UNA VITA AD EFFETTI SPECIALI: GIUSEPPE CANNAS A LONDRA PER TRUCCARE GLI ATTORI DEL JET SET

ph: Giuseppe Cannas

di Stefania Lapenna

Una lunga gavetta, tanti sacrifici, per poi vedere realizzato il suo sogno: diventare truccatore professionista negli ambienti che contano. Giuseppe Cannas, 45 anni, è nato a Cagliari, dove ha conseguito la maturità classica presso il Liceo Dettori. A soli 23 anni si trasferisce a Londra dove consegue una laurea in “Makeup and Hair for the entertainment industry” (trucco e parrucco per l’industria dello spettacolo) presso l’Hammersmith and West London College. Dopo la laurea, un business study in effetti speciali teatrali e cinematografici. Un ricco percorso di studi che l’ha portato a guadagnarsi una borsa di studio come cittadino europeo residente all’estero. Nel 2014 il matrimonio, a Londra, con il neozelandese Jeremy. Attualmente lavora come capo trucco e parrucco presso il Royal National Theatre della capitale britannica.Insomma, non sei arrivato fin qui per caso e vanti un curriculum di tutto rispetto.

Parlaci della tua gavetta.Ho esordito sui set australiani di “Matrix” e ho partecipato a vari servizi per National Geographic Australia; poi la svolta decisiva con la Disney che mi chiese di diventare capo settore del musical “Il Re Leone” nelle sue produzioni in Australia, Cina e Sudafrica. Questa esperienza mi ha aperto le porte del mondo, ma soprattutto mi ha dato la possibilità di esser scelto come capo del settore trucco e parrucco del Royal National Theatre di Londra, un teatro che ne coordina altri cinque, aperto tutto l’anno e che mette insieme Shakespeare e novità internazionali come “War Horses” nel quale  coordino una ventina di collaboratori. La parte più interessante sono le varie collaborazioni con i più grandi talenti dell’industria , da registi come Sam Mendes a Mike Leigh a attori del calibro di Judy Dench, Gillian Anderson e Maggie Smith. Il poter esprimere la mia creatività tramite il lavoro di questi grandi personaggi  mi rende una persona molto fortunata”.

Ovviamente questo non sarebbe mai stato possibile se fossi rimasto in Italia. Perché hai scelto proprio Londra come meta per la vita?Ho sempre avuto una grande passione per gli effetti speciali, ma in Sardegna e in  Italia c’erano poche occasioni di perfezionarsi in questo ambito, per lo più con corsi privati e costosissimi. Così sono sbarcato a Londra dove, imparata la lingua, ho avuto la possibilità di studiare con docenti del calibro di Joe Blasko, truccatore di fama internazionale che ha pure un’accademia pazzesca a Los Angeles e John Woodbridge, famoso maestro di effetti speciali. L’emozione del backstage, dove tutto prende forma, disegnare e presentare prototipi di trucchi e parrucche, è stata una scarica di adrenalina incredibile”. 

Ti sei ambientato da subito? Qual è stato il maggior ostacolo che hai incontrato?Superate le difficoltà della lingua e un inevitabile periodo di adattamento, i vari ostacoli sono stati superati man mano che riuscivo ad avvicinarmi a quella che era la mia vera strada già con la frequentazione dei primi corsi di trucchi teatrali e cinematografici. Non ho mai sentito il bisogno di cambiare la mia cittadinanza, sono orgoglioso delle mie radici e contento di portarle con me in giro per il mondo”.

Dopo esserti sposato nel 2014 con il tuo attuale marito a Londra, a settembre dello scorso anno hai dato  un ricevimento a Costa Rei. In Inghilterra hai mai riscontrato discriminazione e intolleranza verso le coppie omosessuali?Non essendo ancora riconosciuta in Italia nessuna forma di unione civile, ci siamo sposati a Londra davanti agli amici inglesi e pochi parenti e amici giunti dalla Sardegna e per questo motivo abbiamo deciso di replicare l’anno successivo nella bellissima spiaggia Cala Sinzias, Costa Rey, davanti alla mia famiglia e alla sua. Poiché mio marito è neozelandese, la logistica richiedeva tempi e luoghi più adatti. Ora stiamo pensando di regolarizzare il tutto anche in Italia con lo strumento più consono. Credo che Londra sia una delle città del mondo più all’avanguardia per quel che riguarda le libertà personali e c’è molto rispetto per la convivenza tra le persone dello stesso sesso. C’è un grado di civiltà altissimo”.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Hai mai pensato di far ritorno in Sardegna un giorno?C’è sempre questa disperata voglia di tornare nella mia terra, per la famiglia e gli amici: sento molto le mie radici! Inoltre, mio marito si è innamorato perdutamente di Cagliari e della nostra bellissima isola e l’idea di investire su una casa in Sardegna è venuta da se”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?Ho avuto molti sogni nel cassetto che, grazie al duro lavoro e a un po’ di fortuna, sono riuscito a coronare. Perciò, mi auguro vivamente di poter continuare per questa strada ancora per molto tempo”.

Che idea hanno della Sardegna gli inglesi?Molto buona. Ho sempre sentito parlare bene della nostra isola, soprattutto per quanto riguarda il territorio e le bellissime coste. Ogni amico o collega che ha visitato la Sardegna è sempre tornato una seconda, terza volta”. 

Domanda d’obbligo: cosa pensi della Brexit? Credi cambierà qualcosa per gli italiani che come te vivono e lavorano in Inghilterra?Chiaramente è stato uno shock, non solo per noi italiani che viviamo qui, ma anche per gli inglesi stessi. Non penso che per quanto riguarda la mia situazione le cose cambieranno molto, visto che risiedo a Londra da molto tempo ormai . Purtroppo sarà tutto più difficile per chi deciderà di andare in Inghilterra per studio o per lavoro in un prossimo futuro”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *