L’ASSOCIAZIONE MEDICI DIRIGENTI SI ESPRIME CON UN COMUNICATO SULLE POLITICHE SANITARIE DELL’OSPEDALE SAN MARTINO DI ORISTANO

l'ospedale San Martino di Oristano

di Luigi Curreli

La scrivente Organizzazione sindacale intende denunciare la perpetrazione di un ulteriore scippo da parte della Giunta Regionale alla Sanità e alle popolazioni dell’Oristanese finora passato sotto silenzio, Ovvero la mancata previsione di letti per la Ematologia/Oncoematologia e il declassamento dell’Ospedale San Martino a Presidio di primo livello.

Il volume di attività della Oncoematologia dell’ospedale San Martino di Oristano è in continua crescita e questa rappresenta sempre più un punto di riferimento per le persone che si trovano ad avere problemi di tipo Ematologico o Oncematologico e per i Colleghi medici di medicina generale e specialisti ospedalieri che si trovano di fronte pazienti con queste patologie.

I dati della prima metà del 2015 dimostrano quanto rilevanti siano i numeri di cui si parla:

Attività Oncoematologia Ospedale San Martino di Oristano

1° semestre 2015

 

Visite Ambulatoriali/Consulenze interne

 

  1° visite Visite brevi Consulenze interne Totale
Gennaio 59 95 18 172
Febbraio 56 85 23 164
Marzo 68 91 12 171
Aprile 71 84 19 174
Maggio 56 94 21 171
Giugno 52 91 28 171
Totale 362 540 121 1023

 

A queste prestazioni si aggiungono le circa 200 prestazioni ambulatoriali effettuate nel corso del semestre, con accesso/settimanale presso il P.O. di Bosa

Visite totali superiori a 1200/semestre

Accessi DH

 

1° semestre 2015

 

Pazienti ricoverati:                                       325 (192 M, 133 F)

 

Nuovi pazienti                                              99/325

 

Totale accessi                                                1664

 

I dati dei primi  2 mesi del secondo semestre mostrano un ulteriore rafforzamento della tendenza alla crescita.

Luglio-Agosto 2015

 

Pazienti ricoverati:                                       352

 

Totale accessi                                                613

 

Totale accessi Gennaio-Agosto 2015          2277   

 

Nonostante la evidenza di cui sopra la attività di Ematologia /Oncoematologia non è ancora stata inquadrata come merita nell’ambito aziendale in quanto presenta una organizzazione quanto meno originale, essendo ricompresa all’interno della SSD di Oncologia e governata da un referente aziendale.

La ciliegina sulla torta è rappresentata dal fatto che la regione, nell’Allegato 1 alla Delib.G.R. n. 38/12 del 28.7.2015 “ Riorganizzazione della Rete Ospedaliera  della Regione Autonoma della Sardegna 2015-2018 “non assegna alla ASL di Oristano posti letto di Ematologia/Oncoematologia.

In pratica sono stati estesi alla Ematologia i parametri decisionali pertinenti alle patologie acute, non tenendo conto delle caratteristiche di cronicità (seppure spesso richiedenti un approccio semintensivo) della maggior parte delle patologie ematologiche e oncoematologiche, che costringono i pazienti a periodici, più o meno ravvicinati, controlli presso la struttura ospedaliera per diagnosi, rivalutazione, cura.

Tutto ciò ha o può avere delle importanti ripercussioni sulla sanità Oristanese:

–          Soppressione della attività di Oncoematologia.

–          Conseguente incentivazione ai viaggi della speranza, per chi può permettersi di recarsi o farsi accompagnare presso  altre strutture.

–          Negazione del diritto alla cura per chi non è autonomo e non può farsi accompagnare da nessuno per problemi  economici

–          Incremento della mobilità passiva e conseguente contrazione dei  trasferimenti regionali e ulteriore declassamento della sanità oristanese.

–          Necessità di trasferire per consulenza presso altri Ospedali i pazienti con problemi ematologici  ricoverati presso gli ospedali oristanesi.

–          Una possibile evenienza è che la attività continui ad esistere ma in modo informale. Questo limiterebbe il repertorio delle cure disponibili in quanto tale situazione sarebbe incompatibile con la qualifica di centro prescrittore per le terapie più innovative . In pratica i pazienti oristanesi  sarebbero costretti a viaggiare per poter accedere a determinate terapie, magari nel momento in cui stanno peggio,  perché in recidiva di malattia.

–           

I vertici regionali si riempiono tanto la bocca di avvicinare la sanità alle persone, invece, almeno nei confronti dell’oristanese, questo non accade.

L’analisi dei dati sopra riportati evidenzia che solo per le problematiche di tipo Ematologico/ Oncoematologico si registrerebbero oltre 6000 spostamenti annui  verso altre sedi regionali. Queste considerazioni ovviamente non riguardano solo le persone ammalate, ma tutto il loro ambiente familiare con pesanti ricadute dal punto di vista sociale, lavorativo ed economico.

Quanto descritto si sta verificando senza che i politici locali facciano sentire la loro voce in modo significativo. Sembra quasi che la visione semplicistica e ragionieristica che ha animato queste scelte, unitamente al declassamento dell’Ospedale San Martino a presidio di I livello tutto sommato non diano fastidio a nessuno o a pochi politici locali. Per questo penso che la gente in prima persona debba far sentire la propria voce.

Credo che il nostro territorio debba ambire ad avere un presidio di II livello come Cagliari e Sassari e come sicuramente alla fine avrà Nuoro. Lo esigono il bacino di utenza che gravità attorno al nostro Ospedale, superiore a quello nuorese e la nostra centralità geografica rispetto al territorio regionale.

f.to dott. Luigi Curreli

Segretario Aziendale

ANAAO ASSOMED ASL Oristano

vice Segretario Regionale

ANAAO ASSOMED Sardegna

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