IL CONGRESSO F.A.S.I. QUARANTA GIORNI DOPO E L’ANALISI SULL’ELEZIONE DEL NUOVO GRUPPO DIRIGENTE

nella foto l'autore dell'articolo, Presidente Onorario della Federazione delle Associazioni Sarde in Italia

di Tonino Mulas

Questa riflessione è rivolta prioritariamente a coloro che non erano al Congresso e non sono direttamente informati.

Il Congresso FASI, insieme ad altri buoni risultati, ha espresso il rinnovo del gruppo dirigente nazionale.

Esso è composto da 7 membri, eletti direttamente con voto segreto su lista aperta, da 4 coordinatori delle circoscrizioni, eletti nel territorio dei presidenti dei circoli, e dai 2 responsabili dei giovani e delle donne, eletti dai loro rappresentanti a latere del Congresso. Di questi 13 componenti, 8 sono nuovi entranti e 5 (tra cui la Presidente) sono conferme. Degli 8 entranti 5 sono in età lavorativa (si sa quali sacrifici di tempo questo impegno comporta) e hanno rispettivamente 30, 43, 43, 52, 55 anni di età. Il gruppo dirigente è integrato dai presidenti onorari Filippo Soggiu (89 anni e Dio ce lo conservi in saggezza) e il sottoscritto (69 anni). Noi 2 abbiamo il privilegio di non essere eletti, ma nel contempo non abbiamo il diritto di voto in Esecutivo.

A conferma dello sforzo di rinnovamento prodotto, sono nuovi tutti i 4 coordinatori di circoscrizione. Naturalmente ogni processo di formazione  di un gruppo dirigente ha i suoi problemi. Ci si candida (all’Esecutivo o a un Direttivo di circolo) perché si ha la Sardegna nel cuore con i propri ideali, con le proprie competenze e con spirito di volontariato che richiede sempre una buona dose di sacrificio. E’ umano che ci si candidi con il desiderio di essere eletti e che ci sia anche un’attesa di gratificazione morale e intellettuale. E’ un bene avere più candidati, segno di ricchezze di dirigenti e di disponibilità personale. Purtroppo se hai 11 candidati e ne devi eleggere 7, necessariamente 4 resteranno fuori, anche se poco felici di non essere stati eletti. E quell’elezione dipenderà non dall’età anagrafica (“giovane”), ma dalla qualità della persona e soprattutto dall’apprezzamento e dal consenso degli elettori. Naturalmente può capitare, com’è capitato, che ci sia la capacità, ma non il consenso sufficiente. In questo Congresso non sono stati eletti: Sebastiano Tettei, ottimo Presidente di un Circolo importante, come quello di Alessandria, Antonio Pirisi, intellettuale di valore, professionista affermato, già Presidente del Circolo di Parma e attuale inviato della FASI a Bologna, Massimo Cossu, dall’’Esecutivo uscente, che in questi 2 anni ha seguito Sarda Tellus, Gianni Casu, già Presidente di Carnate, già coordinatore di circoscrizione e membro dell’Esecutivo.

Come si arriva alla selezione delle candidature? Come si arriva a eleggere un dirigente? Prendiamo l’esempio di un coordinatore: ci si può arrivare attraverso consultazioni e pareri convergenti e quindi tramite accordo comune (e in quel caso non c’è bisogno neanche di voto segreto), oppure per candidature alternative (e in tal caso con il voto segreto, preferibilmente).

Cito il mio caso personale: nel Congresso di Roma della FASI, nel 1994, la mia candidatura a presidente, contrapposta a quella di Filippo Soggiu, fu bocciata. Restai nella FASI, lavorai con Filippo e diventammo collaboratori e amici.

Questa è la democrazia! E’ successo che qualche volta chi è stato eletto se ne sia andato; è successo, più spesso, che sia rimasto e abbia prodotto ottime cose.

Quando ci sono più candidati, per non correre il rischio che, con la dispersione di troppi voti, la circoscrizione non elegga rappresentanti in Esecutivo, si può seguire la via delle primarie, se lo decidono i circoli di quella circoscrizione.

Le primarie non escludono la candidatura del singolo, che può avvenire in via precongressuale o direttamente in Congresso.

Naturalmente nel momento dell’elezione si cerca il consenso elettorale. Qualcuno fa campagna individuale oppure se si è passati al vaglio delle circoscrizioni, si ha un’indicazione più condivisa, anche se non obbligata.

Questo è successo. Un risultato lo si può legittimamente ritenere buono o cattivo. Ma non c’è nessuno scandalo, tradimento o una “conventio ad excludendum”.

Nel processo di formazione di un gruppo dirigente, oltre alle regole scritte (statuto, regolamento statutario, regolamento elettorale), che possono essere consensualmente adeguate e corrette, ci sono altri fattori che di volta in volta influenzano il consenso e condizionano un’elezione: l’esperienza e l’attività pregressa, la conoscenza dei circoli, lo spirito di collaborazione tra circoli e persone, la scelta di genere, lo spirito di cameratismo e amicizia che si crea nella pratica del volontariato, l’età e la disponibilità dei candidati, i mandati già fatti e persino l’antipatia e la simpatia.

Oltre a queste valutazioni individuali c’è il senso di responsabilità verso la FASI, l’esigenza e la consapevolezza dell’alternanza e del ricambio: questi ultimi sono stati elementi determinanti in questo congresso e bisogna ringraziare la generosità di tutti quelli che nel gruppo dirigente uscente hanno messo a disposizione il loro mandato. Giulio Pittalis, Gianni Collu, Franco Saddi, Maria Antonietta Deroma, Maria Marceddu, Giancarlo Palermo, Bruno Culeddu sono tutte ottime persone e buoni dirigenti che tanto hanno dato, e molto continueranno a dare, alla causa del movimento degli emigrati sardi. Lo stesso vale per i dirigenti, già membri dei due Collegi, Onorio Boi, Maria Olianas, Vincenzo Piras, Pietro Puggioni, Giovanni Cervo.

Al di là delle preferenze o delle riserve personali sugli eletti, credo che il risultato congressuale sia stato positivo.

Personalmente mi auguro che anche tutti quelli che non sono stati eletti nell’Esecutivo o nei Collegi dei Revisori e dei Probiviri continuino la loro collaborazione insieme a tutti i dirigenti e soci dei Circoli.

5 risposte a “IL CONGRESSO F.A.S.I. QUARANTA GIORNI DOPO E L’ANALISI SULL’ELEZIONE DEL NUOVO GRUPPO DIRIGENTE”

  1. Tonino questa fiaba di Natale fa il paio con la soporifera relazione congressuale della presidente della Fasi. Perché non ci spieghi come mai, a proposito di rinnovamento, il giovane Massimo Cossu non è nell’esecutivo della Fasi. Dacci anche una spiegazione, a proposito di democrazia, del fatto che Salvatore Passerò, presidente del Circolo di Pinerolo, non è stato eletto nel collegio dei revisori dei conti. Auguri di buone feste.

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