Il CINEMA SARDO D.O.C. ALL'EXPO 2015 CON LA FONDAZIONE SARDEGNA FILM COMMISSION

Immagine tratta da CENTENARI , spot promozionale di Paolo Zucca

di Bruno Culeddu

La “Fondazione Sardegna Film Commission”, a supporto del palinsesto di eventi della “Settimana dedicata all’Isola” organizzato dalla Regione Sardegna dal 9 al 17 settembre all’Expo 2015, mette in vetrina quattro  prodotti cinematografici DOC.

I film realizzati nell’ambito del progetto europeo Heroes 20.20.20 sono stati inseriti all’interno del convegno di apertura del 9 settembre “La qualità della vita. Una nuova visione per lo sviluppo sostenibile“.

Heroes 20.20.20, nato dalla collaborazione tra la “Fondazione Sardegna Film Commission”, l’Assessorato Regionale dell’Industria, Servizio Energia e Sardegna Ricerche, si propone di raccontare le pratiche ecosostenibili delle filiere sarde con originali prodotti audiovisivi destinati al grande pubblico. Un modo inedito e sperimentale che coinvolge giovani talenti per diffondere i principi del risparmio energetico e innescare un sistema virtuoso di investimenti finalizzati a ottenere riscontri economici sul territorio.

Si è partiti con Ogni cosa al suo posto di Paolo Zucca, con protagonista Jacopo Cullin: una vivace commedia in tre atti per promuovere la raccolta differenziata. La storia è quella di un uomo che si sveglia per andare a lavorare e nella routine mattutina si rende conto, in un’escalation surreale, che ogni cosa è fuori posto: al posto dello spazzolino c’è il cacciavite; apre il frigo e trova libri; nel cassetto, al posto delle chiavi della macchina, c’è un pesce; si affaccia alla finestra e una barca ha preso il posto della macchina. Alla fine si accorge che nel contenitore della differenziata, dove doveva esserci l’umido, c’è una lattina: la sposta, apre il frigo e tutto torna in ordine.

Il regista oristanese ha anche firmato Centenari, spot promozionale realizzato per la Regione Autonoma della Sardegna e commissionato dall’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio in occasione della B.I.T. di Milano 2014.

L’opera evidenzia i punti di forza della qualità di vita nell’Isola e la longevità dei suoi abitanti: un felice connubio tra tradizione identitaria, ospitalità, paesaggi unici e avanguardia tecnologica.

L’altro cortometraggio ecosostenibile  è Il filo di lana, diretto dal cagliaritano  Tomaso Mannoni, prodotto da Ombre Rosse e girato a Siliqua.

In forma di serie web, racconta la vita di due pastori che viene improvvisamente scombussolata da un compaesano che vuole utilizzare la lana delle pecore come coibentante nel settore edilizio. 

Chiude i film realizzati per Heroes 20.20.20 Piccoli Grandi Eroi, prodotto e diretto da Giorgia Soi, anch’essa cagliaritana.

I  bambini prendono il sopravvento sul mondo degli  adulti, innescando un virtuoso processo di consapevolezza ecologica. Spreco dell’acqua, dell’elettricità, consumo di cibo non a chilometro zero, mancanza di rispetto per l’ambiente, rifiuti ingombranti lasciati in mezzo alla strada: quattro situazioni per quattro coppie di adulti che si comportano in modo non eco-compatibile. Ad un certo punto  i personaggi, con uno sguardo catatonico a simboleggiare la mancanza di consapevolezza, sono richiamati da un rumore di pala eolica e si ritrovano, ognuno con il suo ‘oggetto del delitto’ in mano (una bottiglietta di plastica, ad esempio) di fronte a un tunnel spazio temporale.

Attraversandolo torneranno bambini in una città in cui il loro oggetto del delitto verrà riciclato.
Il messaggio è che il fanciullo che abita in ognuno di noi sa qual è la cosa giusta da fare.

Il secondo evento è previsto per le 14 di venerdì 11 settembre, all’interno dell’area dedicata alla Sardegna del Padiglione Italia. La “Sardegna Film Commission”, con il “Laboratorio della Creatività”, ha curato l’allestimento dello spazio Cinema 3D con il documentario Blu senza fine, realizzato dalle Aree Marine Protette della Sardegna in tecnologia 3D per la valorizzazione del nostro patrimonio naturale.

Ma non finisce qui.

 In parallelo alle proiezioni presso l’Expo, al cinema Beltrade di Milano si terrà la rassegna “Made in Sardegna” dedicata alla produzione cinematografica isolana. Il programma è nutrito e articolato. Dal 10 al 17 settembre sarà proposta una rosa di titoli interessanti e molto rappresentativi della realtà del cinema isolano. Particolare spazio è dedicato ai cortometraggi di Fiorenzo Serra tratti della raccolta “La mia terra è un’isola“. La Sardegna, dal dopoguerra agli anni del boom, è magistralmente raccontata dal documentarista sassarese: una sorta di vera e propria enciclopedia antropologico-cinematografica in cui vengono approfonditi tutti i temi peculiari della cultura sarda: la pesca ad Alghero, la lavorazione del pane, l’intreccio dei cestini, l’abbigliamento tradizionale, il carnevale e  le feste campestri.

La rassegna apre il giovedì 10 con due prime milanesi in cui la Sardegna viene vista da due intellettuali non sardi: Mark Cousins e Raffaele Fusaro.

Questo il programma:

Giovedì 10 settembre

 6 Desires: DH Lawrence and Sardinia di Mark Cousins (2014, 85’)

Sea and Sardinia (Mare e Sardegna), uno tra i maggiori libri di non-finzione di D. H. Lawrence, è un racconto appassionato del periodo trascorso sull’Isola dallo scrittore nel 1921 con la moglie Frieda. Attraversando la Sardegna sulle orme di Lawrence quasi un secolo dopo, il film ci restituisce paesaggi di rara bellezza e stili di vita descritti nel libro che sono rimasti pressoché immutati.

A seguire, Le favole iniziano a Cabras di Raffaello Fusaro (2014, 70’)

É il racconto della Sardegna attraverso le parole dei suoi artisti e di personalità che dell’arte di vivere hanno fatto professione e scopo della loro vita. Il mare di Gaetano Mura, navigatore oceanico, le note di Paolo Fresu nel vento che scompiglia i pensieri, i versi e la voce di Lidia Murgia, le pietre sonore di Sciola e le stoffe di Marras, gli incredibili esperimenti vocali di Gavino Murgia. Sardegna porto e approdo, sintesi di vari luoghi che, come un ulivo millenario, è capace di radicarsi nella terra e stendere i rami verso cieli lontani: diario di viaggio in una terra che brucia di passione e sentimento.

In sala il regista Raffaello Fusaro, la produttrice Valentina Conti e il co-autore del soggetto Gianfranco Mura.  

Venerdì 11 settembre

Sagra in Sardegna di Fiorenzo Serra (1957, 18’37’’)

Di grande interesse storico antropologico il film descrive in tutti i suoi aspetti la Sagra di San Costantino, una delle più  importanti dell’isola.

 “Il pane dei pastori” di Fiorenzo Serra (1962, 9’58’’)

Il racconto della panificazione, vero e proprio rito collettivo, attraverso le fasi di lavorazione del pane carasau.

Faber in Sardegna & L’ultimo concerto di Fabrizio De André di Gianfranco Cabiddu (2015, 119’)

Un racconto che, tra immagini d’archivio e interviste, rievoca la magia dei luoghi scelti dal grande e indimenticabile cantautore come sua seconda patria e le emozioni e i ricordi di chi lo ha conosciuto. Un film musicale che alterna passato e presente. L’ultima parte ci restituisce le immagini dell’ultimo concerto di De Andrè, nel 1998.

 Sabato 12 settembre

Fino in fondo di Alberto Badas e Tomaso Mannoni (2014, 74’)

Quando il lavoro finisce inizia la rabbia: un documentario in cui – in un ambiente disordinato, instabile e fortemente in crisi, il Sulcis – uomini operai sono determinati a lottare seguendo l’esempio storico dei padri e dei nonni uniti da un irrinunciabile oggetto di identità: il casco da lavoro. Attraverso gli sguardi e i volti dei protagonisti alternati a momenti di manifestazioni e iniziative, vengono svelate verità spesso taciute su accordi tra politiche neo-liberiste e multinazionali senza scrupoli che non considerano gli operai come persone, ma solo come numeri.

In sala il regista Tomaso Mannoni e il produttore Andrea Di Blasio.

È in agenda inoltre il concerto dal vivo del musicista polistrumentista Gavino Murgia, sax jazz, cantante tenore e suonatore di antichi strumenti sardi.

 Domenica 13 settembre

Janas, storie di donne, telai e tesori di Giorgia Boldrini (2014, 63’)

Una storia di passione, fatica, arte e magia attraverso il racconto della ricerca artistica ed esistenziale di Stefania Bandinu. Stefania vive tra la sua casa-atelier di Bologna e la Sardegna, la sua amatissima terra. È un’artigiana artista, che racconta storie creando collezioni di bijoux. Arrivata ai trent’anni, Stefania vuole riscoprire le sue origini, il lavoro delle donne sarde dalle mani fatate che, come le Janas della tradizione, tessono e custodiscono tesori. Un docufilm on the road a bordo di un vecchio furgone, attraversando l’isola, in una ricerca artistica ed esistenziale. Da Sant’Antioco a Porto Cervo, passando per Villacidro, Cagliari, Isili, Ulassai, Mogoro, Alghero, Orgosolo, Nule, raccogliendo storie e frammenti di tessuto che diventeranno gioielli. Un ‘viaggio iniziatico’ dentro tradizioni, paesaggi e storie della Sardegna, per guardare al futuro con occhi nuovi. 

Accompagnano il suo viaggio le musiche di tre autori sardi, anch’essi divisi tra l’isola e altre terre: Paolo Angeli, Paolo Fresu e Sonia Peana.

In sala la regista Giorgia Boldrini.

Dal profondo di Valentina Zucco Pedicini (2013, 73’)

Dove si finisce quando si muore? “Sottoterra”, ci hanno sempre insegnato. 

Dal Profondo ribalta le prospettive mostrando come 500 metri sotto il livello del mare si nasconda, invece, la vita. Una lunga notte senza fine, senza stagioni, senza tempo. Un lavoro secolare che è orgoglio, maledizione. 
Chilometri di gallerie. Buio. Uomini neri. 

Una donna. Patrizia, unica minatrice in Italia dialoga con un padre morto, un ricordo mai sepolto. 
150 minatori, gli ultimi, pronti a dare guerra al mondo “di sopra” per scongiurare una chiusura ormai imminente. Un’esperienza unica per chi ha filmato, per chi guarderà, per chi quel mondo “capovolto” l’ha costruito. 
Il tutto al ritmo di una preghiera che ai morti è dedicata, ai vivi chiede ascolto: “De profundis clamavi ad te, o Domine”.

 Lunedì 14 settembre

 L’arte di un popolo di Fiorenzo Serra (1953-1958, 31’)

Lo sguardo di Fiorenzo Serra si sofferma sull’arte popolare e sulla cultura materiale della Sardegna.

L’arbitro di Paolo Zucca (2013, 90’)

L’Atletico Pabarile, la squadra più scarsa della terza categoria sarda, viene umiliata come ogni anno dal Montecrastu, la squadra guidata da Brai (Alessio di Clemente), arrogante fazendero abituato a vessare i peones dell’Atletico in quanto padrone delle campagne. 

Il ritorno in paese del giovane emigrato Matzutzi (Jacopo Cullin) rivoluziona gli equilibri del campionato e l’Atletico Pabarile comincia a vincere una partita dopo l’altra, grazie alle prodezze del suo novello fuoriclasse. 
Le vicende delle due squadre si alternano con l’ascesa professionale di Cruciani (Stefano Accorsi), ambizioso arbitro ai massimi livelli internazionali, nonché con la sottotrama di due cugini calciatori del Montecrastu, coinvolti in una faida legata ai codici arcaici della pastorizia. 

Matzutzi riesce a fare breccia nel cuore di Miranda (Geppi Cucciari), la figlia dell’allenatore cieco Prospero (Benito Urgu), mentre l’arbitro europeo Cruciani si lascia coinvolgere in una vicenda di corruzione che lo porterà in un attimo dalle stelle alle stalle: viene infatti colto in flagrante ed esiliato per punizione negli inferi della terza categoria sarda.

 Martedì 15 settembre

“La novena di Fiorenzo Serra (1967, 20’)

Puntando l’attenzione in particolare sull’aspetto religioso in bilico tra paganesimo e cristianesimo,

Fiorenzo Serra documenta la vita di alcuni tra i più importanti santuari dell’isola.

Perfidia di Bonifacio Angius (2014, 103’)

Il film  racconta di un padre e di un figlio abbandonati a loro stessi che si avvicinano quando ormai è troppo tardi. In un mondo senza speranza, è la storia di due mondi e di due punti di vista opposti: Peppino, il padre, è passionale e pasticcione, un cavaliere zoppo che non sa di essere zoppo; Angelo, al contrario, si sente zoppo a entrambe le gambe, anche se sono sanissime. Peppino pensa di aver capito tutto della vita, o almeno quello che serve, e cerca in tutti i modi di influenzare il figlio, che, al contrario, è fatalista fino all’autocommiserazione. Angelo infatti si sente sfortunato, e crede che non cambierà mai nulla, o forse, più semplicemente non crede in nulla: non sa cosa sia il futuro, non sceglie, non decide. Quando rimane solo ad occuparsi del padre, il ragazzo prova ad impegnarsi, ad essere un uomo come gli diceva sempre il padre, ma gli mancano i mezzi, quelli che suo padre non gli ha saputo dare. E sebbene sembra che maturi e diventi sempre più sicuro di sé, in realtà Angelo è ancora più sperduto di prima.

 Mercoledì 16 settembre

Gli spigolatori della laguna di Fiorenzo Serra (1960-1962, 15’)

La descrizione della particolare situazione ambientale e culturale di Cabras, diventa l’occasione per una vera e propria inchiesta giornalistica sui metodi e sulla gestione della pesca nello stagno di Cabras.

Capo e Croce, le ragioni dei pastori di Marcantonio Pani e Paolo Carboni ( 2013, 104’)

Nel giugno del 2010 migliaia di pastori provenienti da ogni parte della Sardegna si riuniscono nel “Movimento Pastori Sardi” per dar luogo a una protesta clamorosa. Durante una lunga estate i pastori invadono porti, aeroporti, strade, inondano le vie del capoluogo Cagliari, occupano il palazzo del Consiglio Regionale per cercare di ottenere dignità e un giusto prezzo per il loro prodotto principale: il latte. Questo film, però, non è la cronaca di quegli eventi, ma un viaggio inedito, attraverso le ragioni dei pastori e la loro realtà quotidiana, alla ricerca delle origini della protesta.

 Giovedì 17 settembre

 Il regno del silenzio di Fiorenzo Serra (1954-1962, 17’11”)

Gli aspetti più arcaici della vita materiale della Sardegna indissolubilmente legata alle magre risorse offerte da una natura avara.

A seguire Artigiani della creta di Fiorenzo Serra (1954, 13’58”)

L’umile fatica degli artigiani dediti alla produzione degli oggetti in terracotta.

 Su filindeu di P.J. Gambioli (2012, 10?)

L’arte della preparazione di “su filindeu”, pasta artigianale barbaricina di antica tradizione, la cui preparazione è una straordinaria danza ipnotica, trasmessa di generazione in generazione.

Realtà del costume di Fiorenzo Serra (1955-1955, 14’05”)

La varietà dei costumi sardi e il rapporto con la cultura dell’isola.

Dimmi che destino avròdi Peter Marcias ( 2012, 80’)

Alina è una ragazza di origine Rom, che da anni vive a Parigi per lavoro. Rientrata nel suo villaggio natio nei pressi di Cagliari, instaura un rapporto amichevole con Giampaolo Esposito, un cinquantenne commissario di polizia. In questa nuova dimensione, dovrà confrontarsi con se stessa, con le sue più intime emozioni attraverso “un viaggio” che la condurrà a rivedere la sua vita, le sue aspirazioni e soprattutto la sua vera identità. Questo passaggio segnerà la fine della giovinezza e l’inizio di una maturità che la renderà più consapevole delle sue debolezze. Il passato aprirà una breccia nel futuro di una giovane che sta per diventare donna.

 In sala il regista Peter Marcias.

Non rimane che andare tutti al cinema Beltrade, via Nino Oxilia, 10, Milano (Tel. 02 2682 0592).

Si sottolinea che le proiezioni e gli eventi della rassegna “Made in Sardegna” sono ad ingresso gratuito.

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