LA SETTIMANA SANTA : QUANDO L’EMOZIONE PORTA A SCOPRIRE I TESORI PIU’INTERESSANTI DELL’ISOLA


di Ennio Porceddu

Nella Settimana Santa (Sa Chida Santa), vengono celebrati gli ultimi giorni di Cristo, la passione, la morte e la sua resurrezione, in un susseguirsi di momenti di religiosità popolare accompagnati dai “gosos”: canti tradizionali, detti anche “laudi” della Settimana Santa. Con la benedizione delle Palme di domenica 20 marzo, quest’anno ha inizio, in tutta la Sardegna, la Settimana Santa. Un appuntamento di grande religiosità e d’intenso sentimento. E’ il periodo più espressivo dell’anno liturgico e si celebra la Passione di Cristo,la Resurrezione, L’incontro (S’incontru) e lo Schiodamento (S’iscravamentu). Con la Settimana Santa tutta la Sardegna e il mondo cristiano e in festa. I momenti di religiosità le preghiere sono accompagnati da i “gosos”. La storia dei gosos – scrive G. Dore – coinvolge tutta la storia della spiritualità e della pietà popolare sarda che affondano le loro radici, nella tradizione dei primi secoli del cristianesimo.
Il termine più antico per indicare queste composizioni, è certamente “laudes”(lodare). “I Benedettini del XII secolo, lo attribuirono agli inni che erano in uso nella chiesa sarda e che vi trovarono quando sostituirono nelle loro chiese e monasteri, i religiosi greci. La Santa Pasqua è molto ricca ed emozionante e inizia Il giovedì che precede la celebrazione religiosa, i fedeli offrono e depongono sul sepolcro i fiori migliori e i bianchi vasi di grano germogliato al buio (Su nenniri), mentre la sera del venerdì Santo si svolge la cerimonia della deposizione della croce (su scravamentu). Al centro della chiesa è deposto un grande crocefisso, ai lati e dietro si dispongono la statua della Madonna vestita di nero e i nobili che impersonano San Giovanni Giuseppe D’Arimatea con numerosi giudei incappucciati coperti da una lunga tunica stretta alla vita. Da quel istante, il sacerdote illustra le fasi della passione e della deposizione di Nostro Signore Gesù Cristo. In tantissimi centri della Sardegna, le donne, che la notte di Natale avevano cantato in coro la “ninna nanna” al bambino Gesù, si dispongono intorno al Cristo morto e intonano “S’attidu”, con forma lamentosa “Cagliadebos creaturas, ca su mortu est fizu meu” (Tacete creature, che il morto è mio figlio).
La domenica mattina, giorno di Pasqua, per le strade del paese si snodano due diverse processioni: una composta di soli uomini con la statua del Cristo; l’altra, formata di sole donne con la statua della Madonna velata di nero. Nel momento in cui, le due colonne si trovano l’una di fronte all’altra (S’incontru), il Figlio s’inchina per tre volte, davanti alla Madre, nel frattempo un confratello le toglie il velo nero. E’ l’attimo più emozionante della cerimonia mentre i presenti, ne rilevano l’importanza con spari e lancio di mortaretti (L’incontro è comune in tutte le parti dell’isola e non presenta nessuna variante). Le due processioni si riuniscono per proseguire appaiate fino alla chiesa dove saranno deposte le statue. A Cagliari, la Settimana Santa è celebrata nel quartiere di Villanova da due confraternite: quella del Santissimo Crocefisso della chiesa di San Giacomo e quella della Solitudine della chiesa di San Giovanni, e dall’Arciconfraternita di Stampace. Nella chiesa di San Giovanni, la priora, aiutata dalle consorelle, rimuove il lenzuolo dal Cristo, con un lungo e rigoroso rituale. Dopo, le donne si aggrappano alla statua per tutta la processione, con lo scopo di assolvere un voto. La processione ha inizio alle ore 13,00 con le consorelle della confraternita che, per l’occasione, indossano delle lunghe vesti nere in segno di lutto, le spalle sono avvolte da uno scialle, il volto è coperto da un velo e procedono lentamente verso la Cattedrale. Tutta la processione è scandita dal rullo del tamburo che segna il passo, mentre un coro di voci ripete i misteri della Passione del Signore, durante tutte le soste indispensabili per il cambio dei portatori della Croce. Arrivata in Cattedrale,la Croceè presa in consegna dal sacrestano che a sua volta la posa sul pavimento all’interno del duomo. Alle ore 16,00, dall’oratorio della chiesa di San Giacomo, si avvia la processione della confraternita del Santissimo Crocefisso diretto verso la chiesa di San Lucifero, dove giunge, dopo le soste di rito, nella tarda serata. Il Venerdì Santo, alle 20,00 dalla chiesa di Sant’Efisio di Stampace, esce la processione con il coro de “is cantoris” che, accompagnano il Cristo adagiato su una lettiga lungo le strade del quartiere. Il sabato mattina, le due Confraternite (della Solitudine e del Crocefisso), in Cattedrale e nella Chiesa di San Lucifero, si attua su scravamentu, al Cristo, tolgono i chiodi e la corona di spine, prima di essere adagiato sulla lettiga. La domenica, nei quartieri di stampace (Corso Vittorio Emanuele), Marina (Via Roma) e Villanova (Via Garibaldi), si svolgono le processioni de “S’incontru” tra Gesù ela Madonna. Sono tre cerimonie di grande sentimento religioso ed emozionante, molto sentite e attese dai cittadini. In alcuni rioni di Cagliari si assiste, nella Settimana Santa, il martedì, alla processione del Nazareno che attraversa tutte le strade principali dove vivono i parrocchiani.

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