WORKSHOP AD ARBATAX: PESCATURISMO E ITTITURISMO SULLA ROTTA DELLA COOPERAZIONE PER CRESCERE … CONDIVIDENDO

pesce appena pescato nella foto di Sara Melis

di Giampaolo Puggioni

Le reti tematiche di pescaturismo e ittiturismo diventano realtà. Il 16 settembre 2015 è una data che resterà impressa in coloro che curano le sorti dei pescatori europei: ad Arbatax il Gruppo Azione Costiera Sardegna Orientale, in un colpo solo, è riuscito a raccogliere cinque protocolli di intesa firmati. L’azione 4.1.1 portata avanti caparbiamente da Gianna Saba dell’Associazione Nazionale Pescatour (uno dei 54 partner dell’organizzazione) e inserita nel PSL “Sardegna verso il2020”, inizia a raccogliere i frutti dell’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi. La sigla dei protocolli d’intesa rappresenta un importante tassello del mosaico di attività, cui è composta la misura 4.1.1. Artefici dell’importante evento sono stati i protagonisti dell’educational tour organizzato tra Sarrabus e Ogliastra e che ha coinvolto il Gac spagnolo Ria de Pontevedra, il Flag Cornovaglia e Isole Scilly e il GAC Friuli Venezia Giulia. Per cause di forza maggiore hanno disertato l’invito i rappresentanti del Gac Corsica e quelli del Gac Lazio Nord, ma la loro firma non è mai stata messa in discussione. Ora il neonato G6 lavorerà nel proprio territorio per sensibilizzare i pescatori e avvicinarli a queste nuove opportunità di lavoro che però dovranno essere intraprese perseguendo la qualità e bandendo l’improvvisazione. I promotori dell’azione 4.1.1 possono andare fieri anche dell’ottimo lavoro portato avanti in questi lustri; hanno prodotto un disciplinare che i nuovi partner nazionali dovranno far studiare ai loro operatori. Tutti quanti, europei compresi, si accorderanno per l’adozione di un logo identico e che avrà la certificazione di un ente terzo a garanzia della qualità e dei servizi erogati.

Nel corso dell’interessante workshop si è messo in luce come non abbia senso che ci sia una disparità di trattamento tra regioni nazionali ed europee. La materia “attività connesse” da affrontare deve avere un impianto normativo ben definito.

La Comunità Europea, paradossalmente, non l’ha ancora costruito. In attesa che ciò avvenga l’imprenditore ittico ha il dovere di integrarsi nel suo territorio: pescaturismo e ittiturismo sono attività di pesca professionale che danno reddito e favoriscono la salvaguardia delle risorse. Se poi si rivolgono al pubblico, rappresentano una risorsa turistica. Ora si attende un lavoro massiccio per la promozione di queste realtà. Il Gac So sotto questo punto di vista è ben attrezzato perché ha in mente quali siano le buone prassi e ha avviato anche dei corsi di formazione imperniati sulla tutela dell’ambiente e delle specie acquatiche. 

Dalla Spagna e dall’Inghilterra sono arrivate testimonianze arricchenti. La responsabile del Gac Ria de Pontevedra Laura Nieto ha snocciolato alcuni numeri della sua area di competenza. Nato nel 2008 è il più piccolo tra sette Gac esistenti nel suo stato. Comprende quattro comuni galiziani per un totale di settantamila abitanti. Da quelle parti si punta molto sulle vendite al dettaglio dei prodotti ittici, approfittando anche della massiccia presenza turistica. Il pescaturismo non è ancora fortemente sviluppato ma le idee per appropriarsi anche di questa nuova forma di economia non mancano. “Con la firma del protocollo – ha dichiarato Nieto – si accelerano le pratiche per l’adozione di una normativa in Galizia che sia simile a quella vigente in Sardegna. E soprattutto devono essere recepite dalle autorità governative competenti spagnole per farle applicare nella nostra regione. In tal modo si aprirebbero spiragli per una nuova economia, legata sia al turismo di massa, sia ad altre attrazioni come per esempio il pescaturismo. Mi piacerebbe che questa attività si sviluppasse da noi ma anche in tutta Europa”.

Il Friuli Venezia Giulia è regione con costa a falesie ma soprattutto caratterizzata da paesaggi lagunari: le potenzialità sono tante. Intanto il suo rappresentante Giovanni Dean si è impossessato dei carteggi esposti da Mirella Depau, esperta di igiene e sicurezza alimentare di Pescatour che nel suo interessante intervento ha esposto quali sono le linee guida per l’avvio di attività di pescaturismo e ittiturismo.

“Seppur distanti geograficamente – ha detto Dean – le persone che si sono incontrate ad Arbatax hanno riscontrato dei problemi comuni che impediscono lo sviluppo di un’attività d’impresa quale quella del Pescaturismo e Ittiturismo. Dall’unione europea viene considerata come un possibile sviluppo per la conservazione di occupazione e struttura sociale in luoghi reputati ai margini, come i piccoli porti. Da noi c’è un problema di invecchiamento della popolazione lavorativa e dell’abbandono dei giovani. Nonostante questi buoni propositi, diversi fattori ne impediscono l’evoluzione. Il fatto che queste problematiche siano comuni dalla Cornovaglia alla Galizia significa che qualcosa da mettere a posto c’é. E il ritrovarsi e dire ‘mettiamole a posto assieme‘, è una grossa risorsa. In Friuli Venezia Giulia ci sono modalità di pesca ricche di mestieri, ma fatte di imbarcazioni piccole da laguna, a fondo piatto, che possono accogliere due o tre persone. Bisogna trovarne una che aggreghi gli operatori e che permetta l’elasticità di organizzarsi collaborando. Soprattutto nella laguna che è una zona affascinante, magica, ma dove le limitazioni non sono poche. Impossibile attualmente visitarla in comitiva”.

Della Cornovaglia gli operatori locali già sapevano tante cose dopo il viaggio istruttivo intrapreso a giugno. Anche lì le peculiarità dell’oceano condizionano le attività legate all’itticoltura. Questa porzione di territorio che coinvolge trecento miglia di costa, accoglie piccole e grandi imbarcazioni che possono muoversi solo quando le maree glielo permettono. “Per tutelare la salute e la sicurezza – ha aggiunto l’inglese Chris Ranford – si pongono dei problemi diversi rispetto ai vostri. Però ci sono delle zone in Cornovaglia dove sarebbe più sicuro lavorare con attività assimilabili al vostro pescaturismo. Se i nostri amministratori locali venissero a vedere come funziona qui e applicassero delle leggi adeguate alle nostre zone, forse si riuscirebbe a fare qualcosa. Bisogna stare attenti nel decidere dove intraprendere questa attività”.

L’azione principe della strategia del Gac SO, sviluppata dalle organizzazioni di categoria, si chiama “Rete dei produttori”. Ad esporla è stato invitato il responsabile Renato Murgia che ha illustrato a grandi linee una piattaforma sperimentale che verrà resa nota nelle prossime settimane. Lo scopo è di informare il consumatore finale sull’esattezza della provenienza di alcuni prodotti ittici cucinati in rinomati ristoranti della Penisola. Ci sarà quindi una stretta sintonia tra pescatori e ristoratori che si concretizza con un passaggio di informazioni direttamente dalle barche coinvolte con l’ausilio di applicazioni da installare su pc o smartphone. “Il modello – ha chiarito Murgia – sarà a disposizione di tutta la flotta sarda, da utilizzare nell’intero territorio sardo. Non ci saranno discriminazioni”.

In pratica qualsiasi consumatore dotato di smartphone potrà conoscere provenienza, giorno e luogo di pesca di un prodotto.

“Linee guida per una disciplina europea del pescaturismo e dell’ittiturismo”. L’esperto di diritto internazionale Francesco Parodo di Pescatour ha fatto una disamina sulle problematiche che potrebbero impedire una veloce divulgazione delle normative su questa due attività imprenditoriali. “Stiamo cercando di trovare dei punti in comune tra le diverse discipline dei paesi membri, in materia di pescaturismo e ittiturismo – ha ribadito Parodo – al fine di desumere delle linee guida per una disciplina europea comune. Questo significa che i paesi membri saranno vincolati ad adottare una disciplina di questo settore in maniera esaustiva e completa. Obiettivo che ad oggi non è stato conseguito, nonostante la competenza esclusiva in materia di pesca che l’Unione Europea detiene, ai sensi dell’articolo 3 dei trattati. La strada è molto lunga e molto complessa anche perché stiamo muovendo oggi i primi passi e a ben vedere i paesi membri sono 28 e attualmente abbiamo la rappresentanza, se tutto va bene, di cinque nazioni. Abbiamo un campione, ci servono molti altri contributi, perché il nostro obiettivo è di seguire la leale collaborazione con tutti i paesi membri. Non è un obiettivo dietro l’angolo ma è potenzialmente conseguibile”.

L’affiatato team del GAC SO ha organizzato nei minimi dettagli l’intera tre giorni. Tante persone si sono ritrovate poi nel corso dello workshop di Arbatax. Oltre ai protagonisti del tour didattico effettuato a Villasimius, Feraxi (Muravera), Tortolì e Baunei, in platea si è visto il primo cittadino di Tortolì Massimo Cannas, che ha portato i saluti dell’amministrazione comunale, confermando la disponibilità per una proficua collaborazione, accompagnato dal consigliere di maggioranza Bonaria Murreli. Presenti diversi partner del Gruppo di azione come Giovanni Antonio Fanni della Società Consortile del Compendio Ittico di Villaputzu,la Cooperativa SampeyMare Blu con il suo “equipaggio” composto da Gemiliano Porcu, Ignazina Piscedda e Simone Porcu. Da Feraxi è arrivato il presidente della omonima Cooperativa Gian Piero Cuccu. Di casa Luca Aversano della Cooperativa Pescatori Bellavista. Durante l’incontro hanno avuto modo di intervenire anche Antonio Maccioni di Laore e il presidente del Gac Nord Sardegna Benedetto Sechi.

PAROLA AGLI ORGANIZZATORI

Fabrizio Selenu (presidente GAC SO): “L’aspetto più importante è quello di aver raggiunto l’obiettivo di un percorso comune con altri gruppi di azione costiera. L’intento di tutti è di normare una materia dalle innumerevoli potenzialità per il settore turistico italiano ed europeo. I territori in cui esistono imprese di pesca non possono prescindere dalla cultura e dalle tradizioni dei pescatori. Sono un punto di forza del territorio.

Mi attiverò subito per contattare i parlamentari europei, affinché la mia organizzazione, che coincide con quella di Giovanni Dean, presente in sala assieme ai rappresentanti di Legapesca, Armatori Sardi, Agci Pesca e Confsal, rappresentata da Giampietro Murru, spingano nella direzione di dare un impianto normativo a questa attività. Inoltre esistono delle disparità preoccupanti. Non è possibile che una capitaneria si comporti in maniera diversa rispetto ad un’altra capitaneria. Questo accade perché prendiamo le cose sotto gamba. L’Ogliastra viene invasa da circa 40 mila persone all’anno, grazie alle attività connesse all’industria marina. Proviamo a immaginare questi numeri con un’organizzazione e un territorio che crede in questa materia. Diventeremmo un punto di forza imprescindibile per chi vuole fare turismo nel territorio”.

Davide Cao (direttore GAC SO): “Il titolo del convegno ha avuto un riscontro calzante nei contenuti affrontati, perché effettivamente sono state condivise le idee e le iniziative che si volevano mettere in campo nell’ambito del Pescaturismo e Ittiturismo. E in particolare quelle riguardanti legislazione, disciplinare, marchio, e tutti gli altri aspetti che sono contenuti nei protocolli d’intesa che abbiamo siglato con i nostri amici d’oltremare.

Questa è un’attività che non ha un risultato immediato, ma costruisce un percorso che poi avrà riscontro in un futuro prossimo che potrebbe essere tradotto in uno o due anni. Sta di fatto che siamo riusciti a coordinarci con gli altri GAC grazie ad un capillare e faticoso lavoro di contatto durato mesi, periodo in cui sono stati studiati aspetti specifici del settore, come la legislazione internazionale e le caratteristiche necessarie per intraprendere queste attività. Sono stati rilevanti anche i seminari informativi realizzati con gli operatori della Sardegna, da cui sono state tratte informazioni “di prima mano” sulle difficoltà e le soluzioni adottate direttamente dai pescatori. Troveremo un modo telematico, senza costi e senza necessità di avere un finanziamento, per poterci incontrare e scambiare ancora le nostre idee, e verificare lo stato di avanzamento del lavoro che ognuno di noi ora deve intraprendere. Sono nate, a latere del workshop, anche idee progettuali realizzabili immediatamente, come ad esempio una banca dati fotografica per la condivisione di soluzioni pratiche ai problemi comuni a chi lavora con i turisti nella propria barca da pesca. Insomma, il workshop è un risultato intermedio che ci ha dato ampia soddisfazione”.

Gianna Saba (Presidente Associazione Nazionale Pescatour): “Le sensazioni scaturite dall’incontro sono state molto positive. La sintonia umana e di intenti che è emersa dall’interazione con gli altri gruppi penso che darà maggiore fondatezza all’azione che ci accingiamo a rafforzare. Dobbiamo spingere affinché anchela Comunità Europea si doti di una intelaiatura legislativa che metta a nudo le criticità del settore. Gli interventi dei miei stretti collaboratori Mirella Depau e Francesco Parodo hanno dato un interessante contributo in tal senso. Da parte nostra siamo riusciti a dare un’eccezionale risposta a queste criticità formulando una bozza che contiene i punti fermi per avviare un’attività di Pescaturismo e Ittiturismo nei canoni della legalità e della sostenibilità. Ringrazio tutti i collaboratori del Gac per la loro preziosa professionalità, abbiamo dato prova di essere un gruppo affiatato che può dare ancora molto alla causa dei pescatori”.

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