LA MOSTRA DEL LIBRO DI MACOMER TRASLOCA A CAGLIARI? COSA BOLLE IN PENTOLA TRA LA REGIONE SARDEGNA E L’ASSOCIAZIONE EDITORI SARDI?


di Claudio Moica

In Sardegna fra le poche manifestazioni culturali longeve entra a pieno titolo la Mostra del libro di Macomer arrivata nel 2014 alla sua XIV edizione ma, anche la mostra, come tutto ciò che dura nel tempo  è soggetta a critiche e a problemi. L’edizione del 2015 è ancora in programmazione tanto che è dubbia la sua realizzazione viste le varie polemiche che investono il Comune organizzatore, l’Aes (associazione editori sardi) e la Regione. Per scongiurare questa ipotesi e dopo uno scambio di comunicati stampa al vetriolo tra le parti, il 21 ottobre si sono riuniti nelle lucenti sale dell’assessorato alla cultura della  Regione Sardegna i soggetti in causa e cosa si sono inventati quelli dell’Aes? Il festival itinerante! Certo che di fantasia ne vendono poca i signori editori visto che il format era già stato proposto nel Sulcis Iglesiente con la Fiera del Libro – Libri a Sud Ovest e poi riproposto, sotto mentite spoglie, da quelli di “Liberos” con il festival diffuso “Entula”. Non solo hanno poca fantasia ma, in qualche modo, intendono stravolgere, per chissà quali motivi, la natura stessa della mostra. A difesa di questa innovazione gli editori argomentano con la scusa del poco successo ottenuto nelle scorse edizioni omettendo di ricordare che a capo dell’organizzazione c’era la stessa Aes e di conseguenza se fallimento c’è stato si può attribuire solo alla loro poca capacità organizzativa e non certo a chi ha messo a disposizione i fondi. Ma qualche domanda sorge spontanea? Perché l’Aes si accalora tanto da voler ridiscutere la legge regionale 22 (quella che rende possibile la manifestazione) e soprattutto voler togliere il ruolo centrale della mostra al comune di Macomer? Come mai tanto livore nei confronti di questa amministrazione? Ma, soprattutto, perché si vuole chiudere in tempi stretti un accordo quando si sa benissimo che “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”?  A tutti questi quesiti vorremmo una risposta considerando che le somme messe a disposizione dalla Regione Sardegna e dal Comune di Macomer per l’evento isolano non sono certo trascurabili. Il dubbio che gli editori vogliano essere il deus ex machina di tutta la cultura dell’isola di certo esiste attingendo, in questo modo, a piene mani a fondi regionali in  modo da ammortizzare il rischio d’impresa nel pubblicare libri che di certo non sono best seller. È insolito, ed esiste solo in Sardegna, che gli editori pretendano di essere pagati per mettere in mostra la loro produzione come è  singolare che la Regione finanzi la presenza dell’editoria sarda nei vari saloni del libro, di certo in altre Regioni queste agevolazioni non sono contemplate. Intanto l’intellighènzia sarda tace e mormora solo nei salotti buoni del capoluogo perché a parlare si rischia di non essere più invitati alle manifestazioni isolane, d’altronde gli autori che varcano il mare sono ben pochi e un motivo di certo ci sarà! Nel frattempo che gli organizzatori e gli enti continuano a litigare attraverso la stampa, nel sito web della mostra compare già la scritta “Mostra del libro sardo” (e non di Macomer)  accelerando, di fatto, la lenta agonia della manifestazione e dichiarandone la dipartita per poi risorgere, forse, in un’altra città ma appropriandosi della stessa anzianità per poi giustificarne la spesa pubblica.

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