LA MEDAGLIA OLIMPICA CHE NON TI ASPETTI: LA RUSSA VLADENA BOBROVIKOVA E LA FESTA CON LA “SUA SARDEGNA”

Vladena Bobrovikova mostra la bandiera sarda dopo aver vinto la finale delle Olimpiadi di Rio de Janeiro

di Maria Grazia Pais

Mai come stavolta alle Olimpiadi di Rio la Sardegna è stata ampiamente rappresentata. Sei gli atleti in gara che hanno anche sfiorato il podio con il quarto posto di Stefano Oppo nel canottaggio, il quinto di Francesca Deidda nel nuoto sincronizzato e il sesto di Fabio Aru nel ciclismo. Risultati lusinghieri, ma ben pochi sanno che la bandiera dei Quattro Mori era presente sul podio più alto della pallamano femminile. Ad abbracciarlo con orgoglio la campionessa russa Vladena Bobrovikova che dopo aver giocato per qualche stagione a Sassari ed aver sposato l’ex nuotatore della Sport Full Time Federico Abis, è ormai sarda d’adozione.

«Più sarda di tanti sardi» si dice in giro, e lei annuisce felice. Dopo il breve ritorno a Mosca per essere ricevute dal presidente Putin che le ha premiate con un’auto, la forte atleta è scappata nella sua isola per qualche giorno di vacanza prima di riprendere l’attività sportiva con il Rostov. «Tra qualche giorno devo tornare in Russia perché dobbiamo prepararci per la Champions – spiega la Bobrovnikova – ma questi giorni a casa per me sono molto importanti. Stare qui con i miei cari, tra questi luoghi mi ripaga di tante fatiche. La medaglia olimpica, 500 grammi di fatica e sudore, rappresenta il sogno che ogni atleta ha fin da bambino. «Partecipare alle Olimpiadi era il mio desiderio segreto -continua Vlad -. Grazie a mio padre mi sono allenata duramente fin da piccola per poter coronare questo sogno e ora sono felice di aver fatto tutti quei sacrifici. Vincere è stata un’emozione incredibile, ancora oggi non mi sembra vero di esserci riuscita».

Memorabile la semifinale vinta all’overtime contro la Norvegia per 38-37, gara nella quale proprio Vlad si è distinta segnando ben 8 reti. Eppure dopo tante botte prese, graffi e fatica le forze sono venute meno quando si è trattato di parlare davanti a Putin. «Credevo di dimenticare ogni parola – chiude la Bobrovnikova -, è stata un’emozione incredibile, ma lui è stato gentile e ci ha ringraziato. Sono state settimane indimenticabili, anche al villaggio è stato bello vivere vicino a campionissimi come Nadal o Phelps, oppure poter essere alla cerimonia di chiusura, anche se sotto la pioggia. Poi finalmente sono tornata a casa e si sono susseguite le sorprese. Non mi aspettavo una simile accoglienza, sapevo che in tanti mi seguivano da lontano ma non mi aspettavo questa splendida festa».

In Brasile non ho avuto modo di vedere tanto, ma le nostre bellezze sono insuperabili, il vero paradiso è in Sardegna, dovendo scegliere credo che la mia vacanza ideale sarebbe sempre e comunque in questa splendida terra. L’esperienza di Sassari è stata meravigliosa e mi ha cambiato la vita anche perché ho potuto incontrare Federico. A Rio subito dopo la premiazione ho tirato fuori la bandiera dei Quattro Mori tra lo stupore delle mie compagnie che per un attimo hanno pensato alla bandiera della Georgia. Così ho dovuto spiegare loro che si trattava della mia amata isola e ora non vedono l’ora di poterci venire in vacanza».

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