SARDI A TOKYO: INCONTRO TRA “ISOLE” AL DI LA’ DELL’OCEANO

Tokyo, ingresso al “Seadas Flover Caffè”. Da sinistra: Atsuyoshi Hanazawa, Raffaele Zanella, Giovanni Piliarvu, Tore Agus, Akiko Okabe col cameriere in servizio nel locale e Battista Saiu.

di Asita Biasutti

A Tokyo, la sera dell’ultimo giorno di settembre, il Seadas Flover Caffè di Jiyugaoka a Meguro-ku, ha ospitato il primo evento organizzato da “Isola”, l’associazione sarda di Tokyo presieduta da Valeria Pirodda, per festeggiare i primi quattro anni di attività culturale. Il locale è un vero e proprio angolo di Sardegna ricreato in Giappone, fatto di cimeli ed oggetti simbolo che rimandano alla nostra Isola. Un legame profondo unisce terre di qua e di là dei mari, geograficamente lontane, ravvicinate – in questo caso – dall’amore del titolare, Atsuyoshi Hanazawa e della moglie, Akiko Okabe.
Oltre a dare nome all’insegna del locale, le seadas sono il piatto forte che caratterizza l’esercizio commerciale; cibo proposto e ricercato da clienti sempre più incuriositi di tutto ciò che riguarda la nostra Isola, non solo cibo e alimenti. Laccato con miele amaro di corbezzolo, di mirto o di castagno, il dolce sardo a base di cagliata di pecorino freschissimo, cattura il raffinato gusto orientale, grazie agli aromi d’arancia e limone avvolti in croccante involucro di pasta “violada”, cotto in padella come bugie di Carnevale.
Attraverso il gusto, si aprono spiragli a nuove speranze per l’economia isolana e italiana: sempre più frequenti i viaggi turistici sempre tra Giappone, Sardegna e Penisola. Alcuni giovani che fan capo all’Associazione sarda di Tokyo, da interpreti organizzano e accompagnano gruppi di turisti ad assaporare le deliziose seadas nei tradizionali luoghi di produzione.
Per l’evento di Tokyo, si è aggiunto un nuovo ingrediente sensoriale: le launeddas di Tore Agus. In questa parte del lungo viaggio iniziato a Biella tre mesi fa, il musicista di Pula (Cagliari), accompagna Battista Saiu e Raffaele Zanella, nella ricerca di Sardi di nuova e vecchia migrazione, portando a tutti il saluto ufficiale di Virginia Mura, Assessore del Lavoro. Formazione Professionale Cooperazione e Sicurezza Sociale” e degli Uffici del Servizio Coesione Sociale e del Settore integrazione immigrati ed emigrazione della Regione Autonoma della Sardegna.

Domenica 2 ottobre, nei locali messi a disposizione dalla Camera di Commercio Italiana di Tokyo, si è svolto il seminario tenuto dal prof. Battista Saiu, responsabile del Progetto “Cibi e Rituali di Nuova Luna: gastronomia e antropologia per la comunione tra Sardegna, Cina, Giappone, Australia e Nuova Zelanda”.
L’evento rientra tra le iniziative messe in calendario da “Isola”, associazione presieduta dalla cagliaritana Valeria Pirodda, per celebrare il quarto anno di attività dei Sardi in Giappone. Dal mese di Luglio, Battista Saiu viaggia con Raffaele Zanella alla ricerca di conterranei di vecchia e di nuova emigrazione. Per questo hanno fatto tappa a Pechino, Shanghai ed Hong Kong, in Cina; visitato i circoli sardi di Sydney, Brisbane e Melbourne, in Australia; la comunità italiana di Auckland, favorendo e partecipando alla fondazione del nuovo Circolo sardo in Nuova Zelanda. Ora, arrivati in Giappone, la conoscenza dei sardi che vi risiedono, giovani eccellenze alla ricerca di opportunità di lavoro e di vita lontano dai luoghi in cui sono nati e hanno studiato, come Guido Cossu, di Pozzomaggiore, ricercatore di fisica delle particelle, tra i fondatori di “Isola”, chiamato da Tokyo a lavorare a Edimburgo, in Scozia o il sassarese Giovanni Piliarvu, fotografo professionista e docente di Italiano in Giappone. L’importante incontro è avvenuto nelle prestigiose sale al nono piano di Mita, Minato-ku, arricchito dalle launeddas di Tore Agus e da una mostra di “Pissudus”, pani rituali, opera di Giovanna ed Anna Quai di Tertenia (Ogliastra), illustrati durante la lezione in italiano e in giapponese.

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