LA LOTTA DI ANTONELLO CONTINI PER LA SORELLA SARA, DA VENT’ANNI MALATA DI ANORESSIA

ph: Antonello Contini

di Maria Vittoria Dettoto

Sara Contini ha 31 anni. Da 18 anni soffre di disturbi alimentari, nei quali si intervallano periodi di anoressia ad altri di bulimia. La sua storia è oggi portata all’attenzione dei media dal fratello Antonello, che lotta affinché le venga riconosciuta l’assistenza sanitaria della quale Sara necessita. In strutture specializzate nella lotta a questi disturbi alimentari.  Che in Sardegna non ci sono. Sara è attualmente seguita presso il CIM di Macomer da medici che non sono specializzati nella cura e nell’assistenza a malati di disturbi alimentari.  I centri di assistenza e ricovero si trovano infatti nella penisola. Da quando Sara era adolescente ed ha manifestato il suo rifiuto del cibo, abbinato ad atti di autolesionismo, la sua famiglia ha iniziato a portarla da specialisti in tutta Italia:iniziando da Nuoro, Firenze, Roma, Todi, Parma. Solo nella clinica di Montecelli Terme in provincia di Parma, presso la quale Sara effettuerà diversi ricoveri a partire dal 2007, la giovane ragazza di Ottana trae dei reali benefici. In questa clinica viene assistita e curata da psicologi,psichiatri e personale ospedaliero disponibile e capace che riesce a farle tornare il sorriso e ad affrontare al contempo le sue crisi. Dall’agosto 2015 le condizioni di salute di Sara sono andate via via peggiorando. In quello stesso mese Sara è entrata in coma per 3 giorni a seguito dell’aver ingurgitato delle pastiglie. Assume regolarmente degli psicofarmaci per consentirle di portare avanti una vita “normale”. Il comune di Ottana l’ha anche inserita in un progetto regionale di assistenza al malato, conferendole un lavoro a ore. Ma Sara non esce. Non fa vita sociale. La sua malattia la porta ad isolarsi. A non avere contatti col mondo esterno. In seconda superiore ha abbandonato a causa della malattia anche gli studi. Sara necessita dunque di cure ed assistenza continue. Queste cure venivano finanziate sino al 2013 dalla Asl, che mandava Sara in strutture convenzionate col servizio sanitario:tra queste anche quella di Parma, nella quale Sara si recherà in questi giorni per delle visite. Ma a differenza di quanto avveniva sino al 2013, il viaggio di Sara e di chi la accompagna, le visite delle quali ha bisogno, il pernottamento sono ora tutte spese interamente a carico della famiglia Contini in quanto la Asl di Nuoro afferma oggi che quella stessa struttura non è convenzionata con la Asl. Questa situazione paradossale ha portato Antonello Contini ha manifestare pubblicamente quanto stesse accadendo. Egli ritiene tutto questo scandaloso sia nei confronti di sua sorella che di tutti gli altri malati che in Sardegna soffrono di questi disturbi ed hanno diritto a godere delle cure che sono loro dovute. La famiglia Contini ha già depauperato in questi anni, quasi l’80% del proprio patrimonio derivante da lasciti ereditari, per far fronte alle spese necessarie per curare Sara. Si domandano come possa fare una famiglia che non abbia le loro possibilità economiche a far fronte a questi esborsi di fronte ad un atteggiamento della Regione, sordo alle loro istanze. Talmente sordo che Contini, dal momento che non riusciva ad avere un incontro con la direttrice sanitaria della Asl di Nuoro ha deciso il 25 febbraio di chiamarle la Polizia. La signora alla fine lo ha ricevuto la sera stessa, promettendo il suo sostegno. Il problema è che il Commissario straordinario della Asl di Nuoro, Palermo, ha dichiarato secondo quanto afferma Contini, che secondo lui è stato un errore mandare Sara nella clinica di Parma. Che senza la relazione dei medici del Cim di Macomer, egli non può fare nulla. Contini ha minacciato a questo punto di rivolgersi alla Procura della Repubblica, per far valere il diritto alla salute di Sara, non appena rientrerà da Parma e gli consegnerà la relazione. Relazione che oltre alla Procura, Antonello presenterà alla Asl. Nel frattempo sono giunti ad Antonello tanti attestati di solidarietà provenienti da associazioni che si occupano del problema, malati che finalmente escono allo scoperto e politici. Alcuni consiglieri regionali sardi hanno infatti assicurato che già dai prossimi giorni si occuperanno della storia di Sara, presentando in favore della stessa un’interrogazione in Consiglio Regionale. Staremo a vedere. Intanto l’unica vittima di tutto questo è Sara:vittima della malattia, della sanità, di un sistema sanitario corrotto. È a lei che faccio i miei migliori auguri per guarire da questa malattia e ritrovare in se stessa quella voglia di vivere e di sorridere che qualcuno le ha levato.

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