RIFLESSIONI SU ALESSANDRO MADESANI, RECENTEMENTE SCOMPARSO. ERA IL NIPOTE DEL PREMIO NOBEL GRAZIA DELEDDA

ph: Alessandro Madesani Deledda

di Maria Vittoria Dettoto

Apprendo con profondo dispiacere della morte di Alessandro Madesani Deledda, nipote della piu’ famosa Grazia Deledda, premio Nobel per la letteratura.

Ebbi modo di conoscere il sig.Deledda in occasione di un convegno che organizzai qualche anno fa presso la Scuola media Grazia Deledda di Ozieri, per promuovere l’insegnamento dei testi della scrittrice sarda nelle scuole italiane.

Tra i relatori c’era anche il Sig . Alessandro, col quale mi sentivo spesso al telefono in quel periodo, essendo egli residente fuori Sardegna.

All’ultimo momento, a causa dei suoi problemi di salute, Alessandro non poté essere presente ma volle comunque inviarmi due aneddoti riguardanti sua nonna che lessi ai ragazzi nel corso del convegno.

Il primo riguardava l’incontro della Deledda, neoproclamata Premio Nobel con Benito Mussolini, allora a Capo del Governo italiano.
Nel suo salotto romano, Mussolini domando’ alla Deledda cosa volesse come ricompensa per quel premio che tanto lustro dava alla Sardegna.
La Deledda chiese che fosse liberato un sardo, prigioniero a Salò.
Due giorni dopo quell’uomo girava in libertà a Nuoro, senza che mai sapesse chi avesse intercesso per quella grazia.

Il secondo aneddoto riguarda un giornalista che andò ad intervistare a Roma la scrittrice.
Presentatosi al cancello della Deledda per un’intervista e non conoscendola di persona, credette alle parole di Grazia che si prese in giro di lui spacciandosi per la donna di servizio.

Solo tempo dopo il giornalista vedendo la foto della Deledda su un quotidiano dell’epoca, prese coscienza della gaffe.

Un giorno mi recai a Nuoro a visitare la casa della scrittrice.
Chiamai Alessandro e lui mi disse con la solita cordialità che lo distingueva:”Maria Vittoria di’ al custode che ti mostri lo scrittoio segreto di nonna”.

Arrivata presso la casa, così feci.

Dietro una parete scorrevole si aprì un angolo nascosto della casa nel quale ancora si poteva respirare l’atmosfera di un secolo fa, con le poltrone che ancora sprigionano il profumo del legno e quello scrittoio spartano sul quale quell’eccelsa donna scrisse i suoi capolavori.

Volevo condividere con chi legge questi aneddoti, sperando di non avervi annoiato e dire altre si di aver avuto modo di vivere questa grande donna, attraverso suo nipote, un grande uomo.

Un privilegio per pochi.
Me ne rendo conto.

La terra gli sia lieve.

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