COMPOSITORE, ORGANISTA E INSEGNANTE: IL PERCORSO ARTISTICO DI FABIO MONNI, NUORESE CHE VIVE A MALMO IN SVEZIA

ph: Fabio Monni

di Michele Pintore

Classe 1976, da otto anni a Malmö in Svezia (dove svolge un’intensa attività di compositore organista e insegnante), per Fabio Monni (nuorese doc) il grande organo a canne della chiesa nuorese di N. S. delle Grazie, dove da ragazzo apprendeva le prime lezioni musicali sotto la guida di Padre Fiorenzo Cavallotto è solo un nostalgico ricordo. Ora affermato artista con una solida formazione accademica sulle spalle, come tanti “cervelli in fuga” dall’Italia, affronta il suo percorso artistico fuori della sua terra. Diploma di pianoforte (1995-2003), diploma di Organo (1997-2004), Composizione (1998-2004), Composizione e musica sarda (2002-2003) e Clavicembalo (2003-2004), conseguiti al Conservatorio G. Pierluigi da Palestrina di Cagliari, non sono altro che una parte delle numerose voci che comprende il suo Curriculum Vitae, a cui si aggiungono numerosi corsi di specializzazione, come: il Master in Organo (2005-2006), Metodo didattico Z. Kodaly (Università di Esztergom – Ungheria- 2004), Laboratorio in “Organo Iberico” (Conservatorio di Trento – 2006), Laboratorio in “Canto Armonico” (Conservatorio di Cagliari – 2007), Compimento medio in Composizione, Conservatorio di Sassari – 2007), Laboratorio di Composizione (Conservatorio di Cagliari – 2008), Master in Organo (Università di Lund 2008-2009), Laboratorio di percezione (Università di Lund -2011-), Organo liturgico (Università di Lund – 2013) e Master I & II in Composizione (Università di Lund 2009-2013), sono le varie tappe di formazione dell’artista, a cui vanno aggiunte diverse esperienze in campo lavorativo come insegnante e come compositore.

Fabio, recentemente è stata rappresentata in Svezia una tua radio – opera “What’s That?”, di che cosa si tratta? La radio – opera composta con il finanziamento Swedish Art Grants Commitee (Konstnärsnämnden), seppur scritta per essere ascoltata come un dramma radiofonico, è andata in scena con gli attori e l’elettronica dal vivo il 12 febbraio scorso nella Black Box dell’Inter Arts Center a Malmö.

In che cosa consiste l’opera? Il progetto ha coinvolto dodici persone, tra le quali tre attori (due dei quali lavorano nella serie Tv Svedese/Danese The Bridge), una scrittrice teatrale, un soprano lirico e altri professionisti nei settori musicali e letterario, tra i quali una nota presentatrice della Radio Svedese.

Ci puoi accennare la trama dell’opera? La storia sulla quale il dialogo tra i personaggi ha luogo, descrive una sorta di “Grande Fratello” radiofonico. Tre concorrenti sono chiusi all’interno di una stanza completamente vuota e buia, nella quale non sembra esserci alcuna porta o altra via d’uscita. La stanza è connessa al mondo esterno solo attraverso i suoni di varia natura e presi da microfoni dislocati in luoghi e ambienti completamente diversi, vengono trasmessi all’interno della stanza in tempo reale e costituiscono il materiale sonico col quale i concorrenti devono ‘giocare’. L’unico modo di essere liberati è quello di collaborare e cercare dei personaggi sonori di un qualche tipo.

E il ruolo del soprano lirico? Il ruolo del soprano è quello del coro della tragedia greca. Una sorta di personaggio esterno alla vicenda che commenta (citando Z. Bauman, G. Orwell e G. Perec) la tradizione che gradualmente controlla i tre personaggi sino a farne emergere gli istinti di sopravvivenza della specie. Le due protagoniste donne, persa ogni speranza, decidono di divenire amanti e si sbarazzano del terzo incomodo, il personaggio maschile. Protagonisti sono gli attori: Linda Ritzèn, Rafael Petterson e Elin Skarin. Dramma: Annika Nyman. Soprano: Anges Westfält 

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