RICORDO DI RINO ZUCCA, POETA DIALETTALE PAVESE, SCOMPARSO A QUASI NOVANTASEI ANNI, CANTORE DELLA “PAVESITÀ”, AMICO DEL CIRCOLO “LOGUDORO” DI PAVIA

Bice Volpi, Paolo Pulina e Rino Zucca, febbraio 2007

di Paolo Pulina

Sia la Repubblica Italiana (con la nomina a cavaliere nel 2007), sia il Comune di Pavia  (con l’assegnazione della benemerenza di San Siro nel 2008), sia la Provincia di Pavia (con la pluridecennale sponsorizzazione delle pubblicazioni con i suoi versi in vernacolo pavese nella rigorosa variante del Borgo Ticino) hanno onorato i meriti  di  Rino Zucca nel campo della poesia dialettale pavese, nell’impegno diuturno a favore della raccolta di fondi per l’Unicef, nella divulgazione della storia di Pavia.

A Pavia e in provincia Rino  (a lui piaceva essere  chiamato confidenzialmente così: era nato il 26 febbraio 1921 ma si sentiva sempre giovane di spirito) era  noto come profondo conoscitore e come sapiente “raccontatore” delle vicende relative ai monumenti, ai personaggi e alle leggende del territorio provinciale. Io lo consideravo  idealmente  laureato nelle discipline umanistiche collegate alla “pavesità”, una biblioteca vivente in materia,  al cui patrimonio ho attinto anche io, a partire dai primi anni Novanta.  E spiego per quali motivi.

Rino ha fatto parte della pattuglia degli “allievi” dei miei corsi per l’Università della Terza Età di Pavia che hanno seguito le mie lezioni fin dal lontano, primo anno “accademico”,  1992-1993: allora ci trovavamo in pochi (tra questi anche Bice Volpi, nota pittrice e illustratrice, anche lei del 1921, scomparsa nel 2013) nella saletta dell’Archivio di Stato.

Può darsi che Rino abbia imparato qualche cosa da me (le ricerche effettuate sulla storia e sulla geografia della letteratura pavese sono servite, a me non originario della zona,  per la stesura dei miei due volumi  “Per una guida letteraria della provincia di Pavia”) ma sicuramente io e gli altri  “colleghi” di studio di Rino abbiamo appreso da lui, durante le lezioni,  molte notizie riferite alla storia e all’identità locale pavese.

Da ex tipografo compositore, era un campione dell’ “esattezza” (concetto sul quale si è soffermato ultimamente Giorgio Boatti sul quotidiano  “La Provincia Pavese”): il che vuol dire che non solo era attento a evitare gli errori di stampa ma che, per quanto riguardava la storia e la cultura del territorio pavese, aveva una conoscenza precisa (lo dimostrano le  190 poesie in dialetto pavese, una per ogni comune della provincia) e una memoria di ferro e per questo non sopportava approssimazioni o superficialità.

Don Ernesto Maggi, nell’elogio funebre pronunciato nella Basilica di San Michele, ha ben espresso la capacità di Rino sia di conoscere il flusso delle acque dell’amato fiume Ticino sia di orientarsi nel flusso delle vicende e dei personaggi della città e della provincia di Pavia.  Confermo con un esempio.

Aveva pubblicato un opuscolo con le poesie in dialetto che immancabilmente mi dedicava  alla festa in pizzeria alla fine di ogni corso Unitré, e che lui aveva piacere di leggere con voce potente e ispirata davanti ai “colleghi”. Mi dimostrava anche amicizia seguendo le conferenze del Circolo culturale sardo “Logudoro” e scrivendo regolarmente un resoconto in versi pavesi. Quando era stato costretto a rinunciare ai corsi Unitré e alle conferenze culturali in città (comprese quelle del “Logudoro”), si faceva vivo sui giornali  locali con frequenti  racconti di vita vissuta e versi riferiti all’amata Pavia ma non dimenticava di allargare lo sguardo: aveva scritto una dolente poesia sulla Sardegna martoriata dal Ciclone Cleopatra nel novembre 2013, che era stata pubblicata in questo  sito internet: http://tottusinpari.blog.tiscali.it/2014/01/11/una-poesia-sullalluvione-che-ha-colpito-la-sardegna-scritta-in-dialetto-pavese-e-tradotta-in-italiano/

Quando glielo comunicai, proruppe al telefono in una possente risata di soddisfazione. Come si dice, felice, a più di 90 anni, come un bambino. Cioè, come può essere, a quell’età, un poeta.

Una risposta a “RICORDO DI RINO ZUCCA, POETA DIALETTALE PAVESE, SCOMPARSO A QUASI NOVANTASEI ANNI, CANTORE DELLA “PAVESITÀ”, AMICO DEL CIRCOLO “LOGUDORO” DI PAVIA”

  1. Mi complimento con Paolo Pulina per questo e per tanti altri interessanti e attuali articoli .
    Considerato il suo importante impegno nell’ Associazionismo sardo , lo invito gentilmente a scrivere un articolo di solidarietà a sostegno dei tanti Circoli sardi che sono costretti a chiudere . Vedi per ultimo : ” L’ULTIMA BATTAGLIA DI MINA PUDDU, “AMBASCIATRICE” DEI SARDI IN FRANCIA: CHIUDE A GRENOBLE, L’ASSOCIAZIONE “SARDINIA”

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