IN BICI A CICOGNARA: IL 12 MARZO "DALLA SARDEGNA ALLE TERRE DEL FIUME PO, ALLA SCOPERTA DI GRAZIA DELEDDA PADANA" CON L'ASSOCIAZIONE SARDA DI PARMA


evento segnalato da Antonio Pirisi

“…dalla Sardegna alle Terre del fiume Po…in bici alla scoperta di Grazia Deledda padana….”   

Viene spontaneo associare G. Deledda ai grandi romanzi sardi, Canne al vento, Elias Portolu, Marianna Sirca…, eppure esiste una notevole mole di scritti che ci fanno scoprire G. Deledda “padana”, in particolare legata al paesaggio, alle atmosfere intorno al grande fiume e ai paesi della famiglia del marito, Palmiro Madesani.

Grazia sposò Madesani, segretario dell’Intendenza di Finanza, nel 1900 a Cagliari e da allora fino a qualche anno prima della morte arrivava ogni settembre a Cicognara, dopo aver passato i mesi estivi nei primi anni a Viareggio e quindi nella sua casa di Cervia.

Roncadello, Cicognara, la casa di Co’ de Bruni dei cugini di Palmiro, i Tagliavini-Morini, uomini e donne di quei luoghi che diventano protagonisti di romanzi come L’ombra del passato,Nostalgie, Annalena Bilsini,  e di struggenti novelle come Nel Mulino…

Grazia con Palmiro e i figli Franz e Sardus arrivavano a Casalmaggiore e  da lì, in carrozza con Antenore Tagliavini proseguivano lungo l’argine del fiume verso Fossacaprara, Roncadello e Cicognara fino alla casa di Co’ de Bruni che li accoglieva ospitale.

Così Wanda Tagliavini ricorda lei e le cugine che nei pomeriggi assolati giocavano intorno alla casa e i rimproveri delle donne “….tasì che Grasia l’à scriv..”

Ebbene Grazia Deledda aveva stabilito un legame profondo e intenso, una nostalgia struggente anche per queste terre. Scrive in una lettera a una cugina: “…leggendo (la tua lettera) mi è parso ancora di respirare con te le aure del nostro bel Po, del nostro argine” (Roma Pasqua 1921).

Nel 1927 G. Deledda ricevette il Premio Nobel per la Letteratura, unica donna italiana,

e oggi noi percorrendo argini del Po, paesi e luoghi a lei cari vogliamo ricordarla e renderle un piccolo omaggio. 

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 Ai piedi del ponte di Casalmaggiore, ricordo dei partigiani fucilati dai nazifascisti : Gavino Cherchi, Ines Bedeschi e Alceste Benoldi.

Gavino Cherchi, sardo, un giovane di 33 anni, allora professore di Lettere al liceo Romagnosi di Parma, dove era entrato in contatto con la Resistenza. Dopo l’8 settembre fu tra i fondatori del Cln in Emilia e poi responsabile del Servizio informazioni partigiane (Sip) con il nome di battaglia Stella. Tradito da un compagno di cui si fidava fu arrestato insieme ad altri due suoi collaboratori, Ines Bedeschi di Conselice e Alceste Benoldi di Parma. I tre partigiani, dopo essere lungamente torturati dai nazisti vennero assassinati con un colpo alla nuca e gettati nelle acque del Po in località Mezzano la sera del 28 marzo del 1945: il fiume non restituì mai i loro corpi, per questo là dove si suppone siano stati uccisi, è stato eletto un cippo che riporta i loro nomi.

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