ANTONELLO MADEDDU E’ UN CAMPIONE! UN RAGAZZO SPECIALE E LA PASSIONE INNATA PER I CAVALLI

ph: Antonello Madeddu

di Maria Vittoria Dettoto

Antonello Madeddu,26 anni, è un campione. Un ragazzo davvero speciale. Lo incontro ad Oristano, in un locale. Lo accompagnano i suoi genitori Ida ed Antonio. Antonello è affetto da sindrome di Down. I genitori lo hanno scoperto alla nascita.  Hanno da subito capito, che era proprio quel cromosoma in più a rendere Antonello speciale. Sin da subito manifesta un’innata passione per i cavalli e a 4 anni il padre lo mette per la prima volta in groppa ad un cavallo. A 6 anni inizia a frequentare con costanza la scuderia e dai 10 anni la scuola di equitazione di Enzo Pani. Nel 2006 a 16 anni, vestirà i panni di Componidoreddu alla Sartigliedda di Oristano con a fianco Federico Spada, su Segundu e Federico Misura, su terzu. Spada in quell’occasione venne premiato dall’Ordine dei cavalieri per il suo impegno nel seguire il suo amico Antonello. Nel 2007, avvertendo la forte esigenza di fornire ad Antonello la possibilità di una reale integrazione con la società, coltivando al contempo la passione del figlio per i cavalli, suo padre Antonio fonda la Giara Oristanese.  La crea in un terreno di loro proprietà, facendo fronte a tanti sacrifici, osteggiato dai rivali e senza alcuna sovvenzione di tipo comunale, provinciale e regionale.  Ma ottenendo sin da subito un ampio consenso popolare, tanto da raccogliere già nei primi 2 mesi di vita della Giara, circa 30 adesioni da bambini di età compresa tra i 6 ed i 14 anni. Due anni dopo nasce la FISDIR, Federazione Italiana Disabilità Intellettiva, con la quale Antonello inizia a partecipare a gare di dressage e di gimkana, distinguendosi sin da subito allenato da Federico Olmo. Questa predisposizione naturale di Antonello verrà premiata qualche anno dopo con la vittoria a Cosenza nel 2013 del titolo di Campione Nazionale di Dressage; nel 2014 e nel 2015 verrà eletto Vice Campione Nazionale della stessa specialità, rispettivamente nelle città di Bari e di Novara.
Due giorni fa, il Direttore tecnico Nazionale della FISDIR Luciano Dessantis, lo ha convocato alla selezione di cavalieri che parteciperanno ad una gara internazionale di dressage organizzata dalla FEI. Antonello è peraltro uno dei pochi ragazzi che a livello nazionale riescono nel corso della gimkana ad effettuare anche il salto ad ostacoli col cavallo. Di cavalli in realtà ne possiede più di uno. Con Sissi nel 2008 fece la Sartigliedda; oltre a lei c’è anche Moser, con la quale afferma Antonello, vuole continuare a fare ciò che faccio oggi ovvero occuparmi della scuderia. Continuare a fare il dressage, la gimkana e diventare un Campione Internazionale di Dressage. E’ dunque anche ambizioso, il nostro campione. Tra l’altro lodevole è stato il suo impegno scolastico che lo ha portato al conseguimento del diploma presso l’istituto artistico frequentato ad Oristano. Gli domando come trascorre oggi le sue giornate. La scuderia rappresenta il suo principale impegno:oltre ad allenarvisi tre volte a settimana col suo istruttore Roberto Palmieri, si prende quotidianamente cura e provvede a dare da mangiare oltre che ai suoi cavalli, a tutti gli oltre 30 cavalli presenti nella scuderia. Ama stare con gli amici e trascorrere del tempo anche su Facebook, in cui ha un suo profilo personale.  Il resto del tempo lo trascorre in famiglia, coi due fratelli maggiori Michele e Gianfranco, tra le amorevoli cure del padre e della madre che lo aiuta a vestirsi, a lavarsi, lo accompagna ovunque. “Il nostro compito era quello di integrarlo nella società, andando oltre l’ignoranza e la discriminazione della gente comune e delle istituzioni. “, aggiunge il padre. “Siamo arrivati a fargli vivere una vita normale e a farlo essere felice come merita. Ciò che a me interessa, è la sua felicità” sostiene la madre Ida. Antonello è dunque un campione anche nella vita. Un ragazzo che non può che essere un esempio per tutti noi. Uno dal quale abbiamo solo da imparare, me compresa. Complimenti ad Antonello ed alla sua famiglia per aver capito ed aver saputo trasferire al prossimo il concetto che si può andare oltre la disabilità.
Spesso la peggiore disabilità è di chi non arriva a capire questo o si vergogna o ha paura di chi è diverso. Essendo che sono le persone diverse come Antonello a renderci migliori.

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