L’ISOLA DELLA LONGEVITA’ PUNTA AL MERCATO CINESE: LA VISITA IN SARDEGNA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CINESE XI JINPING


Identità, artigianato e agroalimentare. Ma anche qualità della vita e longevità. La Sardegna mette in vetrina le sue eccellenze in occasione della visita del presidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping: occasione importante per rafforzare i già solidi rapporti anche economico-commerciali fra Sardegna e Cina, rinsaldati dalla missione guidata dal vicepresidente della Regione Raffaele Paci lo scorso maggio, e per aprire nuove prospettive sostenute dagli strumenti finanziari che la Regione ha messo in campo per l’internazionalizzazione delle nostre imprese e l’attrazione di nuovi investitori. 

“Negli incontri che abbiamo fatto in ambasciata a Pechino durante la missione della scorsa primavera ci è stato detto molto chiaramente: la sicurezza e la qualità del cibo sono priorità assolute per il governo cinese, tanto da aver varato una nuova legislazione in materia”, ricorda Paci. “Dunque proprio su questo filone vogliamo rafforzare la collaborazione fra Cina e Sardegna. Noi abbiamo una delle tre ‘Blue zone’ del mondo, le terre dei centenari, non solo per ragioni genetiche ma anche grazie al cibo sano e alla qualità ambientale. Siamo convinti che le nuove regole del governo cinese sulla sicurezza alimentare ci consentiranno di incrementare la presenza dei nostri produttori in Cina: oggi presentiamo i nostri prodotti, le nostre tradizioni, la nostra splendida terra, e sono sicuro che sarà l’inizio di nuovi e proficui rapporti commerciali perché, come ci è stato più volte ripetuto durante la nostra missione, il mercato cinese è grandissimo, aperto, e dà il benvenuto a chi produce alimenti di alta qualità”. 

Obiettivo export, quindi. Al momento, le aziende sarde che esportano in Cina operano in tre settori: lattiero-caseario (3A di Arborea con il latte a lunga conservazione) e Alimenta (latte in polvere ovino per bambini); vinicolo con Sella e Mosca, Argiolas, Cantine Santadi, Mancini; agroalimentare con olio San Giuliano, acqua Smeraldina, pasta Cellino. “Vogliamo spingere le nostre aziende a crescere, rafforzarsi, fare filiera per sfidare i grandi mercati internazionali come quello cinese – spiega Paci – Perciò abbiamo messo a punto una serie di strumenti finanziari dedicati esclusivamente a questo obiettivo, perché siamo sicuri di avere nei nostri prodotti la carta vincente e dobbiamo aiutare gli imprenditori sardi a raccogliere la grande sfida del mercato globale. Pensiamo all’artigianato per esempio, ai nostri legni, alle ceramiche, ai tappeti, a quanto successo avrebbero nel resto del mondo. Oggi il presidente cinese, i suoi ministri, gli ambasciatori possono guardare da vicino quello che la nostra terra offre, dall’ambiente con queste splendido mare ai prodotti dell’agroalimentare e dell’artigianato. Vogliamo che nuove imprese si aprano al mercato cinese ma diciamo anche agli imprenditori stranieri che la Sardegna è una terra che nel suo insieme ha un’offerta assolutamente unica al mondo”. 

Altro filone su cui costruire nuovi rapporti è quello dell’ICT e dell’alta tecnologia. A partire da Huawei che, grazie alla definizione dell’accordo con il CRS4, sarà operativo a Pula entro dicembre: il nuovo laboratorio investirà nei progetti di ricerca Smart & Safe City, ovvero città più sicure e intelligenti. “Crediamo moltissimo nelle potenzialità dell’innovazione, della ricerca, dello sviluppo in settori strategici come l’ICT. E il fatto che Huawei abbia scelto proprio la Sardegna per sviluppare un progetto unico in tutta l’Europa dimostra che in questi settori la Sardegna vanta competenze importanti e vere e proprie eccellenze”, sottolinea Paci. “Noi le rilanciamo anche attraverso la strategia intelligente S3 Sardegna e sostenendo in ogni modo possibile i progetti di innovazione e alta tecnologia più validi, con particolare attenzione all’internazionalizzazione. Dunque da una parte la tradizione, dall’altra l’innovazione. Che non sono in contrasto, anzi: è proprio l’innovazione che può aiutare la tradizione a resistere nel tempo. Il nostro Porto Canale per esempio, dove è prevista una zona franca doganale, è strategico per gli scambi commerciali, fortemente apprezzato per la sua infrastrutturazione e per la quantità di merci che vengono scambiate. Ma vogliamo andare anche oltre, abbattere ancora le distanze – conclude Paci – Puntiamo a portare i nostri prodotti della tradizione su Alibaba, l’Amazon cinese, per far conoscere in tutto il mondo l’isola della longevità e della qualità della vita”.

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