LO SCIENZIATO GRAZIANO PINNA PREMIATO CON LA “STELLA D’ARGENTO” IN OCCASIONE DELLA SARTIGLIA: LE SUE PAROLE A ORISTANO

Graziano Pinna nella foto di Stefano Orrù

di Graziano Pinna

Lo scienziato Graziano Pinna ha ricevuto dal sindaco di Oristano Guido Tendas il premio “Oristanesi nel mondo – Stella della città di Oristano”. Graziano Pinna ha annunciato che destinerà una borsa di studio a uno studente meritevole del Liceo Scientifico di Oristano, sua vecchia scuola, per permettergli di proseguire gli studi. Lo scienziato, attualmente professore associato e ricercatore presso il Department of Psychiatry alla University of Illinois at Chicago, ha anche annunciato l’organizzazione di un’iniziativa di promozione della Sartiglia proprio a Chicago, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura. Relatore dell’iniziativa sarà un altro oristanese, autore di due libri sulla Sartiglia e per anni protagonista della manifestazione con i tamburini: Alberto Cauli, dottorando all’Università, The University of Auckland , in Nuova Zelanda. Ecco il testo completo del discorso pronunciato dallo scienziato Graziano Pinna, dopo la consegna della stella d’argento da parte del sindaco Guido Tendas.

E’ per me un privilegio e un grande onore ricevere il premio che mi ha voluto attribuire il sindaco, professor Guido Tendas. Sono perciò molto grato a lui e all’amministrazione comunale di Oristano. Un premio ancora più gradito perchè quest’anno, approfittando di un mio impegno a Strasburgo, sono potuto tornare a Oristano in coincidenza con la Sartiglia che non vedo da 15 anni e che come tutti gli Oristanesi, amo molto. Per i motivi che stanno alla base di questo riconoscimento, cioè i risultati dei miei studi e la mia carriera, io sento però di dover ringraziare molte altre persone. Innanzitutto la mia famiglia, mio padre che non c’è più e mia madre, purtroppo scomparsa anche lei da pochi mesi, che e’ stata per me un’ insostituibile consigliera e una generosa sostenitrice. E poi i miei fratelli , le loro mogli, i miei nipoti. I miei insegnanti e docenti, i miei amici e i tantissimi oristanesi, molti dei quali a me sconosciuti, che con la loro stima e il loro affetto, mi hanno fatto sentire vicina la mia terra, e la mia città, specie in questi ultimi anni. Io sono conosciuto come ricercatore, come uomo di scienza. Fin da molto giovane sono stato appassionato di scienza. Nella mia mente il concetto di scienza è sempre stato legato ai benefici che deve portare alla vita delle persone. Ecco, lo dico con grande rispetto e gratitudine per il premio di oggi, per me il più grande premio rimane l’opportunità che mi è stata concessa di aiutare, attraverso la passione per la scienza e i risultati delle mie ricerche, milioni di persone che nel mondo soffrono di malattie psichiatriche come l’ansia, la depressione, e il disordine da stress post-traumatico e di poter contribuire a migliorare la vita loro e delle loro famiglie. Certo, non immaginavo che questa mia passione mi avrebbe portato cosi lontano, e soprattutto così lontano da casa. Sono andato via da Oristano nel 1987, per trasferirmi a Cagliari e seguire i miei studi in biologia. Subito dopo la laurea sono volato a Berlino, per diventare ricercatore al Dipartimento di Medicina Nucleare nella Freie Universitaet dove tra le altre cose a 27 anni ho scoperto 7 ormoni tiroidei nel cervello umano e di ratto importanti per modulare il tono dell’umore. Dopo otto anni sono arrivato a Chicago, dove vivo da 15 anni, in seguito all’invito di diventare professore associato di un grande sardo, il Professor Erminio Costa, uno dei padri delle moderne neuroscienze e farmacologia, a cui io devo molto. Lavorai a stretto contatto con il prof. Costa fino alla sua scomparsa nel 2009. In questo periodo ho fatto diverse scoperte di rilievo tra cui il ruolo fisiologico di un neurosteroide, un tranquillante naturale che poi ho anche scoperto essere carente nel cervello di pazienti depressi. Ho anche scoperto un meccanismo d’azione dei farmaci piu’ venduti al mondo,  gli antidepressivi come il Prozac, e messo a punto un modello animale di PTSD che mima sia il comportamento abnorme che le carenze neurochimiche osservate nei pazienti. Oggi, oltre alla carica alla University of Illinois a Chicago, sono Visiting Professor al Dept di Farmacologia alla Universidade Federal de Sao Paulo in Brazile e Partner del NeuroRhine Europeen Consortium con sede a Strasburgo. Inoltre collaboro con i centri di ricerca della Boston University, Harvard University, Boston Veteran Affaires, Brown University, University of Kansas, University of South California at San Francisco e University of Chicago e Marinus Pharmaceuticals. Recentemente ho ricevuto l’incarico dal Dipartimento della Difesa Americano  che ha deciso di destinare un finanziamento di un milione di dollari al progetto di ricerca sull’uso della cannabis terapeutica da me presentato.  Da più di un decennio vengo regolarmente invitato per parlare dei risultati dei miei studi e confrontarmi con colleghi ricercatori dal Brasile alla Cina, e dall’Europa al sud Africa dove mi recherò a giugno.  Manco ormai dalla Sardegna e dall’Italia da 23 anni. Questi anni sono stati densi, appassionati, ricchi di importanti esperienze sia a livello professionale che personale. Come il periodo trascorso a Berlino, durante la ricostruzione dopo la caduta del muro. Ho lavorato anche tanto.  Il percorso che mi ha riportato qui ad Oristano oggi a ritirare questo premio e’ stato per me un’avventura straordinaria e un sogno ininterrotto e che oggi, nella sua piena evoluzione, mi riempie già di tanta gioia ed emozione. Il conferimento della Stella d’Argento rimane un simbolo con un significato molto potente, che solo noi oristanesi possiamo cogliere e capire appieno, e questo significato e’ legato alla Sartiglia e alla emozione che si avverte solo all’udire a distanza il rullo dei tamburi e il suono delle trombe. Una musica a cui ho avuto la fortuna di essere esposto da sempre, cosi lontano nel tempo quanto la mia memoria possa ricordare. Ritirando questo premio e accettando questo simbolo oggi io sento però di dovermi impegnare ancora di più a fare qualcosa per la mia città. Probabilmente molti di voi sanno che ogni volta che torno in citta’ in vacanza accetto volentieri gli inviti a intervenire in diverse iniziative, (l’ultima due mesi fa sulla Violenza contro le donne, promossa anche dal comune), oppure entrare nelle scuole e parlare con i ragazzi, mostrare loro la mia esperienza professionale e di vita interculturale e spiegare loro che con tanta passione e determinazione si può andare avanti e i sogni si possono realizzare. Il mio intento rimane il modesto tentativo di ispirare e motivare gli studenti perchè nei loro occhi attenti e curiosi rivedo me stesso così come ero tanti anni fa, pieno di tante speranze e sogni che anche io coltivavo dentro di me ma che quasi avevo paura di raccontare . Però chi ha un sogno, chi osa e ha passione e determinazione ha già un grosso talento tra le mani perchè molto del resto e’ raggiungibile attraverso l’impegno e l’esercizio e la costante volontà di migliorare se stessi sia professionalmente che come esseri umani. Nella vita ho fatto tesoro delle cose che ho imparato a scuola dalla maestra Gianna Ultzega delle Elementari in Via Solferino, e alle medie di Viale Diaz, dove peraltro ho parlato poco prima di Natale, di cui ricordo i professori Lidia Pinna, la Deidda e alcuni altri,  e al Liceo Scientifico Mariano IV. Al Liceo in particolare, quando preside era il professor Salvatore Zucca, ho avuto degli insegnanti straordinari che mi hanno dato una preparazione molto solida. Come la professoressa di inglese Pepa Mura. L’inglese che ho imparato al Liceo Scientifico mi ha consentito di non dover mai più in vita mia aprire un libro di grammatica inglese e mi ha aiutato nella pubblicazione di decine di articoli e di studi in inglese. Ricordo anche gli insegnamenti del mio professore di Scienze, Peppino Nonne, e poi Claudio Zanelli, Irene Sechi, la Guala, e Giangavino Irde di matematica e fisica.  Non e’ facile lasciare la propria città e il proprio paese per ambientarti altrove, soprattutto quando sei nato in un località così bella e ricca di tradizioni e molteplici aspetti culturali. Però e’ uno sforzo importante e indispensabile perchè per crescere in varie professioni bisogna spostarsi per studiare e imparare nuove cose. Per questo a voi genitori vorrei dire di incoraggiare i ragazzi a fare esperienze all’estero perchè sono delle lezioni di vita uniche e irripetibili. E consentire ai vostri figli di svilupparsi come cittadini del mondo e’ uno dei doni e investimenti più belli che possiate fare per loro. Certo, se potessero dopo gli studi e qualche esperienza di lavoro tornare in Sardegna, sarebbe molto bello, ma spesso i giovani non trovano opportunità adeguate alla loro specializzazione e quindi rimangono all’estero com’è successo a me. Io ho avvertito mia madre stringere i denti quando al telefono da Berlino le prospettai la proposta professionale di trasferirmi a Chicago, ma la mamma sarda e’ forte e altruista e pensa in primis al figlio e quando io ero indeciso se lasciare Berlino
dopo otto anni, lei mi disse “A me, figlio mio, dispiacerebbe se rinunciassi a questa possibilità, anche se per me sarà peggio perchè ti allontanerai ancora di più, ma e’ la tua strada e se sei convito vai avanti”. Quelle parole mi riempirono di forza e andai avanti. Ed e’ per questo che anche io supporto sempre i giovani e consiglio di andare avanti, di non aver paura di sognare e credere che i sogni si avverino, perchè se lo vogliamo le cose succedono e i sogni si avverano come quello di ricevere questo riconoscimento dalla tua città natale per la rilevanza del tuo operato attraverso la tua professione. Ed è anche per questo che io oggi mi sento di annunciare alcuni degli impegni che ho deciso di assumere nei confronti della mia città. Oltre a proseguire nella disponibilità a tenere delle brevi sessioni orientative su come “studiare ed affermarsi all’estero”, raccontando la mia esperienza agli studenti delle superiori di Oristano. Il primo impegno e’ la promozione di un’ iniziativa per far conoscere la Sartiglia a Chicago come simbolo della nostra città, nostro patrimonio culturale. Il nuovo direttore dell’Istituto di Cultura Italiano a Chicago e’ la Signora Alberta Lai, nata a Cagliari. In seguito alla mia proposta di un evento culturale che faccia perno sulla Sartiglia lei si e’ dimostrata estremamente felice e dunque al mio ritorno, non solo si organizzerà un evento nell’Istituto per festeggiare l’assegnazione della Stella d’Argento alla mia persona il 18 Febbraio, ma è prevista nello stesso giorno una presentazione del Dr. Alberto Cauli (qui presente), ricercatore presso l’Università di Auckland in Nuova Zelanda e autore di diversi libri tra cui due sulla Sartiglia oppure quelli conosciutissimi legati alle esplorazioni di Max Caria nello Cho Oyu. Il dottor Cauli sarà con me appunto a Chicago e farà conoscere la Sartiglia anche con foto e filmati. Ma naturalmente parlerà di Oristano, della sua storia e dei vari aspetti della città e della sua zona. Il paesaggio, il mare, i beni archeologici, i giganti e quant’altro con lo scopo di far conoscere la Sardegna e la città di Oristano che rimane all’estero un territorio ed una cittadina sconosciuta. Inoltre aspettavo proprio una buona occasione per destinare un premio in denaro in memoria di mio fratello “Antonello Pinna” scomparso troppo presto. Un ragazzo di viva intelligenza, che ha frequentato come me il Liceo Scientifico Mariano IV. Non sono ricco, ma penso di mettere a disposizione una somma di alcune migliaia di euro sufficiente a suscitare l’interesse dei giovani a candidarsi e ad essere stimolati ad eccellere. Questo premio verrà istituito per sostenere uno studente meritevole del Liceo Scientifico di Oristano e vuole essere un contributo nella continuazione dei suoi studi all’università dopo il diploma. Vorrei contribuire a dare un’ opportunità ad un ragazzo meritevole perchè a suo tempo anche io ho avuto una possibilità e supporto e per me questo premio e’ visto come un investimento in una persona che certamente lo metterà a frutto. In questo modo io vorrei anche essere di stimolo per le istituzioni e per singoli individui perchè chi può e’ importante che dia una mano d’aiuto. Ma ho altre iniziative in mente di cui parlerò al momento opportuno. Per chiudere, vorrei ringraziare tutti i presenti che mi hanno onorato con la vostra presenza e chiunque mi abbia aiutato – ci sono troppe persone da elencare, ma voglio ringraziare tutti, nessuno escluso. D’altra parte non è da tutti prendere la Stella senza correre la Sartiglia e questo e’ stato possibile solo col sostegno di tanti di voi. Grazie a tutti per questa Stella d’Argento. Viva Sa Sartiglia e viva Oristano. Atrus Annus Mellus!  

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