"ZUIGHES", I TENORES DI NEONELI CON ORLANDO ED ELISEO MASCIA IN CONCERTO A PARMA IL 17 DICEMBRE: EVENTO ORGANIZZATO DAL CIRCOLO "GRAZIA DELEDDA"


evento segnalato da Antonio Pirisi

Tenore di Neoneli in concerto a Parma

“ZUIGHES”

Zuighes o Jughes = Giudici, con riferimento alle 4 Ripartizioni statali (Giudicati) in cui si suddivideva il Regno di Sardegna (Rennu, tra il IX e il XIV  secolo), periodo di totale indipendenza  conseguita dopo la Caduta dell’Impero Romano e l’eclisse di quello bizantino d’Oriente, che ne aveva ereditato le vestigia.
Il progetto dei Tenores di Neoneli prende spunto dall’omonimo titolo del libro di Tonino Cau. L’autore ha voluto  studiare il periodo storico dei Giudicati in Sardegna, con particolare attenzione al Giudicato certamente più coriaceo e ostile agli aragonesi, cui il Papa Bonifacio VIII aveva donato la Sardegna e la Corsica. La passione ha portato il direttore artistico dei Tenores ad approfondire le vicende correlate a tale periodo, e a sviluppare un avvincente racconto in limba che consta di ottocento ottave endecasillabe in logudorese, per un totale di oltre seimila versi.
Le LAUNEDDAS sono il noto strumento che in Sardegna accompagna, oltre al ballo, ogni manifestazione laica o religiosa della  vita sociale. Costituisce un complesso strumento, polifonico ed alla stregua del Canto a tenore è altrettanto antico (è raffigurato in un bronzetto): simile alla zampogna/cornamusa, ma privo di otre, che è sostituito da una particolare tecnica respiratoria; consta di 3 canne (talvolta fino a cinque) di fiume o palude, di diversa lunghezza (mancosedda),  due delle quali, legate fra loro, formano la  parte fissa suonata appunto con la mano sinistra, queste emettono un suono grave, continuo, mentre la terza,  variabile, fornisce  il canto. Sono dotate di ancia (bocchinu) e i fori costituiscono le chiavi (crais).
TOURNÉES
Il Tenore di Neoneli- che, in quaranta anni di attività, ha portato l’arte e la tradizionale cultura della Sardegna ai propri conterranei, emigrati sparsi nei diversi Continenti, e le ha fatte conoscere universalmente anche per difendere la lingua sarda –  ha  raggiunto località  diversissime e  fra  loro assai distanti (25 nazioni):  da quasi  tutti i Comuni della Sardegna a moltissime Città dell’Italia (oltre una sessantina);  ha spaziato  dall’Islanda alla   Russia,  dai Paesi  Scandinavi alle sponde del Mediterraneo, dall’America del Nord  (USA e Canadà) e del  Sud  (Brasile, Perù e Argentina)  all’Australia e fino al Giappone (26 Paesi toccati nel totale).  Il Tenore  di Neoneli  si è dimostrato validissimo ambasciatore di Sardità, oltre che  un ottimo veicolo della cultura musicale italiana.
COLLABORAZIONI  ED ESIBIZIONI
Sempre col medesimo intendimento di diffondere  la cultura e le tradizioni sarde,  sperimentando altresì un folk in maniera progressiva, sono da annoverare  le molteplici collaborazioni del Complesso con artisti italiani: fra i più noti Peppino Marotto, sindacalista di Orgosolo, molto apprezzato poeta popolare  e cantante in “limba sarda”, scomparso il 29 dicembre 2007; Luciano Ligabue; Francesco Guccini (che prese parte a concerti a Cagliari, Villacidro e Oristano); Angelo Branduardi (presente a Samugheo); Francesco Baccini ed Elio e le Storie  Tese (col quale si è instaurato un forte e duraturo legame con molteplici partecipazioni: progetto musicale Neon-Elio); Lucio Dalla (a Terni e Modena); Eugenio Bennato; Paolo Vinaccia (famoso batterista percussionista jazz, trasmigrato in Norvegia e che andò ad incontrarli a San Francisco); la Premiata Forneria Marconi (con un maxiconcerto in eurovisione  da Piazza San Pietro, nel 2003, e poi a Borore e a Buggerru); gli Inti Illimani (a Mandriola) e altri ancora, con  ricche, reciproche trasfusioni di esperienze poetiche e musicali.
Egualmente va  riferito delle tante altre esibizioni in importanti  eventi artistici, come il Concerto tenuto a 2700 metri a Madonna di Campiglio, Rifugio Graffer, 2001, o quello  a Milano (“Musica nei Cortili”) col gruppo mongolo Hu Nhur Thu, e altri come  quello con la grande artista cinese Ulan Xue Ling (poliglotta, canta anche in sardo), nell’ambito del “Progetto Sena  Làcanas” (Senza Confini) e l’intervento di altri numerosi cantanti italiani, partecipazione ripetutasi in “Per Cuba”, alla FAO;  alla Biennale di Venezia in occasione della Mostra delle Pietre Sonore, del geniale scultore sardo Pinuccio Sciola,  e ancora davanti alla Commissione Cultura del Parlamento Europeo e al Papa Giovanni XXIII, come pure l’esibizione alla presenza del Papa  Giovanni Paolo II nel 2003 insieme con la Premiata Forneria Marconi in Piazza San Pietro.
Particolarmente proficua l’intesa  con l’Istituto di Ernesto De Martino, vertice negli  studi sulle tradizioni popolari. Non meno interessanti gli approfondimenti sulla Cantica  “Deus Ti salvet Maria” (per l’Autore “Mamma Sovrana”) della quale per merito dell’opera di ricerca filologica furono reperite due strofe fin allora inedite: Perdonu e Setti ispadas; opera scritta dal gesuita Bonaventura Licheri, vissuto in Neoneli tra il 1734 e il 1802, ed eseguita per la prima volta  da un trio jazzista che comprendeva lo stesso Vinaccia e i valentissimi norvegesi Tore Brunborg (sax) e Arild Andersen (contrabbasso), poi diffuso mediante un CD; la partecipazione alla “Notte di Solidarietà” a favore della Sclerosi multipla; la doppia tournée organizzata dalla Sorbona  con l’incisione di “Chants et musiques des bergers de Sardaigne”; non meno interessante la trasposizione musicale delle 47 strofe dell’Inno contro “Sos Barones, sa tirannia”, inno che ha accompagnato l’insurrezione antifeudale del “Triennio Rivoluzionario Sardo” del 1793-1796; significativa anche la duplice  partecipazione con tanti artisti al Premio “Luigi Tenco” (San Remo), come pure al Progetto “Requiem, ballata in cinque stanze” di Giovanna Marini (a Roma e Vienna) 1987; la esaltante esibizione nell’Anfiteatro Romano di Cagliari, e tanto ancora.
Notizie a carattere meramente esemplificativo tratte dal lungo elenco di eventi (circa 160) partecipati dal Coro
Frequentissime e innumerevoli le trasmissioni radiotelevisive in sede regionale e nazionale: Rai 3, Rai 2 e Rai 1, come in quelle estere : concerto in diretta  per la WDR della Germania Federale, per quella francese  di Antenne 2, per la spagnola di San Sebastian, tutte più volte ripetute, così come le comparse elogiative nella stampa anche internazionale. Degna la presenza nei film su Antonio Gramsci (1977 e 1987).
Completano l’attività artistico-culturale i molti dischi (Cantos de paghe, nel 1984 risultò il disco di musica popolare più venduto) e CD, prodotti in genere in accompagnamento di eventi, i cosiddetti  “Progetti”, costituenti le molteplici iniziative  del Coro (oltre 100), i testi teatrali e le diverse pubblicazioni librarie: l’ultima, recentissima,  dal significativo titolo “ZUIGHES”, verrà presentata in occasione della serata pavese del 21 febbraio 2015.
NEONELI, centro agricolo del Barigadu di origine medioevale (800 abitanti, a mt 550 con vista sul Lago Omodeo), già della Provincia di Cagliari e attualmente di quella di Oristano, è compreso nell’ampia area della Sardegna Centro-occidentale che costituiva il Giudicato degli  Arborea, di cui presidiava il settore nord-orientale. In zona (Monte S. Vittoria) sono rilevabili tracce di una fortezza punica e ruderi del Castello di Orisetto, di epoca giudicale; la colonizzazione umana  è peraltro ben più antica, come attestato dai vasti depositi di vasellame.
IL CANTO A TENORE
Questo canto costituisce  un genere musicale, polifonico, a contrasto-armonico, di 4 (o 5 elementi) di origine antichissima,  risalente almeno all’età del bronzo (e di cui esistono tracce nei famosi Bronzetti nuragici, VII-VI secolo a.C.). Il Capocoro (sa oche, o boghe = la voce) emette con modulazione distesa (sa istèrria) un “suono” (nota SOL, in effetti un fonèma di origine dialettale, privo di  significato), cui rispondono, rincorrendosi, gli altri componenti  con  suoni diversamente modulati (Mi, Re, Si) tutti tratti dalla natura (bue, pecora, maiale, ecc.). Il contrasto che ne deriva, pur con le dissonanze,  finisce con l’armonizzarsi  in un tutt’uno, da cui anche la denominazione di “cuncordu”.

Esso rappresenta  pertanto una forma primitiva di musicalità, tanto che può praticarsi senza accompagnamento strumentale e rappresenta una forma di canto popolare diverso, seppur compreso nel folk. Il Canto a Tenore è stato riconosciuto dall’Unesco Patrimonio immateriale intangibile dell’Umanità.
Organizzazione dell’evento TENORE di NEONELI a Parma
CIRCOLO  CULTURALE “GRAZIA DELEDDA” PARMA
Strada Baganzola 7 43126 PARMA
info 339 8176136                                                                                                                                                       e-mail:  circologdeleddaparma@gmail.com

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