 è ancora lucidissimo ed è un grande comunicatore. Ha pubblicato una cinquantina di libri, oltre 400 relazioni e studi sulla lingua e cultura sarda ed etrusca. Studiò nella città barbaricina sino al diploma classico, conseguito presso il Liceo Asproni. Successivamente completò i suoi studi all’Università di Torino, dove conseguì la Laurea in Lettere, e a Cagliari, con Laurea in Filosofia. All’Università di Sassari ottenne la cattedra di linguistica sarda e successivamente anche l’incarico di Preside di Facoltà. La sua passione per la nostra lingua esplose già quando frequentava il ginnasio, giovanissimo, con lo studio del latino, greco e francese. Conobbe e frequentò per i suoi studi glottologici  il grande  studioso Max Leopold Wagner e poeti sardi che con la loro tenacia hanno dato dignità e forza espressiva a “sa limba sarda”. Della lingua sarda, come di quella etrusca, ha approfondito e studiato la fonetica, la grammatica, l’etimologia, l’antroponomastica, la toponomastica, e i relitti della lingua dei protosardi. “Pro s’allega baroniesa e su nugoresu, il Prof. Massimo Pittau este unu veru babbu mannu, impare chin su biatu oroseinu de Prof. Giuseppe Mercurio”. Con  i suoi originali studi, ricerche e approfondimenti, ha squarciato il profondo velo di nebbia che in parte ancora avvolge la nostra storia di migliaia di anni. Personalmente ricordo con piacere il Prof. Massimo Pittau, che una decina di anni fa intervenne ad Orosei al Convegno di studi sul pittore, giornalista e scrittore oroseino Giacinto Satta, organizzato dal Centro Studi G.Guiso di Orosei. In quell’occasione, il nostro emerito nuovo concittadino, espose la sua originale ricerca e relazione sul profondo rapporto di amicizia, conoscenza e collaborazione tra la scrittrice nuorese Grazia Deledda e Giacinto Satta. Quest’ultimo, dopo aver girovagato per tanti anni nelle grandi capitali europee, alla fine dell’ottocento, decise di tornare in Sardegna a Nuoro, con le valigie piene di libri e colori. Disegnò per Grazia Deledda alcune copertine di sue novelle e nel 1900 fù Sindaco di Nuoro (cittadina di circa 5.000 abitanti in quell’epoca ). Prof. Pittau sostenne la sua tesi su Grazia, innamorata di quel pittore macchiaiolo di Giacinto, uomo maturo e colto. In “Canne al vento”, il romanzo deleddiano più importante, ambientato nella Baronia di Galte e Orosei, due dei personaggi più importanti saranno gli innamorati Giacinto e Grixenda. La figura di Grixenda è frutto della fantasia di Grazia, che la inventa con un mix del suo nome e cognome. La futura Atene sarda, Nuoro dei primi del ‘900, deve molto a Giacinto Satta, precursore di grandi scrittori, poeti e pittori della metà di quel secolo, compresa la quasi autodidatta Grazia Deledda. Grazie di cuore a Prof. Massimo Pittau, pozzo di conoscenza della lingua e storia della Sardegna.

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