LA CASA DELL’ANZIANO A CARBONIA: 40 ANNI DI STORIA E UN FUTURO PIENO DI INSIDIE


di Patrizia Drò

Siamo il Comitato dei Familiari della Casa dell’Anziano, una casa di riposo nel comune di Carbonia. La Casa esiste da almeno 40 anni e fino a qualche anno fa era gestita dalla Diocesi di Iglesias in quanto nasce come alloggio per poveri e bisognosi. Attualmente è gestita da una cooperativa di giovani che cerca di portare avanti due obiettivi principali, legati alle tematiche sociali più gravi del nostro territorio ormai allo stremo: l’occupazione e l’assistenza agli anziani che stanno diventando sempre più un’ampia fetta della popolazione. Nel 2012 la Diocesi ha chiesto alla CAM, cooperativa che nasce con oggetto nell’ambito dei servizi sociali, di prendere in mano la gestione della casa di riposo e la Cam ha accettato questa sfida convinta che potesse essere utile per la sua crescita. Subito dopo si è resa conto che questa eredità aveva più ombre che luci e tutte le problematiche, specie relative a debiti pregressi di un personale dipendente che si è dovuta accollare, le hanno impedito di crescere come si auspicava. Lo stabile che ospita la Casa è bellissimo, dotato di due giardini è costruito in modo perfetto per ospitare degli anziani e farli sentire in famiglia ma purtroppo è anche molto rovinato, appartiene ad Area l’azienda regionale per l’edilizia abitativa, nasce alla fine degli anni ’30, come alloggio per minatori scapoli, ed è situato nella zona storica di Carbonia detta Matrice quindi sottoposta anche a vincoli della Soprintendenza per i beni culturali. Data l’età, essendo stato sfruttato per tanti anni senza mai aver visto una benché minima ristrutturazione da parte dell’ente proprietario, si può immaginare in che condizioni si trovi e proprio per questo ultimamente ha subito la riduzione dell’autorizzazione del numero degli anziani da poter ospitare, ciò ha minato ancora di più il bilancio. Negli ultimi mesi la situazione è precipitata ulteriormente per la minaccia del mancato rinnovo dell’autorizzazione all’attività da parte dell’Amministrazione Comunale, se non si pone rimedio alle problematiche strutturali dello stabile. A questo punto interveniamo noi, i familiari degli anziani che si riuniscono in un Comitato sia per affiancare questi giovani che difendono dei preziosi posti di lavoro ma anche perché in un territorio così povero e ormai quasi desertificato non si può rinunciare anche all’assistenza di anziani che hanno come unico sostentamento delle pensioni che gli permettono a malapena di sopravvivere e dove lo Stato e gli enti regionali e comunali latitano dal punto di vista dell’assistenza, poiché le poche risorse stanziate negli anni passati stanno andando sempre più scemando a causa della crisi economica. Il Comitato ha iniziato una raccolta fondi da investire nei lavori di ristrutturazione per impedire la chiusura della casa, in attesa di un intervento di Area che temiamo non arriverà mai. La nostra è una Casa aperta dove spesso organizziamo delle feste e invitiamo i cittadini a venire a trovare i nostri anziani per non farli sentire soli perché loro ormai hanno difficoltà a spostarsi ma è anche giusto che non vivano nell’isolamento. La nostra è una battaglia per una Casa di riposo del futuro che insieme possa gestire anche altre attività come quella della prima infanzia o delle case famiglia per madri e figli vittime di violenza, tutti soggetti deboli della nostra società che insieme però possono integrarsi e arricchirsi negli affetti gli uni con gli altri e non debbano vivere isolati ai margini della società. Non tutti ci capiscono, pensano che vogliamo solo un parcheggio per i nostri anziani ma non è così loro purtroppo non hanno una vita davanti: il nostro sogno è per l’oggi come per il domani forse un giorno anche per noi e ci piace pensare ad una vecchiaia serena dopo una vita passata a lottare e quanto a lotte i nostri anziani di oggi nella vita ne hanno viste davvero tante e tragiche. Qui, in questo territorio, sembra ormai sia obbligatorio vivere con la rassegnazione che andrà sempre peggio, sembra quasi assurdo sperare che si possa crescere e pensare in grande con progetti di un futuro migliore per tutti compresi gli anziani, ma noi non vogliamo arrenderci perché pensiamo di essere nel giusto e che il nostro sia un progetto non utopistico ma molto reale e d’obbligo per una comunità che voglia definirsi civile. Chiediamo quindi il vostro aiuto certi che possiate capire quanto sia importante noi e per il nostro martoriato territorio ricevere un segno di speranza.

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