GAETANO MURA AL VIA: PARTE IL SUO GIRO DEL MONDO DA RECORD

il via da Cagliari

E alla fine è arrivato. Dopo il rinvio di mercoledì a causa di una burrasca che ha spazzato il mare a Ovest della Sardegna alla fine, il giorno della partenza è arrivato. Alle 13.25, questo il programma, Gaetano Mura con il suo Class 40 di 12 metri di lunghezza per quasi 4 di larghezza, battezzato Italia, lascerà Cagliari per affrontare le 25.000 miglia (fanno 46.300 al cambio in km) del suo giro del mondo in solitario, tutto d’un fiato, senza tappe, e senza assistenza esterna: il Solo Round the World Record. È ormai un anno e mezzo che Mura, nato a Cala Gonone, costa Est della Sardegna, nel 1968, sposato da 25 anni con Carla e padre di Alessio e Marta, lavora a questo progetto che è da sempre il sogno di ogni navigatore.

 “È maturato dentro”, racconta Mura. “fino ad arrivare, un paio di anni fa, al punto giusto. Prima, anche se fare il navigatore e il marinaio significa stare spesso lontano di casa, ho cercato di mediare tra la famiglia, per non perdere nulla di quella fantastica esperienza, e il mio sogno. Poi il sogno è diventato maturo ed eccoci qua per il via. Non è stato assolutamente facile e sono sicuro che sarà molto più dura di quello che ho immaginato e che mi ha raccontato chi ha navigato tra i 40 Ruggenti e i 50 Urlanti, nei mari del Sud”. Solo tre gli italiani hanno concluso il giro senza tappe passando dai tre Capi: Capo di Buona Speranza (in Sudafrica), Capo Leeuwin in Australia, e Capo Horn, sulla punta meridionale del continente sudamericano: Simone Bianchetti (scomparso improvvisamente nel 2003) e Pasquale De Gregorio al Vendée Globe (la regata in solitario attorno al mondo) del 2000-2001 e poi Alessandro Di Benedetto che l’ha fatto due volte: la prima, nel 2009-2010, su una barchetta di 6,50 metri, poi al Vendée del 2012-2013. Due ci hanno provato: Vittorio Malingri che al Vendée Globe del 1992-1993 ruppe il timone prima di Capo Horn, e Matteo Miceli che venne tradito dalla chiglia della barca dopo Capo Horn sulla via del ritorno nel suo giro del 2015. “Di Benedetto, Pasquale, Vittorio, anche Giovanni Soldini che il giro anche se ha tappe l’ha fatto due volte e altri oceanici sono venuti a trovarmi o mi hanno telefonato. Mi hanno dato consigli e indicazioni preziose. Ma poi laggiù, alle prese con tempeste e iceberg, ci sei solo tu”.

Lui e la sua barca, Italia, costruita dal cantiere di Bert Mauri nel 2012 rimessa a nuovo e preparata a puntino per quest’avventura. Nuove vele, nuove attrezzature, nuovi strumenti di navigazione, pannelli solari di ultima generazione, idro-generatori a poppa, dissalatore e stufa per combattere il freddo quando corre al limite dei ghiacci antartici. A bordo 160 kg di viveri in un mix di hi-tech alimentare con liofilizzati, quelli usati dall’astronauta Samantha Cristofoletti, prodotti DOP e IGP della Sardegna e quattro telecamere per raccontare in diretta, su facebook e i social media, grazie a un potente impianto satellitare, tutto quanto avverrà a bordo e attorno a Italia nei quattro mesi previsti di navigazione attorno al mondo cercando di fare meglio dell’attuale record. È quello stabilito dal cinese Guo Chuan che, anche lui su un Class 40, nel 2013 impiegò 137 giorni per fare il giro partendo e tornado a Qingdao, sul Mar Cinese. “I conti, visto che io parto da Cagliari e non da Qingdao, li faremo alla fine considerando tempi e miglia percorse”, spiega Mura che però ha un altro obiettivo, non meno importante: stabilire il tempo di riferimento per un nuovo primato: il giro del mondo in solitario in Class 40 da Gibilterra a Gibilterra, passando ovviamente dai tre Capi. Ma per Gibilterra c’è tempo e ci sono 750 miglia di mare da navigare. Ora l’obiettivo è, come vuole tradizione, tagliare l’ultima cima che terrà Italia alla banchina di Portus Karalis, il marina nel porto di Cagliari e prendere il largo.

 “Non so proprio cosa penserò al momento della partenza. Sarà un momento speciale, ma è solo l’inizio. Non mi piace immaginare prima le cose o pensare troppo al futuro. Mi piace vivere il presente, il momento in cui sei. Mettercela tutta per i tuoi obiettivi e viverlo. Carpe diem, per farla breve”. Se Mura non si sbilancia sui pensieri che avrà al via quello che è certo è che a salutarlo e ad accompagnarlo fuori dal porto saranno in molti. Mura e Italia saranno salutati a terra dalla banda di Monastir, dalle danze dei Mammhutones e degli Issohadores di Mamoiada, le maschere tradizionali della terra dove è nato Gaetano, la Barbagia, quindi il saluto delle autorità con il vescovo di Cagliari Arrigo Miglio che benedirà Italia, Alle 12,50 via dagli ormeggi e seguito dalle sirene delle navi in porto la breve navigazione verso la linea di partenza fissata al traverso del fanale del molo di Levante del porto di Cagliari. E pure in mare, c’è da starne sicuri, saranno in molti a salutare Italia e il suo skipper. Già perché Gaetano Mura, con la sua determinazione e con la sua travolgente passione in tutto ciò che fa e non solo per il mare, riesce a muovere e a coinvolgere tanta gente. Persone che si “imbarcano” con lui e s’immedesimano, a volte senza neppure conoscere il mare, nelle sue avventure. Le tante degli anni passati delle regate sui Mini o delle regate attraverso l’Atlantico e ora nel suo sogno attorno al mondo con Italia.

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