ESPERIENZA DI VITA IN QATAR PER LA CAGLIARITANA VALERIA SALIS: E’ ARCHITETTO A DOHA

ph: Valeria Salis

di Stefania Lapenna

Una giovane donna, la voglia di viaggiare e di scoprire il mondo, l’improvvisa offerta di lavoro che non puoi rifiutare, a costo di andare molto lontano dalla tua terra. Valeria Salis, 30 anni di Settimo San Pietro, vive e lavora come architetto technical manager in un’impresa di costruzioni italiana a Doha, capitale del Qatar, stato del Golfo Persico. Laureata nella facoltà di architettura a Cagliari, durante la specialistica ha trascorso un anno in Erasmus  all’Ecole Nationale d’Architecture in Normandia. Tornata in Sardegna ha provato a cercare lavoro ma dopo alcuni mesi, a settembre 2014, ha trovato un posto in uno studio d’architettura a Milano. L’anno dopo un’altra offerta temporanea ma economicamente migliore come consulente in una società che lavora per una grossa impresa italiana che poi si è trasferita a Doha. Le scelte erano due: partire con loro o rimanere in Italia e cercare un’altra occupazione. Valeria ha optato per la prima opzione e a ottobre 2015 si è trasferita nel paese arabo. Nel frattempo il progetto si è concluso ma ha avuto subito diverse offerte lavorative, per poi scegliere il lavoro di architetto per l’azienda italiana.

Come hai vissuto la decisione di lasciare la Sardegna, la tua famiglia e i tuoi amici per fare nuove esperienze lontano da qui? “Fin da quando ero all’università sapevo che non sarei rimasta a lungo in Sardegna; ho sempre avuto la passione per i viaggi e il mio campo ti porta a farlo, non soltanto per l’esperienza umana quanto per la professionalità e il grado di competenze che una persona può arrivare esplorando il mondo. Anche prima di partire in Erasmus avevo fatto un paio di mesi come ragazza alla pari a Parigi in una famiglia con cui sono ancora in contatto. Questo mi ha convinta ancor di più che vivere all’estero sarebbe stata una buona idea. Dopo aver trascorso un anno a Milano, nonostante avessi una parte della famiglia (mia sorella e mio fratello) e un lavoro che mi piaceva, sapevo che potevo fare e avere di più e di lì a poco mi è arrivata l’offerta per il Qatar. Nell’estate 2015, parlando con i miei amici avevo detto che mi sarebbe piaciuto fare un’esperienza all’estero, anche lontano e così è arrivata”.

Com’è la vita a Doha, sopratutto dal punto di vista di una donna occidentale in un paese arabo e mussulmano? Quello che si pensa sono luoghi comuni o è la realtà? “La vita all’estero non è semplice, specialmente nei momenti più difficili per me o per la mia famiglia. Però si va avanti. Si tende a credere che chi sta all’estero è completo, sta bene e vive senza problemi, ma non è così. Doha è una città particolare, o la ami o la odi. Ciò che si dice nei Tg sulle donne nel mondo arabo sono spesso ingrandite. Ho avuto modo di conoscere ragazze e donne arabe e musulmane (anche di altre nazionalità) e non è del tutto vero quello che si dice. Loro hanno dei vincoli, è vero, ma vivono benissimo. Nascono così, è la loro cultura, così come noi cresciamo con la nostra. Sono persone normalissime, certamente più tradizionaliste, ma la nuova generazione si sta modernizzando alla velocità della luce. Qui in Qatar ci sono tanti europei che socializzano con la gente locale. Per quanto riguarda le ragazze occidentali nel mondo arabo, ovviamente stiamo attente a non esagerare con l’abbigliamento, con i modi di fare, anche nelle piccole cose, però mi sento tranquilla, specialmente perché qui la donna è tutelata. Non esiste che un uomo ti “importuni’, al contrario di quanto si potrebbe pensare”.

Rifaresti tutto il percorso che hai fatto? Hai dei rimpianti? “Non vedo motivo per cui rimpiangere la mia scelta. Tutte le decisioni vengono prese da noi stessi, per ciò non c’è motivo di rimpiangerle. Quindi sì, rifarei cento mila volte ciò che ho fatto. E poi ogni esperienza ci porta ad arricchirci!”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto? “Essere arrivata dove sono ora sicuramente è già un buon traguardo, dal percorso formativo a quello lavorativo. Ho ancora tanti sogni nel cassetto perché non mi accontento mai, ad ogni traguardo mi prefisso un’altra meta. So che ci saranno tanti step intermedi però di sicuro quello più grande è raggiungere nuovamente la mia famiglia, che sia a Milano o in Sardegna. Per quanto il lavoro ti possa dare la stabilità economica o le soddisfazioni personali e professionali, non saranno mai equivalenti alla felicità dello stare con i tuoi cari ed avere un appoggio morale perché,detto tra noi, i soldi non fanno certo la felicità”.

Quindi hai nostalgia della Sardegna? Pensi che tornerai primo o poi? ”La Sardegna è e sarà sempre il mio piccolo paradiso, dagli affetti ai luoghi in sé. Sono nata e cresciuta lì, racchiude 28 anni della mia vita e mi ha dato modo di diventare quello che sono. Sicuramente se avessi modo di tornare lo farei immediatamente. Adesso sono nella fase in cui la mia carriera sta prendendo il volo, mi sto formando, sto crescendo, ma so che non trascorrerò tutta la vita all’estero”.

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