LE BASI PER SCONFIGGERE LA TALASSEMIA: LA BIOLOGA SARDA MAURA MINGOIA UN ANNO NEGLI U.S.A. PER UNA RICERCA GENETICA

ph: Maura Mingoia e Ivano Argiolas

Una ricerca che promette di porre le basi per sconfiggere la talassemia sarà condotta a San Francisco (Usa) per un anno da una biologa in partenza dalla Sardegna il prossimo 17 settembre. Grazie a un finanziamento da 8mila euro di Thalasso Azione, la onlus che si batte per i diritti e le cure degli affetti da talassemia, la ricercatrice Maura Mingoia si concentrerà su una tecnica ideata negli Stati Uniti nel 2013, la ricombinazione omologa di una specifica sequenza di Dna, con l’obiettivo di correggere il difetto genetico all’origine della beta talassemia. «Si cercherà di capire», spiega Ivano Argiolas, presidente dell’associazione che ha sponsorizzato il viaggio, «se i geni dei malati, ricombinati, possano portare a una guarigione dei pazienti».La Sardegna è la regione italiana con il più alto numero di portatori sani di beta talassemia in rapporto alla popolazione, mentre i pazienti talassemici sono un migliaio. La ricerca su cui sarà impegnata Mingoia, secondo l’associazione Thalassa Azione, rappresenta l’alternativa più promettente alle terapie convenzionali, in quanto consentirebbe di evitare sia i problemi di rigetto in caso di trapianto allogenico sia eventuali mutazioni associate all’utilizzo di vettori lenti virali. Il progetto, che Thalasso Azione auspica di poter rinnovare per un ulteriore anno, si fonda su una già rodata collaborazione tra l’ospedale Microcitemico di Cagliari e il Medical Center californiano. «Per noi la ricerca è fondamentale, siamo sicuri che prima o poi si troverà una cura», ha aggiunto il presidente della Onlus che di recente ha anche acquistato un software – già installato al Microcitemico – che consente una diagnosi più accurata degli accumuli di ferro nel cuore e nel fegato dei talassemici. «Uno strumento fondamentale», ha concluso Argiolas per poi ringraziare l’ex calciatore del Cagliari Radja Nainggolan che, dopo essersi trasferito a Roma, «non si è dimenticato di noi e ci ha fatto avere un contributo per questa strumentazione».

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