“ANIMAS MEMORY” DEDICATA A PINUCCIO SCIOLA: TERMINATA LA MOSTRA PERSONALE DI JOLE SERRELI DI TERRALBA IN CALABRIA


di Riccardo Mereu

Si è conclusa da pochi giorni la mostra personale di Jole Serreli presso la galleria Lo Studiolo di Pizzo, di Francesca Procopio. Una mostra, curata da Lara Caccia, interamente pensata e allestita dall’artista per la Calabria, e inaugurata poco dopo la scomparsa dello scultore/poeta Pinuccio Sciola, a cui la mostra è dedicata. Nell’era in cui predomina l’apparenza estetica virtuale, tralasciando le esperienze reali che contribuiscono alla crescita umana ed estetica di un artista, questa mostra cerca di recuperare tutti quei gesti e pensieri che sono formativi, ma che rimangono intimamente nascosti senza mai trovare luce. Così la dedica fatta da Serreli al maestro Sciola, è nata spontanea e questa sua riconoscenza ha seguito tutto il percorso di creazione dei pezzi unici esposti. Il numeroso pubblico ha visitato la galleria, che si trova lungo il corso di una delle città marittime più conosciute e turistiche della Calabria, attratto proprio dalla buste da lettera legate tra loro da un filo narratore e che hanno invaso lo spazio espositivo. Le lettere sono materialmente vuote, ma gonfie dei gesti non fatti, delle parole non dette e soprattutto dei pensieri non espressi, nei confronti delle persone care che condividono una parte della nostra vita. Questi messaggi rimangono sospesi nel tempo, tra lo svelare il loro contenuto e la pudicizia di voler rimanere chiuse, cucite dai fili che sembrano suture di guarigione. Le lettere non sono di carta, ma sono realizzate in stoffa: tele, lenzuola, broccati e altre stoffe antiche provenienti da corredi o possedute da persone care, che perpetuano quel relazionarsi tra generazioni, tra affetti che nelle opere di Serreli si rinnovano attraverso il medium del filo e del gesto del cucire. La mostra ha avuto un forte riscontro positivo forse perché ogni fruitore si è immedesimato nel riempire di contenuti propri queste buste di lettere mai spedite.  Particolare attenzione ha destato l’installazione dal titolo Se stai male, scrivi con una piccola sedia che ha visto crescere generazioni di donne compresa l’ultima, l’artista stessa, l’unica con fogli di stoffa accartocciati e scuri, che paradossalmente dovrebbero essere il contenuto materiale delle buste, ma anche qui le parole non hanno trovato espressione, sono state cancellate ed è rimasto solo il grigio-nero dell’inchiostro. Probabilmente le lettere non sono state mai scritte, proprio perché non si è voluto perpetuare l’abuso senza senso dell’utilizzo delle parole della comunicazione dei social, a cui si è demandato ogni rapporto personale.  Le opere, anche dopo la fine della mostra, rimarranno presso la galleria Lo studiolo, e verranno esposte in piccola parte anche nei prossimi giorni fino a fine mese.

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