LETTERA DI UN DOCENTE MAI NATO: MACCHIETTA RENZI E IL BONUS PER GLI INSEGNANTI


di Romina Fiore

– Ohi Matteo, mì che era meglio un dignitoso rinnovo del contratto anziché questo bonus da 500 euro, mì!. –

– Zitto eh? Non rompere i coglioni ché poi i docenti si convincono di aver subìto l’ennesima beffa e siamo fottuti. Già la nostra reputazione è quella che è….. Ora noi facciamo slittare di un altro anno il rinnovo del contratto, ma aumentiamo lo stipendio, cosicché questi imbecilli capiscano che prendiamo in considerazione la categoria. –

– Eddai… 7 euro in più nello stipendio sono una presa per il culo, Matte’. –

– Eh vabbé, ma noi tappiamo le loro bocche con quel bonus. –

– E secondo te ci cascano tutti? –

– Tutti no, ma una discreta fetta…. –

– Non ne sarei così certo –

– Mi è venuta un’idea, simuliamo la lettera di un docente contentissimo dell’accreditamento del bonus, magari uno che dichiara di non votare per noi… così convince gli indecisi. –

– Ebbae Matte’, mì che non sono coglioni –

– Prendi carta e penna, forza. Te la detto io quella lettera. Allora, lo chiamiamo Giovanni. Un nome comune, passa inosservato e lo collochiamo al Centro Italia. Non sud e isole, troppo casino. Un insegnante medio, anche nella residenza –

– Ajò Matte’, che banale. E’ come chiamarlo Mario Rossi, poi l’assenza del cognome insospettisce. –

– Zitto e scrivi, dopo sistemiamo, semmai. Allora “Sono arrivati. 500 euro, tondi tondi. Non una chiacchiera o una promessa, ma un fatto. 500 euro sul mio conto corrente, provenienti dal Ministero della Pubblica Istruzione. E come me ad ogni INSEGNANTE di ruolo di questo paese, dall’infanzia al liceo”. –

– A me pare uno stile un po’ da minchione che fa un proclama, ma se tu dici che va bene… –

– “Compresi quelli che berciavano alla distruzione della scuola pubblica e alla deportazione dei neo-assunti, e che ora tacciono, col malloppo in tasca, pronti al prossimo piagnisteo” –

– Ora non esagerare, sembra l’alunno secchioncello che butta merda sui compagni per arruffianarsi i professori –

– Continua a scrivere, sennò mi fai perdere il filo –

– Metto una virgola? –

– No, punto e vai a capo. “500 euro da parte di un Governo che non ho nemmeno votato. E’ la prima volta che succede in 25 anni che faccio questo mestiere, in cui di governi e di ministri ne avrò visti passare due dozzine. E di promesse di “riconoscimenti alla funzione docente e blablabla…” ne avrò sentite almeno il doppio –

– Ahahahaha! Ma smettila Matte’, sta diventando una barzelletta. Fammi capire: questo fantomatico Giovanni, insoddisfatto di tutti i governi da 25 anni a questa parte, ora sembra illuminato d’immenso per un bonifico. Mi si l’àgabbasa. –

– Scrivi: “Un bonifico rivolto proprio a NOI, solo a NOI. Un bonifico per la mia formazione e aggiornamento. Un regalo neanche tanto simbolico ma immenso, per i significati che sottende e che vanno ben oltre i benefici materiali.” E quel NOI mettilo in grassetto maiuscolo, deve colpire. –

– Guarda che la gente poi pensa che se davvero avessimo dato peso alla formazione i corsi li avremmo finanziati alle scuole, da svolgere lì in sede. Tagliare i fondi alle scuole, compresi quelli per la formazione, e fingere di darli ai docenti perché provvedano autonomamente è una contraddizione –

– Oh ma tu da che parte stai? Mica tutti si porranno queste domande. Continua a scrivere: “Un bonifico con cui mi regalerò finalmente un mini abbonamento a Teatro, quel corso di aggiornamento fuori sede, quei due dizionari di psicologia costosi che puntavo da anni e non mi sarei mai potuto permettere” –
– Matte’, stai esagerando. Ho l’impressione che alle minchiate che mi detti stia iniziando a crederci anche tu. Mi faresti capire come per un docente, magari di matematica, la visione di due commedie a teatro possa avere una ricaduta proficua nella didattica in classe? Poi rispondono che addirittura devono comprare autonomamente i gessi e tutto il materiale di facile consumo, perché le scuole non hanno fondi. –

– Ah ecco, hai ragione. Scrivi, scrivi “Ci potevano comprare i gessi e la carta igienica…grideranno scandalizzate e puntuali le anime belle di questo paese; invece io credo esattamente di NO, che averli dati a NOI sia stata la cosa più giusta e straordinaria di un governo dal dopoguerra ad oggi –

– Eh nooooo, per favore. Così è troppo! –

– Dai, stiamo finendo. Chiudiamo in bellezza “Perché gratificare un insegnante è l’investimento migliore di una società lungimirante. E quindi anche il più urgente e sommamente utile. Perché i gessi passano, mentre gli insegnanti restano, come presidio di civiltà e di umanità” –

– Mi sto vergognando per te. –

– E mica sono io: è Giovanni, no? – ride

– Chiudi il file e mandalo alla stampa. Poi lo condivido nel mio profilo Facebook.

http://www.sardegnablogger.it/

Una risposta a “LETTERA DI UN DOCENTE MAI NATO: MACCHIETTA RENZI E IL BONUS PER GLI INSEGNANTI”

  1. Grazie Renzi, grazie davvero!
    Quando ho visto l’accredito dei 500 euro mi sono quasi commossa…..Grazie per aver pensato a me come ad una povera derelitta bisognosa di un obolo per potersi comprare un libro o un biglietto per il teatro…..grazie per avermi dato l’opportunità di potermi formare e acculturare tendendomi una mano per sollevarmi da quell’abbrutimento in cui ho vegetato finora, grazie soprattutto per la munifica benevolenza con cui hai perdonato i tuoi ingrati figli che ti hanno attaccato, osteggiato, deriso e solo oggi hanno capito quanto sono stati ingiusti con te e, cospargendosi il capo di cenere, sono tornati umilmente all’ovile ammettendo che poi, in fondo in fondo, questa buona scuola non è poi così male! Ci stai trattando come scolaretti somari da mandare a ripetizione…credi forse che in questi 20 anni di insegnamento io sia rimasta a crogiolarmi nell’attesa di un benefattore che mi pagasse un corso di aggiornamento o un libro? I libri, i corsi, la cultura in genere sono il mio pane quotidiano, io sono un’insegnante, il mio è un lavoro intellettuale e non ho bisogno della tua paghetta per comprarmi un libro, l’ho fatto prima di te e nonostante quelli prima di te e non sarai certo tu, offrendomi uno o due corsi (non di più visti i costi), a rendermi migliore, non puoi arrivare come un deus ex machina e prenderti il merito dei sacrifici che da anni tutti noi docenti facciamo per difendere la nostra professionalità dai beceri attacchi di una politica ottusa e incompetente! Non basterà questa meschina manovra elettorale per lavarti la coscienza e per cancellare il male che tu e i tuoi compari avete fatto alla scuola italiana….. un mendicante non smette di essere tale quando gli viene offerto un piatto di minestra, io non mi sento gratificata né valorizzata dalla tua carità, io mi sento solo ulteriormente umiliata, derisa, oltraggiata da chi crede di comprarci con trenta denari, da chi ci ha ridotto in questo stato ai limiti dell’indigenza e ora ci tende la stessa mano che prima ci ha frugato nelle tasche! Io non voglio la tua elemosina, io voglio, anzi pretendo solo ciò che mi spetta di diritto: gli arretrati di sei anni di contratto bloccato , gli scatti di anzianità negati, i compensi, le indennità, i rimborsi che ci sono stati tolti, la rispettabilità e il decoro sgretolati da un aziendalismo ignobile, la posizione sociale che il nostro lavoro merita. Ti sembra che il totale di tutto questo faccia 500 euro? La cultura non si mangia e un mutuo non si paga con i libri, chiedi a quelli che hai sbattuto a migliaia di chilometri da casa come impiegheranno i tuoi 500 euro…..pensi che andare a teatro o al museo possa risolvere i loro problemi di vitto, alloggio, spostamenti e organizzazione familiare? Perché fra gli impieghi possibili della donazione non ci hai messo anche il casco per proteggerci dai calcinacci, la carta per le fotocopie, la benzina e le gomme della macchina o i pranzi fuori casa? Non ci hai concesso nemmeno la dignitosa opzione di rinvio al mittente…..dovrò spenderli come vuoi tu ma io mi riservo almeno la libertà di prendermi una piccola soddisfazione: non arricchirò le agenzie formative pronte a piombarci addosso come avvoltoi, continuerò a formarmi come ho fatto finora perché me lo impone la mia professionalità e non tu, non comprerò il portatile come alcuni ds stanno già suggerendo al fine di usarlo per il registro elettronico (quello devi darmelo tu), non farò collette per comprare una LIM ((quella devi darmela tu), né testi o strumenti utili al mio lavoro in classe (quelli devi darmeli tu)…..forse un po’ di teatro, cinema e musei come simbolico e terapeutico risarcimento dell’usura psico-fisica a cui quotidianamente mi sottopone un lavoro svilito, sottopagato, sottostimato svolto in ambienti insalubri, decadenti e privi di tutto tranne che di squallore.
    Autoesaltandoti come sempre hai pubblicato sul tuo profilo facebook forse l’unica lettera adulatoria e colma di ingenua gratitudine che hai trovato fra le migliaia che ho letto in giro….come si fa a credere che dietro il tuo nobile gesto ci sia un reale interesse per la scuola e non l’ennesima squallida, sfacciata manovra propagandistica atta a coprire di fumo la triste e prosaica realtà di anni di vuote promesse, tagli indiscriminati e ingiustizie senza ritegno? Grazie Renzi, apprezzo il pensiero, ma crederò ai tuoi proclami solo quando entrerò in una scuola attrezzata e dignitosa, dove ogni alunno potrà avere lo spazio vitale, l’attenzione e le cure che merita, dove ogni disabile avrà un insegnante che lo segue a tempo pieno e tutti gli aiuti e strumenti necessari, dove potrò svolgere serenamente il mio lavoro in un clima cooperativo e stimolante, dove il lavoro di ognuno sarà incentivato e valorizzato e il dirigente sarà al nostro fianco per il bene comune…. Non ci hai ancora comprati sai, temo che non te la caverai con i tuoi trenta denari, ciò che dovete ancora rendere alla scuola è molto, molto di più…Antonella Currò

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