ROSSELLA FAA, ARTISTA ECLETTICA, RAPPRESENTA GLI EPISODI DI VITA

ph: Rossella Faa

di Susi Ronchi

 “A casa mia non prende, telefonami di giorno così salgo in terrazzo dove acchiappo la linea”. Sembra la scena di uno spettacolo, ironico, divertente, capace di mettere a nudo vizi e virtù di un intero vicinato, proprio come quelli rappresentati da Rossella Faa. Attrice, musicista, cantante, compositrice, scrittrice, insegnante, “ E anche zitella, ma per vocazione, e non chiamatemi single, perché gente intorno ne ho molta, a cominciare dagli abitanti del mio quartiere, Villanova. Qui insieme cerchiamo di far rivivere questo antico luogo, con attività pensate da noi, di recente è nato il coro di Villanova, una mia proposta che ha avuto successo. In gruppo partecipiamo alle iniziative dei balconi fioriti, e trasformiamo vicoli e casette in mini gioielli di bigiotteria architettonica, sono piccole cose ma significative che non ci fanno sentire soli.”.

Sorridente, sempre pronta alla battuta, ma sorniona: “Ho preso dalla mia gatta Miggia, con due g, è sarda”. Rossella Faa è un’artista eclettica che ha vissuto molteplici esperienze, a partire dalla collaborazione  col gruppo delle Balentes con cui ha inciso diversi cd. Poi, da solista, ha realizzato altri dischi, sempre rincorrendo il sogno del jazz e costantemente alla ricerca di nuove performances in teatro, ha battuto tanti palchi, da Cagliari a Sinnai e in altre citta italiane. “Dal 2009 al Teatro del Segno rappresentiamo storie di vita comune, cantate, raccontate, molto gradite agli spettatori che ritrovano, nelle vicende e nei personaggi, parte del loro mondo. È il teatro più piccolo della terra e ce ne vantiamo….”

Grintosa, orgogliosa di essere sarda: “A volte noi siamo diversi, nei comportamenti, nelle parole, nei pensieri, ci poniamo rispetto agli altri in un modo originale, unico, e infatti può capitare che qualcuno chieda: ‘Siete alieni?”, la risposta è “No, siamo sardi!”.

Idee tante, progetti altrettanti, in agenda è segnato un nuovo traguardo: “Anzi due: il primo è riuscire a realizzare a Cagliari quello che abbiamo fatto a Santulussurgiu col Festival estivo, qui d’estate non c’è niente soprattutto per i ragazzini. Il secondo è promuovere iniziative e attività a Is Mirrionis, quartiere popolare che merita di avere una grande attenzione.  Con Elio Turno Arthemalle porteremo in scena, prevediamo a maggio, ‘Predi Antiogu e sa Perpetua’, ruolo che mi appartiene quest’ultimo, devo inzullare il prete a scomunicare dal pulpito, l’intero paese, perché qualcuno gli ha rubato le pecore, il tutto condito da un latino maccheronico”.

Rossella Faa, genitori di Masullas, esprime uno spiccato senso tragicomico, attraverso il quale legge e rappresenta gli episodi di vita, che con grande maestria porta sul palco, ma è anche cultrice della lingua, sa limba, sono esilaranti i racconti in campidanese che propone al suo variegato pubblico. “Avevo appena 4 anni e rimanevo incantata da una compagnia di commedianti che su un trattore allestito a cussa manera a teatrino, portava in giro per Masullas le sue rappresentazioni, il mio destino è stato segnato allora”.

Il destino di artista semiseria, raccontastorie, sempre capace di far sorridere e sognare, era stato tracciato fin dagli anni dell’infanzia, e ha in gran parte determinato   altre fondamentali scelte di vita: “Come per esempio rimanere zitella, ma una zitella moderna. Un tempo le donne sole erano considerate socialmente inadeguate, oggi invece siamo delle privilegiate, secondo come te la vivi, proprio la mancanza di legami strettissimi si trasforma in una ricchezza e ti offre grandi opportunità: libera per me è la parola vincente”.

Uomini? “Sì, sì, mio padre diceva addirittura che li confondeva, perché ne ha conosciuto diversi, ma ho un brutto carattere, sono intransigente, di quelle che non te ne lascio passare una, quindi…”

Ma ci sono altri uomini nella sua vita, compagni di belle avventure artistiche? “Ho un ricordo speciale di Andrea Parodi, per lui ho fatto la corista, un ragazzo d’oro, adorabile, una voce strepitosa, così alta che copriva con facilità la mia”.  

Recente cavallo di battaglia lo spettacolo Bella, bella, bella… sa Beccesa: “Mi ha ispirato mia nonna, era una frase che ripeteva sempre, e che io non capivo, poi me l’ha spiegata: bella sa Beccesa  poita  potzu nai totu su chi ‘ollu nai.”

http://www.sardegnasoprattutto.com/

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