SARDEGNA – TERRITORIO DELLE TORRI: DAL 14 APRILE AL 25 SETTEMBRE, LA MOSTRA LA MUSEO ARCHEOLOGICO DELL’UNIVERSITA’ DI ZURIGO


evento segnalato da Antonio Mura

Il Museo Archeologico dell’Università di Zurigo (Archäologische Sammlung der Universität Zürich) ospita nel 2016 una grande mostra archeologica sulla Sardegna Nuragica dal titolo Sardinien – Land der Türme / Sardegna – Territorio delle Torri. Vengono presentati circa 800 oggetti in bronzo, in pietra e in ceramica provenienti per la maggior parte da musei della Sardegna, ma più spesso dai loro magazzini, in quanto di recente acquisizione da nuovi scavi in tutta l’isola o ancora inediti. La mostra, che è stata prima presentata con successo a Cagliari, a Roma e a Milano, e per la prima volta fuori dall’Italia, ha come obiettivo principale quello di far conoscere al pubblico svizzero la cultura nuragica e il paesaggio culturale della Sardegna, una delle mete più importanti e preferite dal punto di vista turistico dagli Svizzeri. Vi si intende fornire un quadro esauriente dei vari aspetti culturali che caratterizzavano questo periodo della civiltà sull’isola, basandosi sulle ricerche effettuate negli ultimi anni.

L’ultima esposizione, che ha avuto come soggetto l’archeologia della Sardegna in Svizzera, risale al 1954, quando venne presentata al Kunsthaus di Zurigo una scelta limitata di statuette in bronzo, mentre un’esposizione di più ampio respiro, ma con parecchi oggetti falsi, era stata presentata nel 1980 a Karlsruhe e a Berlino.

 La cultura nuragica, inquadrabile nell’età del bronzo e nella prima età del ferro (ca. 1500 – 600 a. C.), è caratterizzata soprattutto dalle numerosissime massicce torri coniche monumentali a più piani costruite con sassi, chiamate in sardo Nuraghe, e dalle statuette umane e di animali in bronzo. Si conoscono oggi più di 7’000 nuraghi, che in origine avevano principalmente una funzione abitativa e che, distribuiti su tutta l’isola, sono uno dei simboli della Sardegna.

La civiltà nuragica è una fase della storia della Sardegna che, a dispetto dell’unico aggettivo che la racchiude, non è monolitica, ma complessa e articolata, segnata da profondi processi di trasformazione e caratterizzata da un costante e fruttuoso dialogo con il mondo esterno. La Sardegna è la seconda isola nel Mediterraneo per superficie ed è caratterizzata da una posizione favorevole ai contatti marittimi: con il mondo iberico e le Baleari, con l’Italia peninsulare, e con il Mediterraneo orientale, principalmente Cipro. Questi contatti sono in parte da ricollegare alle risorse minerarie dell’isola. Attraverso tre temi individuati come filo conduttore della presentazione – il metallo, l’acqua e la pietra – il percorso espositivo porta all’attenzione del visitatore gli aspetti fondamentali della civiltà nuragica: l’architettura, il mondo del sacro e quello funerario, le tecnologie costruttive, in particolare quelle idrauliche, la società, l’economia, il territorio, la metallotecnica e l’arte. Sono inseriti nell’allestimento i contesti più significativi riportati alla luce grazie all’intensa attività di ricerca e tutela effettuati negli ultimi decenni. Particolare spazi multimediali della nuova mostra sono riservati al paesaggio sardo e all’architettura nuragica e soprattutto ai grandi monumenti statuari in pietra, scoperti a Mont’e Prama vicino a Cabras, uno delle più importanti scoperte archeologiche fatte in Italia negli ultimi anni. Le circa 30 statue di guerriero e pugili di grandezza colossale sono presenti in mostra attraverso un’applicazione 3D su schermo gigante.

L’esposizione rappresenta inoltre un significativo momento di applicazione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica Italiana e il Consiglio Federale Svizzero sull’importazione e il rimpatrio di beni culturali, siglato nel 2006 dal Ministro Francesco Rutelli e dal Consigliere Federale Pascal Couchepin, con particolare riferimento all’art. XI comma 1 che prevede per i due paesi la possibilità di “formulare proposte volte a promuovere l’ulteriore cooperazione nell’ambito degli scambi culturali”.

Inaugurazione della mostra:

Giovedì, 14 aprile 2016, alle ore 18.15

Universität Zürich

 Institut für Archäologie und Archäologische Sammlung

Rämistrasse 73, 8006 Zürich

Auditorio RAK E 8

Interventi di:

Francesco Barbaro

Console Generale d’Italia a Zurigo

Prof. Dr. Michael Hengartner

Rettore dell’Università di Zurigo

Dott. Marco Edoardo Minoja

Soprintendente per l’Archeologia della Sardegna

Prof. Dr. Christoph Reusser

Direttore del Museo Archeologico dell’Università di Zurigo /

Archäologische Sammlung der Universität Zürich

Rinfresco co-finanziato da:

– Istituto Italiano di Cultura di Zurigo

– Federazione dei Circoli Sardi in Svizzera

Orario di apertura della mostra:

 

15 aprile – 25 settembre 2016

martedì – venerdì alle ore 13.00 –18.00

sabato e domenica 11.00 – 17.00

chiuso il lunedì e i giorni festivi prescritti dalla legge

Entrata libera

Visite guidate pubbliche sempre all’ultimo martedì del mese alle ore 17.15 Altre visite guidate su richiesta.

Archäologische Sammlung

 der Universität Zürich

Rämistrasse 73

8006 Zürich

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