DA OSINI, ALLA CORTE DEGLI CHEF STELLATI: CRISTIAN CANNAS ALLA SCUOLA INTERNAZIONALE DI CUCINA ITALIANA DI COLORNO IN PROVINCIA DI PARMA

ph: Cristian Cannas

di Michela Girardi

Un giovane ogliastrino si sta facendo valere in una delle scuole italiane di cucina più famose a livello internazionale. Stiamo parlando di Cristian Cannas, 19enne di Osini, che dopo aver frequentato la scuola alberghiera di Tortolì, si è iscritto all’ALMA, l’autorevole centro di formazione di cucina italiana, che si trova a Colorno (Parma). La scuola  forma ogni anno cuochi, pasticceri, sommelier, manager di sala e della ristorazione, provenienti da ogni paese, per farne veri professionisti grazie ai programmi realizzati con insegnanti  autorevoli e tra le mura dello splendido Palazzo Ducale di Colorno. Cristian, grazie ad un vincente mix di determinazione, passione e competenza, ha superato alla grande la selezione iniziale e dopo il diploma è volato in Emilia Romagna per muovere i primi coraggiosi passi verso il proprio sogno, quello di diventare uno chef stellato. “E’ un onore poter imparare i segreti dell’alta cucina dai  più autorevoli protagonisti del panorama culinario italiano” spiega il giovane cuoco “E’ fonte di continua ispirazione per noi allievi prendere parte alle loro lezioni, emozionarsi di fronte alle loro esperienze, ammirare la loro genialità”. Dieci mesi di scuola, otto ore di lezione al giorno (tra teoria e pratica), stage ed esami finali molto duri. Questo è il percorso che attende Cristian, fatto di professionalità e rigore assoluto. “Ogni giorno tutti gli studenti Alma devono arrivare puntuali a lezione con  giacca, scarpe e pantaloni da cucina rigorosamente lavati e stirati. Il livello è molto alto e ci vuole la massima serietà, anche nel presentarsi. Gli chef che insegnano qui sono stellati. Molti di loro hanno lavorato con Gualtiero Marchesi, il grande Maestro” spiega Cristian “La prima cosa che ti insegnano è come si “sta” in una cucina, poi il rispetto delle materie prime e la stagionalità dei prodotti. Infatti, uno chef deve saper acquistare con “coscienza”. Le lezioni pratiche si svolgono in aule attrezzatissime, il sogno di ogni cuoco.  In ogni postazione lavorano due persone. Si sceglie un compagno all’inizio e ci si lavora per tutto il corso: anche questo aiuta a saper stare in una brigata. Perché una brigata funziona come una squadra: dev’essere un meccanismo perfetto, in cui tutti aiutano tutti per raggiungere il medesimo obiettivo”. Giornate intense, grandi responsabilità, ritmi frenetici. Un percorso che non tutti i 19enni sarebbero in grado di sostenere. “Dopo la teoria in classe, in ogni esercitazione in cucina lo chef propone un piatto e ne illustra la preparazione. Noi lo prepariamo e poi lo portiamo da lui per l’assaggio. Lo giudica e ci riserva critiche o complimenti, in base a come è stato fatto” racconta Cristian “La tensione è sempre molto alta ma io faccio tutto con grande gioia, perchè so che servirà al mio futuro, che io vedo ovviamente in una cucina. Vorrei diventare un bravo chef e vale la pena fare dei sacrifici”. “Alla mia età non è facile vivere da solo lontano dalla famiglia e avere poco tempo per gli svaghi, ma so che tutto questo un giorno verrà ripagato dall’acquisizione di preziose competenze e dall’avverarsi del mio sogno professionale” conclude il giovane cuoco “Fortunatamente, anche se non sono qui fisicamente, sento che la mia famiglia e gli amici mi sono vicini e mi sostengono in questo progetto. Alla mia famiglia nello specifico devo tutto: sono sempre stati al mio fianco, donandomi sostegno e anche quel pizzico di ottimismo che in questi casi non guasta di certo. Non smetterò mai di ringraziarli e farò di tutto per renderli orgogliosi di me conseguendo al meglio il diploma qui all’Alma”.

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