RICETTE DI DESULO: SPAGHETTI “ARRELLIA” DI TRATTORIA S’ALASE

ph: Desulo d'inverno

di Daniela Melis

La ricetta desulese di cui si parla in questo articolo è buona per varie ragioni. Prima di tutto è semplice, perché preparata con pochi ingredienti genuini. In secondo luogo, è saporita, perché condita con formaggio stagionato di Desulo, che, si sa, trattiene tutto il sapore forte della montagna. Infine, ha molto cuore, perché cela una storia di famiglia, amore e campi. Gli spaghetti “Arrellia” prendono il nome dalla località nell’agro di Asuai, a Desulo, dove sorgevano l’orto e la casetta del nonno di Martino, titolare della trattoria “S’Alase” a Desulo, che ci ha gentilmente offerto questa ricetta. Gli spaghetti “Arrellia” sono un piatto dalla bassissima difficoltà di preparazione, che unisce la semplicità dei prodotti coltivati di prima mano al sentimento legato ai propri nonni. Sebastiano Fais, il nonno di Martino, e sua moglie, Antioca, portavano spesso il loro nipotino all’orto. Alla raccolta delle verdure fresche seguiva il pranzo tra nonni e nipote nella casetta di campagna. Questi spaghetti, fatti in maniera molto semplice, come potrete notare dalla ricetta che segue, erano uno dei piatti prediletti dalla famiglia, :Ricetta Spaghetti “Arrellia” per tre persone

Ingredienti: 

500 gr. spaghetti n. 5

1/2 cavolfiore

1 cipollotto fresco

olio extra vergine di oliva

pecorino stagionato grattugiato

Portare l’acqua ad ebollizione, salare e aggiungere il cavolo tagliato a cimette. Nel frattempo tagliare il cipollotto alla julienne e soffriggere per pochi minuti insieme a un po’ di peperoncino fresco che poi si toglierà. Far cuocere il cavolo nell’acqua bollente per 8/9 minuti, poi aggiungere la pasta. A fine cottura, scolare e condire col soffritto e il pecorino stagionato grattugiato.

Questo piatto estivo è ideale per consumare gli ortaggi di stagione. Si gusta con piacere e, essendo accompagnato da una storia, sa un po’ di nostalgia mista a dolcezza, le stesse che ognuno di noi prova pensando ai piatti dei propri nonni. Il nome “Arrellia” ha anche una certa assonanza con “allegria”, probabilmente quell’allegria semplice che si prova quando si raccolgono gli ortaggi freschi dai campi. 

Chissà quali altre ricette ideavano i nostri nonni mentre estraevano i frutti da quei terreni dove il Gennargentu fa da cornice, coi vestiti che emanavano odore diterra, che non è mai acre, sempre dolce, come quando, appena zappata, si solleva in aria e sembra polvere d’oro. Perché la terra è oro e questa ricetta, che parte da quei campi coltivati e che parla della semplicità dei rapporti familiari, giustamente, ce lo ricorda.

 http://nonnaisadesulo.blogspot.it/

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