MARIPOSA DALL’ELEGANTE SENSUALITA’: IL LINGUAGGIO DEL CORPO NELLE DANZE ORIENTALI DI CRISTINA DORE

ph: Cristina Dore

di Massimiliano Perlato

 “Una donna che danza ha certamente l’esigenza di comunicare qualcosa, di esprimere i suoi sentimenti più spirituali e, perché no, anche di osare! Credo che spesso dietro lo sguardo di una danzatrice del ventre ci sia un mondo enorme fatto di metamorfosi, persuasione, voglia di dimostrare l’essere donna in tutto e per tutto, ma anche spensieratezza, gioco, armonia”.

Cristina Dore, sassarese di 31 anni. Diplomata al Liceo Linguistico e in solfeggio musicale, ha frequentato la scuola di pianoforte principale presso il Conservatorio di musica “Luigi Canepa” di Sassari. Si avvicina alla Danza Orientale nel 2002 ed è amore a prima vista. Attratta dal ballo sin da piccola, sperimenta vari tipi di danza, dal moderno all’hip hop, e non appena prova la danza del ventre, capisce che questa ha qualcosa in più. Ha la passione sconfinata per la danza orientale, accompagnata da lunghi capelli ricci dorati che fluttuano trasportati dai movimenti sinuosi tipici della danza del ventre. Volteggia come una mariposa agitando i veli sul palco con elegante sensualità. La farfalla è una sinuosa danzatrice sarda che calca spesso i palcoscenici internazionali, una delle più brave in Italia.

“La danza del ventre è l’unico ballo introspettivo che permette, attraverso un percorso personale, di comunicare le proprie emozioni consentendo una connessione profonda col nostro io”.

I suoi studi musicali la portano ad ascoltare con maggiore curiosità la ritmica delle melodie arabe; più le ascolta e più se ne innamora. Quando capisce che con la danza del ventre si può muovere ogni parte del corpo a tempo con ogni strumento musicale, trova in questa magica danza la strada della sua vita. La studia e approfondisce costantemente, seguendo seminari in Italia e all’estero per specializzarsi con i grandi nomi della danza orientale nel mondo. Frequenta con assiduità i migliori Festival internazionali di danza, musica e cultura del Medio Oriente. Il suo punto di riferimento in Italia è la libanese Aziza Abdul Ridha, indiscussa icona italiana della danza orientale nel mondo, con la quale studia privatamente a Torino dal 2009.

“Dalla mia maestra Aziza, ho imparato prima di tutto la precisione e la pulizia tecnica dei movimenti. Negli anni mi ha insegnato la giusta postura da tenere e mantenere in tutti i passi, la disciplina, il tenere le linee nelle coreografie di gruppo, mi ha aiutato e mi aiuta tuttora a tirare fuori la grinta durante le performance. Grazie a lei sono inoltre maturata nell’insegnamento. Nel 2008 ho dato il mio primo esame di insegnante di danza orientale con in commissione Aziza e il suo Maestro Mo Geddawi, e quella per me fu una grande occasione di crescita: era un esame tosto, durato quattro giorni con prove scritte, orali e naturalmente pratiche. Ho imparato molto da quella esperienza, e imparo sempre qualcosa di nuovo in ogni aggiornamento annuale.” 

Cristina è insegnante diplomata ENDAS dal 2005, anno in cui apre i suoi corsi di danza orientale a Sassari. Nel settore della danza orientale, è la prima in Sardegna a diplomarsi CSEN e ASI (enti riconosciuti dal C.O.N.I.), ottenendo rispettivamente il 1° livello nel 2008 e il 2° livello nel 2012. Insegna in diverse palestre di Sassari e provincia; oltre alle normali lezioni di danza del ventre, tiene stages tematici, laboratori sull’utilizzo degli accessori, corsi sui ritmi arabi e corsi intensivi estivi. Organizza viaggi studio per chi intende aggiornarsi costantemente con Maestri internazionali e tiene lezioni di perfezionamento per chi vuole migliorare la propria tecnica. Cristina ha formato tante valide danzatrici del ventre e, con suo grande orgoglio, alcune di loro sono divenute a loro volta insegnanti. Spinta dalla passione nel creare coreografie sempre diverse e con l’utilizzo di vari accessori, nel 2010 crea il suo gruppo “Raqshardan”, dedicando parte del nome alla sua Terra, la Sardegna, e all’antico popolo dei Shardana.

“Nelle mie coreografie la Sardegna è naturalmente presente nelle componenti del mio gruppo, in quanto ne fanno parte solo allieve sarde. Nel repertorio coreografico del nostro spettacolo sono sempre presenti richiami alla mia Terra con brani di artisti sardi fra cui quelli di una delle mie cantanti preferite, Marisa Sannia. Danziamo poi su brani dei Janas, e ho in progetto di danzare anche sulle musiche di Paolo Fresu. Il popolo dei Shardana è presente nel nome che ho voluto dare al mio gruppo. Volevo dedicare almeno una parte del nome alla mia Terra, che io amo profondamente; inoltre in quei tempi mi capitava spesso di sentire racconti sul popolo dei Shardana e delle loro probabili origini sardo/arabe, e così ho unito la parola araba “raqs”, che significa danza, con “shardan”, per concentrare in un unico nome orecchiabile l’obiettivo di questo gruppo.”

Si esibisce sia da sola che con le allieve della sua scuola in spettacoli teatrali, gare sportive e trasmissioni televisive locali, così da far conoscere sempre di più questa meravigliosa danza anche al pubblico occidentale. Cristina è molto attenta a rispettare la cultura mediorientale dalla quale proviene quella che lei stessa definisce la danza più bella al mondo.

“Una donna che danza esprime se stessa e la danza del ventre è il linguaggio della femminilità a partire dai tempi antichi, quando danzarla era un rito di buon auspicio per la maternità. Oggi come oggi, già il semplice scoprire l’ombelico, per molte donne è un atto di coraggio. Nell’ombelico risiede la zona dove concentriamo le nostre emozioni, i nostri blocchi e le nostre paure. Con i movimenti della danza del ventre possiamo finalmente liberarci e anche le donne che all’inizio sembrano poco disposte a questa apertura, scoprono i benefici di questa danza meravigliosa e se ne innamorano. Vorrei anche precisare che la danza del ventre é una danza sincera, ciò che si prova in quel preciso istante durante la performance è tradotto esattamente nel modo in cui la danzatrice si muove. E’ la danza delle emozioni!”

Il suo obiettivo è far conoscere la vera essenza di questa danza, che è prima di tutto linguaggio corporeo delle emozioni. Attualmente abbina la pratica della danza del ventre al riequilibrio dei chakra, sviluppando lavori energetici mirati all’armonia di corpo e spirito. Negli ultimi anni è stata invitata a esibirsi come ospite in prestigiosi Festival Internazionali di danza orientale a Torino, Catania e Roma. A luglio 2015 si è classificata al 1° posto nella categoria Soliste della competition internazionale del Khamsin Festival a Catania. Nel 2015 ha inoltre vinto le audizioni per entrare a far parte del cast internazionale “Bellydance Evolution” diretto da Jillina Carlano, una delle danzatrici e maestre più famose al mondo. Unica italiana e prima sarda in assoluto,

“Non c’è cosa più bella che condividere le proprie passioni. Per me condividerla con le mie compagne è una fortissima emozione, perché mi sento parte di un qualcosa di grande e magico. Gioire nell’ascoltare le stesse canzoni e danzarle in compagnia è sempre una grande festa! Credo che non esisteranno mai persone che rimangono indifferenti di fronte al fascino di questa danza stupenda, e danzarla in gruppo è un esplosione di magia e gioia.”

Cristina si è esibita a maggio 2015 nello spettacolo “Alice in Wonderland” al teatro lirico di Johannesburg (Sud Africa), e ad agosto al teatro Metropolitan di Città del Messico. A marzo 2016 si è classificata al 1° posto nella categoria Soliste danzando su orchestra dal vivo nella competition internazionale del festival Stelle d’Oriente a Torino. Ad aprile 2016 è stata scelta ancora una volta dalla master teacher Jillina Carlano per far parte del cast internazionale Bellydance Evolution, questa volta per una lunga tournè in Cina durata due mesi e mezzo con 35 spettacoli in 28 città.

“Nonostante la mia timidezza, nel ballo traspare sicurezza e totale agio nell’essere al centro dell’attenzione. Ciò che fa parte della mia personalità è la solarità, la determinazione, la pignoleria ma anche un pizzico di spensieratezza, e sono aspetti che nella mia danza si manifestano tutti. Come già detto, è una danza che libera, che fa uscire fuori qualcosa di noi, sempre. Mi aiuta molto soprattutto nei periodi più bui, è come un reset: mi riporta a uno stato di equilibrio, e quando la danzo torno a essere in pace con me stessa.”

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