CON PAOLO FRESU, BEBO FERRA E IL CORO TASIS DI ISILI, STREPITOSO SUCCESSO A PESARO PER “SA DIE DE SA FRATERNIDADE”


di Luigi Lilliu

Dopo il bell’articolo di Paola Cecchini dell’Ufficio Stampa  della Regione Marche e scrittrice appassionata di musica e teatro, pubblicato  su Tottus  in pari n° 585,presente alla festa e che l’Associazione ringrazia, desidero far conoscere altri elementi  di cronaca sulla 6^ edizione di “Sa  Die de sa fraternidade” 2015 che l’Associazione Culturale Sarda “Eleonora d’Arborea” ha festeggiato a Pesaro nei giorni 19 e 20 settembre.

Il successo qual è stato, strepitoso, non poteva mancare in quanto l’organizzazione ha puntato al massimo   portando  nella scena protagonisti di primissimo piano come Paolo Fresu e Bebo Ferra in concerto ed il Coro polifonico Tasis di Isili per l’esecuzione dei  canti religiosi, nonché un’antologia di canzoni e poesie in lingua sarda di grande  suggestione lirica.

I luoghi pesaresi deputati alla festa (La Cattedrale per la Santa Messa e Rocca Costanza per i festeggiamenti civili) non potevano che essere adeguati alla fama dei protagonisti. 

Infatti, Paolo Fresu alla tromba, flicorno e live electronics e Bebo Ferra alla chitarra acustica hanno tenuto il concerto nella corte di Rocca Costanza, ambiente di grande suggestività storica e architettonica, dove la musica che Fresu ama definire “melange” giungeva al cuore e penetrava nell’anima dell’universalità degli spettatori che occupavano ogni ordine di posti ed in piedi, rapiti dai suoni vellutati e da altre vibrazioni e virtuosismi musicali degli impareggiabili musicisti sardi,    che al termine di ogni brano ricevevano scroscianti e prolungati applausi, con una finale standing ovation.

A fine concerto il Sindaco della città, Matteo Ricci, ed il Presidente dell’Associazione, Luigi Lilliu,  hanno omaggiato Paolo Fresu di un busto ceramico di Gioacchino Rossini, il famoso ”Cigno” di Pesaro. 

Non minori emozioni e magiche sensazioni ha suscitato il Coro Tasis magistralmente diretto dal M° Antioco Ghiani – una sublime e mistica potenza canora carica di spiritualità elevata al cielo – sia durante l’esecuzione dei canti liturgici in lingua sarda,di accompagnamento alla Santa Messa celebrata nell’affollatissima Cattedrale di Pesaro, e sia nella selezione di canzoni e poesie sarde cantate (dopo la Santa Messa) nella stupefacente corte di Rocca Costanza, nel corso di un intenso programma di intrattenimento, che comprendeva anche un “tavolo aperto” per la recita di poesie in “limba” e interventi dei soci, nonchè un’area espositiva di arte, editoria, artigianato e quant’altro attiene alla cultura ed alla tradizione della Sardegna.

Il coro ha animato tale contesto dando prova di non comune versatilità artistica, che ovviamente risiede nelle eccellenti capacità personali, con cui ha coinvolto i numerosissimi partecipanti, sardi e non, ammaliati dalle melodie e affascinati dalle coreografie, dai costumi e dai balli a cui ha partecipato molto pubblico stimolato anche dai ballerini Loris, Carla e Jasmin Cordedda, che indossavano sfavillanti e ricchi costumi sardi.

La festa ha richiesto un notevole sforzo, oltre che economico, organizzativo e operativo da parte dei soci maggiormente dediti, che volontariamente hanno fornito un prezioso e decisivo contributo di idee e di lavoro. Ad essi va tutta la riconoscenza per l’impegno profuso, con la  gratitudine personale del Presidente e dell’Associazione.

Non meno significativo è stato l’apporto degli amici del sodalizio e simpatizzanti della Sardegna, intervenuti nei diversi ruoli e specialità. In particolare il manager di Fano Jazz Adriano Pedini è stato determinante nell’organizzazione del concerto ed il poliedrico Carlo Ricci, figlio di un nostro socio e titolare dell’Agenzia di comunicazione Komma Factory, ha brillantemente presentato e condotto gli avvenimenti della giornata. A loro il più sentito e doveroso ringraziamento. .

L’intera manifestazione ha altresì usufruito del riconoscimento delle istituzioni locali, con particolare sensibilità e sostegno dell’Assessore comunale alla Bellezza Daniele Vimini e del parroco del Duomo Don Gino Rossini, ma anche dell’Ente Concerti e della Provincia di Pesaro e Urbino che ha concesso il proprio patrocinio. I rispettivi loghi sono comparsi nei documenti ufficiali della manifestazione unitamente a quelli della FASI (Federazione Associazioni Sarde in Italia) e della Regione Autonoma della Sardegna, che sono i riferimenti del sistema associativo degli emigrati sardi.Tutti sono stati vivamente ringraziati dall’Associazione durante lo svolgimento delle varie fasi dei festeggiamenti del 19 e 20 settembre.

La festa “Sa Die de sa fraternidade” (per i non sardi “La Giornata della fratellanza”), che l’Associazione ha istituito per testimoniare gli ottimi  rapporti  tra la comunità sarda e la popolazione locale, storicamente risalenti ai flussi migratori dei marchigiani verso la  Sardegna alla fine degli anni ’30 –  per lavorare nelle miniere del Sulcis  – e dei sardi in questo  territorio, soprattutto negli anni ’60 del secolo scorso, crea sempre viva attesa ed è molto partecipata anche dalle Autorità che con la loro presenza manifestano stima alla comunità dei sardi e rendono onore alla Sardegna, così significativamente rappresentata dagli eventi che annualmente caratterizzano la singolare manifestazione.

In conclusione, una due giorni che ha animato di sardità la città di Pesaro e che ha registrato la simpatia ed il fervore dei cittadini dei comuni anche extra provinciali, confluiti dal richiamo del grande Fresu e certamente incuriositi da quell’alone di fascino e mistero contenuti nel bozzolo dell’immaginario Sardegna.

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