IL SORRISO CHE CONTAGIA E LA VOGLIA DI METTERSI IN GIOCO DI BIANCA ATZEI: “TALE E QUALE SHOW”, LA SARDEGNA E L’IRONIA

ph: Bianca Atzei

di Mariella Cortès

Ironia e un sorriso che contagia. L’amore per la Sardegna e i suoi profumi. La voglia di mettersi in gioco. Bianca Atzei, la cantante di origini sarde che in queste settimane sta conquistando il pubblico del Tale e Quale Show, si racconta per noi tra una trasformazione e l’altra, a pochi giorni dalla serata che l’ha vista, con i panni di Giorgia, sul podio del programma condotto da Carlo Conti. Dopo la partecipazione a Sanremo, nel 2015, l’uscita dell’album d’esordio “Bianco e Nero”, le collaborazioni con Gianni Morandi, Loredana Bertè, Modà, il duetto con J.Ax nella nuova versione di Intro e un lungo tour estivo che ha coinvolto in maniera importante la Sardegna, eccola tra i concorrenti di Tale e Quale Show nei panni di Ivana Spagna, Loredana Bertè, Tina Turner e altri talenti vocali nostrani e internazionali. E, in attesa della finale, ci racconta i retroscena dello show ma, anche, della sua Sardegna da vivere attraverso i cinque sensi. 

Quando ha ricevuto la proposta di partecipare al programma di Carlo Conti?  Era già da tre anni che mi proponevano di partecipare. Sapevano che mi divertivo, nelle serate tra amiche, a giocare con la voce, modificandola a seconda della canzone da “mettere in scena” e  l’idea di partecipare al “Tale e Quale Show” mi piaceva da morire.  Insieme al mio manager abbiamo deciso di aspettare il post Sanremo. Quest’anno, mentre mi trovavo in Sardegna per un evento al Cala di Volpe è arrivata la chiamata. Era il momento giusto.

E ha accettato. Sì, ho accettato per il fatto di volermi divertire e far vedere qualcosa di me che non viene fuori quando sono sul palco o quando mi si ascolta. Adoro ironizzare e mettermi in gioco. Ecco, ora ho la possibilità di far emergere qualcosa di più rispetto a quello che le persone possono percepire dall’ascolto del disco o un concerto.

Anche un aspetto più teatrale, dunque? Sono molto teatrale, mi piace questa parte di me e quel gusto di andare a scoprire, immedesimarmi. Mi ha sempre divertito, sin da bambina.

La sua passione per il canto inizia abbastanza presto, infatti. A sette otto anni ho iniziato a prender elezioni di canto partendo dalla lirica. Ho studiato la tecnica per poi lavorare e far emergere la mia personalità. L’approccio con il mondo del canto, le sue tecniche e sfumature,  è stato per me un qualcosa di naturale come lo studio dei diversi approcci vocali che mi permettono di interpretare, a Tale e Quale, tanti personaggi diversi. Sono stata fortunata .

Nelle scorse settimane l’abbiamo vista interpretare Loredana Bertè, Ivana Spagna, Giorgia, Amy Whinehouse, per citarne alcuni. Raccontiamo i retroscena delle trasformazioni? Servono tantissime ore. La parte peggiore è quella iniziale, quando vengono attaccate, con la colla liquida, le protesi al volto. Il tutto viene fatto in una sala trucco fredda perché, se ci fosse caldo, le applicazioni si scioglierebbero! Anche una cosa semplice come aprire la bocca risulta molto fastidioso e per terminare il tutto ci vogliono tra le cinque e le sei ore e almeno mezzora per rimuovere il tutto. Si fa una prima prova trucco per verificare che il tutto funzioni e poi ecco le varie lezioni di canto, la preparazione della coreografia e così via. Il giovedì sera è il momento delle prove generali con tanto di trucco  e si registra  la clip iniziale, quella dell’ascensore per esser poi pronti al venerdì, giorno della diretta. Ah, poi c’è il traffico romano per rientrare a casa. Mai meno di 40 minuti! (ride,ndr). Questa esperienza mi sta aiutando a capire tante cose di me.

Tipo? La pazienza. Pensavo di non averne e invece c’è, insieme a un buon autocontrollo. Ho sempre paura di perdere la voce, anche un semplice mal di gola, in questo momento, è temibile! Mi sto divertendo tanto e il rapporto che si è venuto a creare con il team, i concorrenti e Conti è davvero speciale. Carlo Conti è un grande professionista, sempre presente in ogni occasione e prova. Ho un carattere molto diffidente e riservato e qui ho incontrato tante splendide persone che mi fanno sentire a mio agio.

L’interpretazione di Giorgia è stata un sorprendente exploit. Aspettava la vittoria della puntata? Tutta la mia felicità è esplosa in un colpo solo! Non me l’aspettavo dopo le settimane precedenti in cui il podio era sempre lontano. Giorgia è per me irraggiungibile. Ho sempre cantato le sue canzoni, sin da piccola, l’ho studiata nei gesti e nella voce e per me era intoccabile, non la volevo fare quasi per una sorta di rispetto reverenziale. Poi, la preparazione e il diventare lei sono stati passaggi molto spontanei. Ero così felice dentro di lei!  Mi ha dedicato un tweet di complimenti, è stata davvero carina! Ora vorrei incontrarla e non vedo l’ora di abbracciarla!

Torniamo in Sardegna. Questa estate il suo tour ha toccato diverse località della nostra Isola. Raccontiamo qualche aneddoto? Ovunque andassi mangiavo! (ride, ndr). C’era chi preparava malorredos, chi ravioli, seadas e altri dolcetti. Per me che adoro la cucina sarda e tra i fornelli mi diverto tantissimo a preparare i piatti della mia terra ogni appuntamento era una festa e una sorpresa! Tra i vari appuntamenti, quello di Orgosolo è’ stato davvero emozionante. Meraviglioso incontrare i tanti fan della mia terra e sapere che tanti sono venuti dal continente per seguire il tour in Sardegna. I miei fan sono davvero affiatati e, anche dal gruppo chiuso su Facebook vedo che scambiano continuamente informazioni, offrono accoglienza a chi si sposta da una località all’altra per i concerti, si danno consigli. Insomma, si vogliono bene. Mi sento molto vicina alle persone che mi seguono, mi sento parte di loro.

Proviamo a raccontare la sua Sardegna attraverso i 5 sensi? Gusto: la cucina sarda in tutte le sue forme! Mi piace da impazzire fare i ravioli in casa e, a questo punto, aggiungiamo anche il senso del tatto nella fase di preparazione. Vista: la meraviglia di ogni sguardo. Mi viene in mente Orgosolo e la sua atmosfera, unica.

Udito: Il vento, la cosa più caratteristica della Sardegna. Penso al suono che ascolto mentre soffia e sono nella mia casa, a Dorgali. E poi il suono della fisarmonica che accompagna le danze nelle sere d’estate. Olfatto: il profumo dei fichi d’india e delle mandorle; quello delle castagne e l’aroma inconfondibile di quando passi davanti a un dolciario.

Dopo l’esperienza a Tale e Quale Show arriverà il nuovo album? Ci stiamo lavorando, si vedrà. Ora, però, voglio vivere ogni cosa che mi accade. Qui e ora. Mi godo questo momento perché mi sta dando tantissimo come persona poi vedrò e deciderò. Le cose e i progetti bisogna sentirli. E aspettare il momento giusto.  

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