RAFFAELA PERRA O’NEILL ATTRICE AFFERMATA A LOS ANGELES: DALLA LAUREA IN PSICOLOGIA ALLA RECITAZIONE E AL CINEMA

Raffaela Perra O'Neill

di Maria Patrizia Floris

Raffaela Perra è un’attrice sarda affermata con un ricco patrimonio di esperienze lavorative all’estero e negli Usa. E’ nel cast di tre serie tv americane: The Making of the Mob, New York su AMC, American Genius su National Geographic Channel, e la storica Days of Our Lives su NBC. E’ stata Mona Lisa nel film The Mona Lisa Myth, narrato da Morgan Freeman. Ha lavorato al fianco di Jordan Bridges nel film Crew 2 Crew (Lions Gate) e in Piranha Sharks (Festival de Cannes). In Europa, a Parigi ha lavorato ad un progetto di Gao Xingjian premio Nobel per la Letteratura intitolato Le Deuil de la Beauté (Requiem for Beauty). Sono innumerevoli le sue collaborazioni e i suoi lavori a diversi progetti Italiani e Sardi. Laureata in psicologia si è specializzata in diverse discipline sportive e artistiche e considera il training fisico preponderante nel lavoro di attrice. Conosce quattro lingue (italiano, inglese, francese e portoghese) un bagaglio culturale importante nel campo della recitazione. Nel 2016 sarà la protagonista del film Nasty Piece of Work interamente girato a Los Angeles.

Dalla Laurea in psicologia alla recitazione e al cinema parlaci di queste tue passioni… Il teatro è arrivato prima della psicologia, avevo 17 anni, a 19 anni mi sono diplomata in arte drammatica e anche iscritta all’università. Lavoravo in teatro e studiavo allo stesso tempo. C’era un accordo con la compagnia, ogni volta che avessi comunicato per tempo la data di un esame avrei avuto la mattina libera. Et voila’ in 5 anni esatti la laurea. La psicologia e la recitazione sono come due anime che convivono, a volte separate, a volte fuse insieme, come quando progetto seminari di sviluppo personale attraverso il lavoro dell’attore.

Hai studiato all’Actor Studio di Roma sotto la guida di Michael Margotta sul Metodo Strasberg raccontaci cosa hai appreso da questa esperienza. Michael è un bravissimo insegnate, mi ha trasmesso uno strumento di lavoro molto utile.L’allenamento al contatto coi propri sensi e reazioni. Il training è parte della mia ginnastica anche quando non lavoro ad un ruolo specifico. Per ogni ruolo pesco dalla mia esperienza personale, e scrivo un diario del personaggio, mi da fantasia ma anche dei binari saldi in cui muovermi.

Ti definisci un’attrice di movimento, in che modo questo influenza la tua carriera? L’aspetto fisico nell’arte performativa mi ha sempre interessato molto. Ho studiato fin da bambina ginnastica artistica, danza moderna, acrobatica aerea, arti marziali, danza contemporanea, flamenco, tango, ballo sardo, tarantella, tanto teatro danza e il training fisico dell’attore, materia che anche insegno. Non ho basi classiche, non sono una professionista, ma mi diverte interpretare la danza, e rappresentare ogni volta un personaggio diverso. Se un ruolo ha un’anima danzante mi diverto ancora di più. Ho lavorato in teatro per un anno e mezzo con gli attori dell’Opera di Pechino, specializzandomi in ruoli orientali. Un allenamento fisico di 13 ore al giorno, una disciplina ferrea, ogni espressione e’ codificata. Ho lavorato a Parigi ad un progetto di Gao Xinghijan, premio Nobel per la Letteratura, che ha scritto un cine poema, Le deuil de la Beaute’, dove il lavoro di improvvisazione fisica era predominante sulla parola. Sono stata una trapezista del circo, un’eroina cinese, una ballerina di Bourlesque, e (una party goer scatenata ne La Grande Bellezza). Uno degli ultimi ruoli che ho interpretato e amato e’ Igea Lissoni, la compagna di Lucky Luciano in una serie tv che ha debuttato il 15 Giugno in prima serata per otto puntate su AMC The Making of The Mob, narrata da Ray Liotta e prodotta da Stephen David Entertainment (vincitore di diversi EMMY). Igea è una ballerina della Scala che non avendo talento sufficiente per diventare etoile ha iniziato ad esibirsi nei più  rinomati nightclub d’Italia, nel periodo dopo la guerra, qui incontra il suo futuro compagno di vita. Tra le varie scene c’erano anche due momenti di danza, per cui mi sono ispirata a Rita Hayworth in Gilda. Un’esperienza di lavoro molto bella in cui alla recitazione ho affiancato il ballo, le mie due più grandi passioni.

Conosci quattro lingue, italiano inglese, francese e portoghese. Come nasce la passione per le lingue straniere? Credo di averla ereditata da mio padre. Trascorreva per lavoro settimane in differenti città straniere e aveva molti conoscenti di altri paesi e dopo poco riusciva a parlare una nuova lingua. Poi credo che i sardi siano avvantaggiati nello studio delle lingue straniere dato il bilinguismo italiano sardo. Inoltre, ho frequentato il liceo classico. Ho studiato Greco e Latino per 5 anni e penso che questo renda la mente allenata all’apprendimento di qualsiasi lingua straniera. Inglese e Portoghese li ho studiati e praticati per anni, il Francese l’ho imparato guardando film francesi in lingua originale. Ora studio con una accent coach, l’accento Americano. C’è un simpatico detto qui… Bilingue è chi parla 2 lingue, trilingue chi parla 3 lingue, unilingue è Americano! Gli americani non hanno “bisogno” di imparare una nuova lingua, e poi vivono in un paese così grande anche se viaggiano si ritrovano sempre circondati da chi parla inglese!

Quanto sono importanti nel tuo lavoro? Sicuramente è stato importante nel mio lavoro conoscere queste lingue. Posso lavorare in diversi paesi e interpretare ruoli differenti. Il personaggio di Simone nella storica Soap americana della NBC ha origini francesi, quindi grazie alle mie conoscenze linguistiche ho potuto parlare con l’accento francese nell’inglese, dando al personaggio una maggiore unicità e particolarità. Da poco ho girato uno spot in cui interpretavo una turista portoghese vittima di discriminazione all’aeroporto… L’accento italiano nell’inglese mi è servito nella serie tv sulla mafia. Mentre ho utilizzato l’accento latino nel ruolo della ribelle cubana Evangelina nella serie tv American Genius. Conoscere le lingue mi fornisce certamente una marcia in più e rende inimitabile ogni personaggio. E poter usare anche un buon accento americano mi da maggiori opportunità.

THE MONA LISA Myth  film dove interpreti proprio Mona Lisa. Raccontaci questa esperienza… THE MONA LISA Myth è un docufilm girato interamente in Toscana, da una produzione americana. La voce narrante e’ di Morgan Freeman. Ricostruisce la storia e svela alcuni misteri legati al lavoro di Leonardo da Vinci su La Monalisa. Un lavoro molto affascinante, che parte dal libro “the Monalisa Myth” che il regista (anche ricercatore per il National Geographic) ha scritto.

Che doti deve avere una persona che decide di intraprendere il tuo lavoro? Carlo Cecchi diceva: “il talento è la concentrazione sul proprio desiderio”. Mi piace pensare così’. Mi emoziona vedere il talento in ogni professione: il pizzaiolo che fa della pasta un gioco di acrobazie, il sarto che trasforma un tessuto in un abito stupendo… ogni mestiere diventa un’arte… da poco mi sono emozionata vedendo un cameriere che sudava talento in ogni sua azione, poteva vincere l’Oscar nel suo lavoro, e quello che aveva era in effetti la concentrazione su quello che faceva, amandolo. Pensando al talento artistico mi viene in mente Stormae, mi incanto a guardarlo e ad ascoltare le sue canzoni. La coreografa che lo dirige nei suoi video dice che lui è un danzatore prima che un cantante!

Quale è la tua più grande soddisfazione? Avere superato alcune paure che mi bloccavano. Aver vinto me stessa, in alcune occasioni questo mi ha portato grandi gioie.

Con chi ti piacerebbe lavorare?  Sono tanti i registi e colleghi con cui mi piacerebbe lavorare. In Italia con Virzi’, Crialese, Rorwacher, e il grande Sorrentino, che ho incontrato negli States per il suo prossimo lavoro. In Usa con tanti registi di cinema, Inarritu ad esempio, ma in questo momento mi piacerebbe lavorare sopratutto per la TV a qualsiasi progetto prodotto da Vince Gilligan (suoi sono Breaking Bad e Better Call Saul) fa arte pura! Anche se mi dicesse, ” well, ho questo ruolo per te in una serie tv che parla di pneumatici”, sure I’ll do it! Adorerei lavorare con Lena Duhnam, l’autrice di Girls, e in Orange is the new black! Non so se in Italia sono arrivate, ma sono due serie tv stupende! E dove i ruoli femminili sono intensi, complessi e la diversità’ è un valore. Questa e’ una cosa che mi piace molto qui negli USA, ci sono tutti i colori di pelle e gli accenti del mondo e sono considerati una ricchezza in qualsiasi progetto.

Prossimi progetti lavorativi? Gli ultimi progetti sono stati soprattutto “maschili”, i geni d’America sono tutti uomini, i capi mafiosi pure. Ora ho appena iniziato a girare una serie web comica tutta al femminile, QUIET , scritta e diretta da 5 donne, con un cast composto solo da donne, meravigliose. La narrazione si svolge in una biblioteca, vera e propria città, in cui le protagoniste esauste e senza niente in comune legano tra scaffali nel corso dei veri capitoli giorno per giorno nelle loro vite frenetiche e spesso disfunzionali. Poi nel 2016 uscirà il film Nasty Piece of Work in cui sarò la protagonista. L’intero lavoro è stato girato a Los Angeles. E forse ci sarà’ un progetto italiano…!

Parlando di donne sarde e considerato che sei è sarda. Che legame hai con la Sardegna? Ti piacerebbe girare un film nella sua isola? Io sono cento per cento sarda, nel dna e anche nella personalità’, il mio cognome significa “testardaggine” e posso dimostrare che il detto latino “nomina sunt homina” è vero… Sono fortemente legata alla Sardegna e sono un’isolana, ho più aspetti in comune con chi viene dalle Marianne che con chi viene dal centro Italia. A volte parlo per iperbole… Ogni volta che ho lavorato in Sardegna sia in teatro che sul set mi son trovata nei luoghi più belli in cui sia mai stata. Basta guardare Labbra Mute, un prezioso piccolo film con Adriana Innocenti, per trovare luoghi e paesaggi unici, Bosa, Osilo, Alghero. Penso ad altri set ed alle tournée’ con tappe in luoghi da sogno, Piscinas, Santulussurgiu, Carloforte… C’è un progetto interessantissimo di un giovane e bravo regista sardo che ha già vinto dei riconoscimenti per il suo lavoro a cui mi è stato chiesto di partecipare ed eè un ruolo intenso e complesso, di quei ruoli per cui hai da modificare il corpo, perdere chili. Ed è nella mia terra!

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