LA SARDEGNA NON DEVE DIMENTICARE: CON “IL GREMIO” DI ROMA IL RICORDO DI MARCELLO SERRA A 25 ANNI DALLA SUA SCOMPARSA


di Antonio Maria Masia

Come programmato Sabato pomeriggio 30 aprile il GREMIO, la storica Associazione dei Sardi di Roma, ha dedicato “Sa Die de sa Sardigna – 2016” (la giornata del popolo sardo) all’indimenticabile ed importante figura di MARCELLO SERRA (Lanusei 17-6-1913 – Cagliari 24-8-1991), poeta, giornalista, scrittore, saggista, autore teatrale e del famosissimo libro “Sardegna quasi un Continente”.

Nell’accogliente e strapiena sala Italia/Unar, oltre 100 soci e amici del Gremio  hanno potuto, in apertura dell’incontro, assistere alla proiezione della quarta ed ultima puntata del documentario RAI “Sardegna quasi un Continente”, realizzato, a cura dello stesso autore, nel 1961, accompagnato dal commento musicale di Ennio Porrino.

L’evento è stato fortemente voluto dal Gremio che ritiene che la Sardegna stia colpevolmente dimenticando questo suo degnissimo e valoroso figlio, che ha dedicato alla sua Isola il meglio della sua produzione poetica, teatrale, e artistica, contribuendo in maniera determinante, come lo fece decenni prima Grazia Deledda con i suoi romanzi, alla diffusione in Italia e nel Mondo della storia, della geografia  e della cultura della Sardegna.

 Il suo libro “Sardegna quasi un Continente”, tradotto in 32 lingue e le sue splendide poesie d’amore per l’Isola, e le favole liriche sull’origine di Kadossène, o Ichnusa o Sandalia (impronta di Dio) diventate emblematiche e proverbiali, hanno indotto milioni di “italiani continentali” e stranieri a conoscere, apprezzare e visitare la Sardegna. E hanno “costretto” i suoi Sardi, anche quelli recalcitranti (non mancano mai!) a fare i conti con la propria storia e identità.

Dopo l’introduzione del presidente Masia che ha ribadito e sottolineato l’assoluta rilevanza del personaggio e l’enorme debito di riconoscenza che la Sardegna ha nei suoi confronti, ecco il commento emozionante e coinvolgente dei due conferenzieri venuti dalla Sardegna per l’occasione, sottolineato da intensi e calorosi applausi. Due noti e affermati artisti di Iglesias, i fratelli Angelo e Stefano Cherchi, uniti a Marcello Serra da una profonda amicizia e per aver condiviso una fitta attività intellettuale e artistica. Angelo scrittore e poeta, Stefano pittore/scultore. Due artisti che con le loro opere, già dagli anni ’70 del secolo appena trascorso, hanno raggiunto importanti livelli internazionali. Angelo e Stefano hanno ricordato, quasi con i lucciconi, la loro amicizia con Marcello e la sua amata Ines e i vari momenti di collaborazione artistica. In particolare, mentre scorrevano sullo schermo le immagini di alcune pregiate opere pittoriche di Stefano, Angelo ha sottolineato che:  “Marcello è stato il portavoce elegante dell’animo puro e nobile di tutti noi sardi; rappresentando, come pochi altri, la forza e l’armonia segreta della nostra Isola e della nostra gente come solo pochissimi, nella storia dei sardi, sono riusciti a rappresentare”.

Durante lo svolgimento della serata sono state  lette,  a cura delle attrici sarde Ilaria Onorato di La Maddalena (interprete in teatro di Maria Carta e dei  testi da “Passavamo sulla terra leggeri” di Sergio Atzeni)   e Stefania Masala di Sassari (da anni recita in ruoli primari con il Maestro Giorgio Albertazzi, di recente in “Memorie di Adriano”), alcune fra le più belle e apprezzate poesie di Marcello Serra: “Sortilegio”, “Fedeltà a Orfeo” “Il fuoco sull’altipiano”, “Isola amica” “Vento del Nord”, “Esule sul mare” ; poesie che si sono incrociate in un armonioso connubio dialettico con i versi molto intensi e coinvolgenti  di Angelo Cherchi, tratti dal libro “Labbra di Scisto” dedicato a Marcello e incentrato sul racconto drammatico della fatica immane e micidiale dei  “suoi”minatori.

I presenti hanno provato nel corso della magica serata, come percepibile in sala e come da diverse testimonianze raccolte, emozione e commozione e quel sentimento di sottile e dolce malinconia che, (dagli ultimi versi della poesia “Sortilegio”)…ti correrà le vene in un languore/dolce e amaro di malinconia/che forse chiamerai mal di Sardegna”.

Nessuno è rimasto immune al fascino di Marcello che, sul finale del bellissimo documentario del 1961, siamo agli albori della televisione, dopo aver profeticamente affermato: “l’amore per la natura, prezioso segreto di questo popolo, accenderà altri cuori e nuovi poeti verranno per raccontare con nuove immagini la storia della Sardegna” conclude con voce suadente e appassionata, fissando negli occhi lontani e immaginari telespettatori: vi ho accompagnato in un viaggio attraverso la mia Isola per scoprire il volto mutevole di questa Terra antica che per la sua varietà di accenti, di prospettive, per il suo umore fantasioso rassomiglia ad un Continente. Perciò accostandovi alla Terra dei Sardi non disarmate al primo incontro, dinanzi alla sua fisionomia selvaggia, dinanzi all’umiltà dei suoi paesi, delle sue case di pietre scabre, sulla soglia di queste dimore vi attende sempre un ospite che, se vi siete guadagnati la sua fiducia, vi accoglierà con la nobiltà di un antico Re pastore dicendovi: sa domo est pitticca, ma su coro est majore – la casa è piccola, ma il cuore è più grande. E infatti oltre il limitare troverete un tesoro di affetti genuini, una ricchezza di tradizioni leggiadre, di usanze e miti, tanto che vi parrà di essere approdati in un paese di favole”. E ancora: “e noi saremo veramente lieti se questo nostro viaggio, che vi ha accompagnati alla scoperta dell’Isola, invoglierà molti italiani ad accostarsi alla Sardegna, con un sentimento nuovo, con un interesse affettuoso come si conviene ad una creatura che tutti almeno un poco hanno trascurato e che proprio per questo suo lungo esilio ha più sete d’amore”. 

Parole da non dimenticare e da portare nel cuore.

Il percorso umano e artistico di Marcello Serra, conclude il presidente del Gremio s’è spesso intrecciato con la musica e i suoni del grande Maestro Ennio Porrino autore, libretto e musica, del bellissimo dramma lirico portato in scena al San Carlo di Napoli nel 1959: “I Shardana, gli uomini dei Nuraghi”, l’epopea musicale del popolo sardo. Erano amici fraterni, come hanno testimoniato gli ospiti d’onore:  Malgari Onnis Porrino e Stefania Porrino, moglie e figlia del grande musicista, a noi particolarmente caro perché cofondatore del Gremio, a sostegno dell’iniziativa di Pasquale Marica, nel lontano 1948.

Marcello Serra merita, e lo affermiamo con convinzione, che la Sardegna, in particolare a Cagliari e Lanusei, ricordi e celebri, a partire dal prossimo 24 agosto, ricorrenza del 25esimo dalla scomparsa, uno dei suoi più grandi e prestigiosi poeti-cantori.

Il GREMIO se occorre ci sarà e sappiamo sin da ora di poter contare su Angelo e Stefano Cherchi, su Ilaria Onorato e Stefania Masala, su Malgari e Stefania Porrino e su Giorgio Ariu, editore del “Cagliaritano” e responsabile della Gia Comunicazione, che all’ultimo non ha potuto, dispiacendosene molto, partecipare, come previsto, all’evento, ove avrebbe portato il suo personale e affettuoso ricordo di lavoro e collaborazione con Marcello Serra. 

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