LA LEGGENDA DELLA BRIGATA SASSARI NEL LIBRO DI BEPI VIGNA: IN ABRUZZO CON L’ASSOCIAZIONE “DIMONIOS” E LA PRESENZA DEL COLONNELLO LUCIANO SECHI

nella foto da sinistra, Bepi Vigna, Emiliana Congiu e il colonnello Luciano Sechi

di Emiliana Congiu

“ La guerra è paura ….. la guerra è fango …… la guerra sono lacrime che scorrono lungo il viso di chi da casa, attende il ritorno dei propri cari”

Con queste parole il Colonnello Sechi, invitato dal Circolo Culturale Sardo Abruzzo e Molise DIMONIOS in occasione del Festival delle Letterature dell’Adriatico FLA  2016, ha aperto la presentazione del libro DIMONIOS – La leggenda della Brigata Sassari di Bepi Vigna, ospite della manifestazione in data 13/11/2016.

La presentazione di questo straordinario libro/fumetto, che racconta le gesta della nostra eroica armata raccontati con qualche libertà ma senza mai tradirne la sostanza memorialistica, pone l’attenzione sugli uomini che erano contadini, pastori e anche briganti, ma che in battaglia diventavano capaci di imprese di  incredibile audacia, sprezzanti del pericolo e della morte!

 “Diavoli” era l’appellativo  con cui iniziarono a essere chiamati dai nemici  dopo le loro prime imprese. “Diavoli rossi”, perché il terriccio del Carso aveva colorato le loro divise.

La presentazione di Vigna è avvincente e coinvolgente in un costante confronto tra lo spirito di sacrificio e di appartenenza degli uomini  di allora e le caratteristiche che ancor oggi contraddistinguono il popolo Sardo.

La straordinaria partecipazione del Colonnello alla presentazioneci ha consentito di conoscere poi, il risvolto della medaglia di condizioni che vanno al di la di ogni possibile immaginazione.

Un uomo, Sechi, che ci ha trasmesso prima, durante e dopo la presentazione, una visione a 360° gradi dei contesti bellici ma, soprattutto, ci ha trasmesso la passione di un uomo per il proprio lavoro e ci ha raccontato gli aneddoti che hanno visto nascere il leggendario inno della brigata Sassari DIMONIOS.

Una battaglia la sua, senza tempo e senza paragoni in termini di patriottismo e determinazione che ancor oggi lo vedono in prima linea per veder riconoscere i propri meriti sulla  composizione della musica e del testo di quello che oggi è, a tutti gli effetti, PATRIMONIO DELLA SARDEGNA E DEI SARDI.

Una delle  cose che più ci ha affascinato nei suoi racconti infatti, è lo spirito che lo spinge a proteggere la sua creazione, non solo dai tentativi costanti di estrometterlo da quelli che sono i suoi meriti indiscussi legati alla paternità dell’inno, precludendogli quindi ogni qualsiasi tipo di vantaggio ma, soprattutto, la tenacia con la quale il colonnello “difende” il buon nome della parola DIMONIOS che per lui è pura “appartenenza” alla Sardità e che non deve essere mai e poi mai utilizzata per fini di lucro o per pubblicizzare o promuovere attività che non siano legate ad un impegno sociale sulla Sardegna.

Alla luce di questa straordinaria esperienza pertanto, il nostro orgoglio e la nostra promessa sarà sempre quella di continuare a portare avanti con impegno e dedizione il Circolo e la nostra amata terra, ancor più fieri del nome che portiamo e dell’amicizia straordinaria che, come un filo indissolubile , ci legherà per sempre a lui.

Al termine di queste due intense ed emozionanti giornate, credo che la frase di chiusura dell’Inno DIMONIOS, da oggi avrà per noi un più ampio e completo significato:

“Sa fide nostra no la pagat dinari

Ajò! Dimonios!

Avanti …. Forza Paris!”

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