STORIE SARDE D’EMIGRAZIONE: L’INCONTRO A BARCELLONA CON L’ASSOCIAZIONE DEI SARDI DELLA CATALOGNA

ph: Antonio Mannu e Paolo Angeli

di Antonio Mannu

Organizzata dall’ “Assotziu de sos sardos de Catalugna”, in collaborazione con l’Associazione Culturale Ogros che ha prodotto il filmato, giovedì 28 gennaio presso la Sala Palomera, c’è stata la prima proiezione, fuori dall’isola e all’estero, del documentario “Intro e Fora – 11 storie sarde”. Buona affluenza di pubblico, ottima secondo alcuni amici residenti a Barcellona, una città con una grande offerta culturale che, a volte, determina il fatto che alcuni eventi, anche interessanti, abbiamo un pubblico estremamente ridotto. In sala molti sardi e sarde, ma anche diverse persone catalane, che hanno potuto seguire il documentario grazie alla fondamentale sotto titolatura in lingua catalana, realizzata in brevissimo tempo da Lisandru Camboni, segretario dell’”Assotziu”. Al termine della proiezione c’è stato un interessante dibattito tra l’autore, che poi sarei io, l’estensore di queste “notizie”, e il pubblico presente. Quindi il caro amico Paolo Angeli, mio fratello di canto, le cui musiche fanno da colonna sonora al documentario, ha regalato ai presenti un canto gallurese, “No si poni risistì”, un canto in re e uno splendido mi e là: una meravigliosa chiusura della serata. Grazie a Claudia Loi, presidente dell’Assotziu, è stato anche segnalato l’importante contributo di Paola Placido alla realizzazione del progetto Migrazioni, l’indagine sulla migrazione sarda contemporanea da cui è nato il documentario. Il sottoscritto invece, da quell’asino anziano che è, si è dimenticato di ringraziare Lisandru Camboni, per il suo faticoso lavoro di traduzione dei testi dall’italiano al catalano e per la realizzazione della sotto titolatura, un impegno gravoso che ha permesso una ampia e corretta condivisione del documentario, così come Francesco Carta, che ha prestato uno schermo di proiezione e si è adoperato per garantire il miglior audio possibile. Ed oltre a loro vanno giustamente ringraziati anche diversi ragazzi, troppi per ricordare tutti i loro nomi, che fanno riferimento all’Assotziu e che si sono adoperati per portare, a mano e a piedi, una quarantina di sedie dalla sede dellì’Assotziu sino alla Sala Palomera. Come sempre, in ogni occasione, c’è tanto lavoro sotterraneo che spesso passa in cavalleria, e di queste dimenticanze chiedo scusa agli interessati. La serata comunque, almeno credo e almeno per quanto mi riguarda, è andata molto bene. L’impressione che ho avuto è che il documentario sia stato apprezzato. Speriamo a breve di poterlo riproporre, sia in Sardegna che altrove. Nei giorni successivi, precisamente il 30 gennaio, dopo che Paola è partita da Barcellona per Girona e quindi per la Sardegna, ho incontrato e intervistato Raffaele Melis, avvocato e fondatore dell’Assotziu. Ci siamo dati appuntamento per le 11 a Navas de Tolosa e da li siamo andati al suo studio, dove abbiamo registrato una lunga ed interessante intervista durata oltre 2 ore, durante la quale si è parlato prevalentemente in sardo. Io con il mio stentato logudorese, lui nel suo fluente campidanese. Raffaele è un avvocato specializzato in diritto internazionale. E’ di Gonnosfanadiga, ha un’ottantina d’anni, ma non ha voluto rivelare la sua data di nascita. E’ in ottima forma ed ha viaggiato a lungo per lavoro. In particolare ha visitato i paesi del Maghreb nella seconda metà degli anni 60, trascorrendo diversi mesi in Marocco, Algeria, Tunisia e Libia. Ma ha fatto lunghi soggiorni anche in Siria e nello Yemen, due paesi a cui si sente molto legato. Ha detto più volte di essere molto triste per la situazione attuale di quei paesi e indignato per le gravi menzogne che raccontano delle “verità” assolutamente distorte. L’intervista ha toccato tantissimi temi, tra cui anche quello di una bozza di Costituzione Sarda a cui Raffaele ha lavorato. Poi, al termine, mi ha inviato a pranzo alla Casa de Cuenca, una regione della Spagna. La Casa de Cuenca è un’associazione che si trova nei pressi della casa di Raffaele e anche del suo studio. In passato anche la sede dell’Assotziu era in zona, e tra la Casa de Cueca e l’Assotziu ci sono state diverse iniziative in comune. Alla Casa de Cuenca Raffaele è naturalmente di casa e tutti lo hanno salutato con molto affetto, i camerieri, i cuochi, che sono usciti dalla cucina per stringergli la mano, e il gestore. Dopo pranzo, io ho mangiato delle fave in brodo (fave alla catalana) e un’ottima bistecca di manzo con patatine, siamo andati a casa di Raffaele dove abbiamo chiacchierato per un poco, poi ci siamo salutati ed io mi sono diretto verso casa a Poblenou, dove ho messo in scarica intervista e fotografie. Poi sono andato a Gracia, dove nella serata erano stati accesi i fuochi di Sant’Antonio, una tradizione maiorchina che qui si festeggia a fine gennaio. A Gracia ho poi cenato in giapponese e quindi ho raggiunto alcuni amici al Raval. Il giorno successivo ho lasciato casa e mi son trasferito a casa di Paolo Angeli e di Manuela, che mi ospitano sino alla partenza, prevista per domani. A casa però son solo soletto, perché Paolo e Manu stamattina son partiti per Granada. Oggi mi sono incontrato con Raffaele per fare un giro insieme per Barcellona e fargli delle fotografie. Abbiamo fatto una lunga passeggiata per il centro, poi abbiamo raggiunto la sede dell’Assotziu, in carrer del Bisbe La Guarda, nel colorato e a me caro quartiere multi etnico del Raval. Li ci siamo congedati e colgo l’occasione per ringraziare, ancora una volta, tutti gli amici dell’Assotziu, e Claudia Loi e Lisandru Camboni in particolare. Senza il loro impegno non si sarebbe potuto far nulla, e senza di loro credo che anche l’Assotziu camminerebbe con grande difficoltà. Gracias medas a sos sardos de Barcelona.

Una risposta a “STORIE SARDE D’EMIGRAZIONE: L’INCONTRO A BARCELLONA CON L’ASSOCIAZIONE DEI SARDI DELLA CATALOGNA”

  1. Grazie Massimiliano, anche per la generosità nel definire articolo queste note scritte a tarda sera, con una buona dose di stanchezza addosso. Ma grazie davvero per averle messe in evidenza!

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