“AGGIUDU TORRAU” PER COMBATTERE LA POVERTA’: LA REGIONE SARDEGNA APPROVA IL “REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE”


Si chiama Aggiudu torrau, ‘aiuto restituitò in sardo. E un assegno mensile per contrastare la povertà che verrà dato come sussidio al cittadino che si impegnerà a seguire corsi di formazione, a scuola o professionali, a lavorare in comunità, nei servizi sociali e a non rinunciare alle eventuali offerte di lavoro che si presenteranno. La Sardegna diventa così la prima regione ad approvare il Reis, il reddito di inclusione sociale di cui si è parlato alla Camera a fine luglio concludendo l’esame del disegno di legge. La proposta di Sel è passata in consiglio regionale a maggioranza con l’astensione del centrodestra e del Pdci (30 sì, 18 astenuti).
30 milioni di euro da fondi pubblici e privati Con l’Aggiudu torrau la Regione stanzierà 30 milioni di euro l’anno a partire dal 2016 per contrastare la povertà. Le risorse verranno recuperate da fondi europei, statali e regionali iscritti in bilancio oltre a soldi raccolti da privati e messi in un Fondo regionale per l’inclusione sociale. Il consiglio ha delegato la giunta regionale di stabilire gli importi minimi e massimi del Reis, le soglie per accedere al sussidio e le modalità di calcolo del reddito (in base all’Isee). Le linee guida e i criteri dovranno essere definiti dalla giunta con delibera entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.
147mila gli indigenti in Sardegna “Il reddito di inclusione potrebbe rappresentare un’opportunità di uscita dalla povertà per circa 10mila famiglie”, ha stimato il relatore di maggioranza e coordinatore di Sel, Luca Pizzuto, a fronte di dati che parlano di 147mila nuclei familiari indigenti, pari al 20% del totale. Una delle ipotesi formulate per i requisiti è quella di un reddito Isee sotto i 3mila euro lordi l’anno.

Come ottenere l’Aggiudu I possibili beneficiari potranno presentare la richiesta al Comune di residenza che la trasmetterà agli Uffici di piano nell’ambito del Plus (Piani locali unitari dei servizi alla persona) competente per territorio. Dal testo finale è sparito l’articolo che prevedeva una sperimentazione triennale del Reis. Trattandosi di una sorta di patto, per chi richiede il sussidio sono previsti dei doveri a partire dalla partecipazione ad attività di formazione e dalla adesione alle opportunità di lavoro offerte: il Reis, ad esempio, sarà sospeso per un anno se il beneficiario rifiuterà, senza validi motivi, più di due ‘congrue’ offerte di lavoro che gli siano proposte dal centri per l’impiego e dai servizi sociali comunali.

Solo per i residenti da 60 mesi ll sussidio sarà una misura complementare e aggiuntiva rispetto al Sia, il Sostegno di inclusione attiva introdotto a livello nazionale e potrà spettare a persone o famiglie di cui almeno un componente risieda in Sardegna da almeno 60 mesi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *