VIAGGIO NEL 2035, DOPO TRENT’ANNI DI COMA INDOTTO: “IL RITORNO” E’ L’ULTIMO LIBRO DI BRUNO MIBELLI

ph: Bruno Mibelli

di Carmen Salis

Dopo aver esordito nel mondo letterario con un’interessante autobiografia-saggio –  Il mio novecento – ecco che Bruno Mibelli si ripropone ai lettori con un breve romanzo intitolato Il ritorno (Edizioni AmicoLibro 2015). Una storia che ci proietta in un prossimo futuro, nel 2035, che vedrà il protagonista alle prese con il suo risveglio, sia fisico che interiore, dopo trent’anni di coma indotto.

Un uomo di mezza età si risveglia in un mondo che è cambiato… “Ci sono dei cambiamenti importanti in quanto sono passati trent’anni e si è consolidato il collegamento internet in tutti i settori, vi sono le macchine volanti  che decollano ed atterrano,  oltre che viaggiare su strade elettroniche”.

Il protagonista, Bruno, si muove in questo mondo con curiosità e voglia di vivere senza timori? “I timori ci sono e soprattutto nella prima fase quando il protagonista non si rende conto  di vivere un  nuovo mondo”.

L’amore, la famiglia, saranno il carburante di questo viaggio?  “Posso dire che i sentimenti hanno sempre accompagnato la vita dell’uomo sin dall’antichità e non per niente ho nella copertina riportato un bellissimo quadro di Sironi che rappresenta Nausica e la nave di Ulisse che si allontana dalla terra dei Feaci  per rincorrere Penelope, il figlio Telemaco e la sua terra, perché Il valore della famiglia e della patria è in lui prevalente”.

Quanto è stato difficile raccontare un risveglio, immaginando un sonno così lungo? “Lo scrittore immagina e si immerge nella situazione per cui si dimentica della propria personale esistenza e si sostituisce al personaggio”.

Scrivere per esorcizzare, per elaborare, per capire? “Scrivere è una necessità, un bisogno, attraverso il pensare e lo scrivere ci si esprime in una manifestazione artistica che ha il vantaggio di durare nel tempo”.

Cosa si aspetta uno scrittore dai suoi lettori? “Si augura di essere capito, lo scrittore deve realizzare un’opera nella quale crede  e trasferire i propri sentimenti  nei personaggi,  affezionandosi a loro”.

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