DA QUASI 40 ANNI LONTANO DALL’ISOLA: ANTONIO USAI, CIRCENSE IN ITALIA E PANETTIERE/PIZZAIOLO IN DANIMARCA

ph: Antonio Usai

di Donatella Deiana

Antonio Usai, 62enne originario di Tortolì, ci racconta la sua vita e cosa l’ha portato a fare le valigie per lasciare l’Ogliastra a soli 15 anni. Oggi è sposato, ha tre figli e vive ad Aalborg, una città danese che si trova nella parte settentrionale dello Jutland. 

Quando ha deciso di lasciare la sua famiglia per partire all’estero?  Era il 1969 quando sono andato via da Tortolì la prima volta, ma non sono partito direttamente in Danimarca, ho trascorso un periodo a Cagliari lavorando con il circo e poi da Cagliari sono andato in “continente”. Ho girato parecchio con il circo tra Bologna, Milano, Genova… prima con “Moira Orfei” e poi con “Cesare Togni” ma dopo questa avventura ho deciso di cimentarmi nuovamente nel mestiere che facevo a Tortolì prima di partire: il panettiere.

Ha iniziato a lavorare molto giovane.  Si, io vengo da una famiglia numerosa (14 fratelli) e per poter mangiare tutti i giorni c’era bisogno che tutti collaborassimo in casa. Andavo a lavorare nei giardini insieme agli altri miei fratelli, ma per necessità facevo anche il panettiere. Ma per me questo è stato un vantaggio perché quando decisi di partire avevo già un mestiere tra le mani e mi fu semplice anche imparare a fare anche il pizzaiolo, un mestiere che mi ha poi appassionato per tutta la vita. 

Perché ha voluto lasciare l’Italia pur avendo un lavoro? Nonostante facessi tanti sacrifici lavorando come pizzaiolo e avessi un buon guadagno non vedevo un futuro per me in Italia. Ma soprattutto sono sempre stato un uomo estroverso, forte e sicuro di me stesso, sempre pronto a fare nuove esperienze buttandomi a capofitto in tutto ciò che mi incuriosiva e mi appassionava. Prima di lasciare l’Italia ho aperto un ristorante a San Severo in provincia di Foggia (La Tavernetta) con un menù tutto sardo e ho lavorato nei dintorni del Lago di Garda. Proprio lì ho conosciuto una ragazza danese che mi portò a vivere in Danimarca. Ormai vivo e lavoro in questo paese dal 1979. 

Ha fatto fatica ad ambientarsi in una città così diversa dalla sua? In realtà non ci misi tanto tempo ad ambientarmi, sono una persona espansiva e socievole che si fa voler bene facilmente. Inoltre frequentai una scuola per imparare il danese e praticandolo tutti i giorni lo imparai facilmente.  Oggi parlo anche inglese e tedesco.

In Danimarca ha continuato a lavorare come pizzaiolo? Si, ma non solo. Ho coltivato anche la mia passione per la cucina e sono diventato cuoco, ho aperto un ristorante, “L’Italiano”, con un menù tutto all’italiana che mi ha dato davvero tante soddisfazioni. Poi, per diversi motivi ho lasciato quel ristorante ma ho continuato a fare il pizzaiolo e il cuoco per diversi anni. Ultimamente lavoro sempre nell’ambito della ristorazione ma mi occupo di convincere i clienti ad accomodarsi in sala o semplicemente di accompagnarli nei loro tavoli!

Ha mai pensato di tornare in Italia? Per viverci no, per le vacanze ci torno ogni volta che posso! In Danimarca si vive molto bene, c’è un sistema che funziona. In Italia invece ci sono troppi problemi: non si pagano correttamente le tasse, vi sono pochi servizi per i cittadini e manca il lavoro. Non si può vivere in un paese in cui non vi sono garanzie ed opportunità!

Cosa le manca maggiormente della Sardegna? Sicuramente la famiglia, il clima e il cibo!

Lei che ormai ha una grande esperienza all’estero, cosa consiglierebbe ad un giovane? Io dico sempre ai giovani di studiare, prendersi almeno il diploma e imparare una lingua straniera. Se hanno la possibilità di uscire fuori dall’Italia consiglio vivamente di non pensarci troppo! Perché solo così si possono imparare correttamente una o più lingue e avere maggiori opportunità per fare carriera. Inoltre viaggiare permette di conoscere nuove culture, tradizioni e modi di pensare che sono importantissimi per la crescita individuale.

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