DAL 3 AL 6 SETTEMBRE RITORNA IL CABUDANNE DE SOS POETAS TRA LE VIE, LE PIAZZE E I BAR DI SENEGHE


Dal 3 al 6 settembre ritorna il Cabudanne de sos poetas tra le vie, le piazze e i bar di Seneghe. La vita del paese si riaccende  per quattro giorni non-stop, di versi, suoni e colori. Parole e silenzi. Chiavi alchemiche per una festa viva, gioiosa, che l’associazione culturale Perda Sonadora, sceglie da undici anni per far conoscere la bellezza della lingua sarda e della parola, la delicatezza del paesaggio e della tradizione, l’accoglienza degli abitanti e del paese, alle migliaia di visitatori che arrivano da tutte le parti del mondo. I poeti, con l’incanto dei loro versi ripetono ogni anno a un pubblico eterogeneo il miracolo della scoperta: delle relazioni, della vita, del mondo, di se stessi.

Un lungo weekend dedicato alla poesia contemporanea con alcuni dei nomi più affermati italiani, sardi e internazionali. Nel cuore del borgo storico del Montiferru le giornate si articoleranno dalla mattina alla sera nelle piazze, nei bar e sotto le antiche querce, luoghi della vita sociale seneghese come Partza de sos ballos, Putzu Arru, Piazzetta Su Lare, Campo della Quercia, Bar Su Recreu, Bar S’Iscala, Bar Santa Maria, e il vecchio frantoio Prenza de Murone. Tra versi, musica, incontri, laboratori e degustazioni dei prodotti locali, si confronteranno i protagonisti della poesia scritta in Sardegna con la migliore produzione nazionale e internazionale, accompagnata da degustazioni, sapori e dolci profumi del Montiferrru.

La non-scuola del Teatro delle Albe

L’undicesima edizione del festival si aprirà alle 19.00 nel Campo della Quercia con il progetto “Phantasia seneghese”, il laboratorio della non-scuola diretto da Roberto Magnani del Teatro delle Albe di Ravenna che vedrà la partecipazione di cento seneghesi (giovanissimi e adulti) cimentarsi nei versi dell’Inferno, Purgatorio e  Paradiso, suddivisa in tre giornate. <<Il paese a Seneghe si apre al mondo. Accoglie le persone e le rende partecipi di questa bellezza. Da otto anni portiamo avanti la non-scuola e quest’anno abbiamo cinquanta giovani iscritti, rispetto ai cinque delle prime edizioni. Quest’anno coinvolgeremo tutte le associazioni del paese (associazioni culturali e archeologiche, cori, società sportive, società di cacciatori, associazioni di allevatori, associazioni di motociclisti). Ogni cantico e luogo avrà una natura diversa, faremo “esplodere” il laboratorio>>, ha precisato Magnani, nel corso della conferenza stampa.

Il coordinamento della sezione dedicata alla poesia è affidato quest’anno alla giovane e affermata poetessa Azzurra D’Agostino, Premio Carducci 2014, in collaborazione con Perda Sonadora. Tanti i nomi in programma: poeti, scrittori, romanzieri, esperti di musica sarda, folk, tradizioni, letteratura, cinema, videomakers.

I nomi: Franco Buffoni, Aldo Nove, Antonella Bukovaz, Stefania Portaccio, Nicoletta Braschi (ospite d’eccezione che leggerà alcune fiabe di Hans Andersen), Valentina Neri, Savina Dolores Massa, Gianni Salis, Davide Ferrari, Haydar Ergulen, Annamaria Capraro, Nicola Verderame, Marco Lutzu, Giovanni Perria, Marcello Marras, Mario Feurra, Clara Murtas, Simone Cireddu, Cristiano Sormano Valli, John Vignola, Monica Demuru. Per i racconti della buonanotte: I Camillas e Paolo Spaccamonti, River of Gennargentu, Alter Events Crew.

Tre i progetti che contraddistinguono questa edizione: la non-scuola del Teatro delle Albe e la grande impresa del laboratorio teatrale che vedrà coinvolto tutto il paese; il gemellaggio tra il Cabudanne e due festival storici di poesia e musica come “L’Importanza di esser piccoli” (BO) e “Stazione di Topolò”, in provincia di Udine, al confine con la Slovenia. Tre festival, lontani geograficamente, ma accomunati dal presupposto che la marginalità sia la più grande ricchezza, e dove la parola poetica, la musica, la lingua, la natura, l’amore, l’arte e la cultura, sono considerati elementi fondamentali per un ascolto profondo dei luoghi e dell’espressione di un paese.

Infine “La casa della poesia”, il progetto che vede al centro la poesia e la scrittura come strumenti in grado di toccare le corde più profonde di chi vive il disagio mentale. Si parte con Chandra Livia Candiani, prima poetessa-guida in questo progetto. Un viaggio che il Cabudanne protrarrà fino alla primavera prossima, attraverso diversi appuntamenti, in collaborazione con la Cooperativa Sociale CTR. Il 5 settembre nella sala della Biblioteca Comunale di Seneghe, verrà presentato alle 16.00 il progetto “La casa della poesia”. Gli ospiti delle case famiglia e gli operatori incontreranno Azzurra D’Agostino e lo staff di Perda Sonadora.

Il programma

L’undicesima edizione della rassegna di poesia tra le più importanti in Sardegna, vedrà dalle dieci del mattino sino alla mezzanotte tanti appuntamenti: poesia, incontri, reading, letture, dibattiti, musica, cinema, teatro. Anche quest’anno si vedrà la presenza di alcuni dei grandi poeti del nostro tempo. Come quella irrinunciabile di Franco Loi, tra i più apprezzati poeti italiani, scrittore e saggista, nato a Genova e milanese di adozione. Ospite fisso da dieci edizioni, consigliere del comitato organizzativo e da cinque anni cittadino onorario di Seneghe, è un punto di riferimento del festival. Questa volta non potrà esserci materialmente, ma ci sarà comunque tramite un collegamento via skype o un saluto registrato.

A lui sarà dedicata la prima serata, alle 21.30 nella Partza de sos ballos, con la presentazione del suo romanzo giovanile “Diario minimo dei giorni” e la proiezione della video intervista “Dammi del tu” di Cristiano Sormani Valli.

Caratterizzato da una serie di fili diversi che si intrecciano fra loro, e che vanno a tessere l’arazzo delle parole, della musica, della bellezza della lingua sarda, il Cabudanne vedrà nel tema centrale dell’incontro e confronto con il padre della lingua italiana, il filo conduttore dell’incanto della memoria che lega alcuni degli incontri proposti da Azzurra D’Agostino.

Quello con Antonella Bukovaz (sabato 5 settembre alle 17.00, Putzu Arru), poetessa e performer, e originaria di Topolò Topolove, borgo sul confine italosloveno, e membro del comitato organizzatore del festival “Stazione di Topolò”. La Bukovaz leggerà alcune stanze dal suo poema sottotitolato “poema epico di una fragile guerriera”, un viaggio attraverso le stanze di una casa che diventa luogo allucinato e straniante. Sarà la soffitta, come scrive nella prefazione Daniela Rossi, il luogo che “ci permette una vertiginosa unione di cuore e ragione, da cui può partire “il razzo con i motori sempre accesi”. Nella soffitta “non c’è il tempo”, può nascere “la gratitudine”, “insomma siamo quasi salvi”.

Sempre sabato alle 22.00, un ospite speciale e un prezioso omaggio per il festival e una dedica speciale alla meraviglia e alla passione per la lettura: l’attrice Nicoletta Braschi, protagonista di alcuni tra i più importanti film italiani degli ultimi trent’anni, (La vita è bella, premio Oscar nel ’99) leggerà nella suggestiva cornice della Partza de sos ballos alcune fiabe di Hans Christian Handersen. <<Un vero regalo per ricordare quello che sottolinea sempre Franco Loi, ovvero che il poeta è tale quando sa mantenere per tutta la vita lo sguardo stupito dei bambini. Le fiabe dunque come un commosso dono che significa passione per la lettura – che parte da bambini –  e al contempo passione per lo stupore e l’ignoto>>, spiega la coordinatrice artistica.

Domenica 6 alle 18.30 Franco Buffoni, poeta, traduttore, saggista autore di romanzi, giornalista pubblicista, redattore di blog letterari e professore ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate, Premio Nazionale per la Traduzione della Presidenza della Repubblica. A partire dalla sua opera poetica presenterà “Jucci” (Mondadori), finalista a giugno nella terna del prestigioso Premio Viareggio-Repaci. Il libro, un romanzo in versi, parte da un vissuto personale per toccare grandi temi: la scoperta di una omosessualità vissuta con tormento, la vicinanza con la malattia e la morte di una persona cara. Ma soprattutto “Jucci” è una storia d’amore. <<Buffoni sembra dirci che l’amore, anche quando passato, come un fiume sotterraneo che ancora nutre il presente – precisa D’Agostino – resta in noi e ci fa essere quello che siamo>>.

E ancora, tra gli ospiti della undicesima edizione Aldo Nove (domenica 6, ore 22.00 – Partza de sos ballos), scrittore, poeta e firma del Sette del Corriere della Sera, con la sua scrittura potente ed evocativa sin dai tempi del suo esordio con “Woobinda e altre storie senza lieto fine”, domenica 6 alle 22.00 nella Partza de sos ballos; e poi la poetessa, autrice e saggista leccese Stefania Portaccio (sabato 5, ore 17.00 – Putzu Arru); Valentina Neri, finalista al Premio Alziator  2013 con il romanzo d’esordio ” Le donne di Balthus” e al Premio Farina 2015 con la raccolta “Voli inversi”; Savina Dolores Massa, poeta di parole in prosa e versi, premio Calvino nel 2007 con il romanzo d’esordio “Undici”; Gianni Salis, musicologo, esperto di musica sacra del tardo Cinquecento e autore della raccolta di poesie “A Santificare l’asfalto”; l’attore, regista e autore, Davide Ferrari, con il testo “Eppure c’è una meta per quel fiato di universo” ha vinto per l’Italia il concorso Pop Science Poetry; Annamaria Capraro (sabato 5, ore 11.30 – Prenza de Murone), socia fondatrice dell’associazione pARTIcORali creata per la valorizzazione della cultura nell’oristanese, cura prefazioni e recensioni di opere di prosa e di poesia; Nicola Verderame, Doctoral Fellow alla Berlin Graduate School Muslim Cultures and Societies. Traduce dal turco all’italiano e gestisce il blog “Defter – Poesia turca contemporanea”.

Per la sezione internazionale la scrittura ironica e per nulla formale del turco Haydar Ergülen (Venerdì 4, ore 17.00 – Putzu Arru), originario di Eski?ehir, ma residente ad Ankara. Saggista e autore, sin da giovanissimo, di quattordici raccolte di poesia e promotore di riviste e festival di poesia, pubblica nelle più importanti riviste letterarie turche: poesia come un luogo intimo di ricerca di umanità e verità.

A Seneghe come sempre non si parlerà solo di poesia, ma anche di tradizioni della Sardegna, di teatro, letteratura, cinema, in compagnia di esperti, come l’etnomusicologo e autore dell’”Enciclopedia della Musica Sarda”, Marco Lutzu(sabato 5, ore 10.00 – Bar S’Iscala); Giovanni Perria, profondo conoscitore della cultura e del folklore sardo (domenica 6, ore 10.00 – Bar Santa Maria); Marcello Marras, Direttore del Centro di Servizi Culturali UNLA di Oristano; il grande fisarmonicista Mario Feurra; Mario Cubeddu, presidente di Perda Sonadora; Clara Murtas (venerdì 4, ore 11.30 – Prenza de Murone), cantante, attrice, autrice tra le più apprezzate nel panorama sardo e nazionale della musica popolare; lo studioso di storia e critica del cinema, fotografo e videomaker Simone Cireddu (il suo ultimo documentario, in lavorazione, è dedicato a Franco Loi); il poeta, scrittore, sceneggiatore, regista e attore teatrale e videomaker Cristiano Sormano Valli(giovedì 3, ore 21.30 – Partza de sos ballos), autore della video intervista a Franco Loi Dammi del tu.

E infine le serate tarde, con i momenti attesi della musica e sulla musica, nel dopocena in Partza de sos ballos e con i consueti racconti della buonanotte sotto le antiche querce in Piazzetta Su Lare. Concerti, reading e momenti di teatro e spettacolo con le note dei musicisti, degli esperti di musica e autori di libri sulla storia del rock. In programma alcuni nomi tra i più stimati del panorama nazionale.

Gli appuntamenti del dopocena tra musica, parole e teatro

Gli appuntamenti tra musica, parole e teatro del dopocena nella Partza de sos ballos vedranno il ritorno di John Vignola (giovedì 3 alle 22.30), esperto di musica e autore di libri sulla storia del rock e voce radiofonica ben nota dalle parti di Rai Radio 3, Radio 2, RaiStereoNotte, con i suoi programmi pluripremiati Ritratti, Twilight. A Seneghe arriverà con una sua idea dantesca molto personale dal titolo: “L’Inferno interiore – Percorsi di prigionia e di liberazione musicale; e ancora Monica Demuru (venerdì 4 ore 22.00), voce versatile molto apprezzata nei vari ambiti musicali: dal jazz italiano alla canzone pop d’autore, fino alla sperimentazione elettronica e acustica. A Seneghe porterà dal vivo il monologo “Bellas Mariposas”, dal romanzo di Sergio Atzeni. Attraverso l’idea jazzistica del parlato restituisce una identità contemporanea della Sardegna, non folcloristica.

Il racconto della buonanotte

Nella suggestiva Piazzetta Su Lare si chiuderanno come sempre le serate con il “racconto della buonanotte”: momenti intimi di grande intensità dedicati ad alcune tra le più interessanti proposte musicali in circolazione, a partire dalle 24.00.

I Camillas (sabato 5), duo pop italiano, fra le più interessanti realtà musicali degli ultimi anni, originario di Pesaro. Dopo anni di militanza indie si presentano un giorno a Italia’s Got Talent con il loro brano “Bisonte” ed una esilarante semplicità. Il resto ormai è storia. Per Il Saggiatore hanno pubblicato di recente “La rivolta dello zuccherificio”; Paolo Spaccamonti, (venerdì 4) chitarrista contemporaneo, compositore e sperimentatore, con un curriculum di alto livello si muove nel campo della ricerca sulla chitarra e della musica per colonne sonore.

E ancora altri appuntamenti con la musica made in Sardegna sempre a Piazzetta Su Lare dalle 24.00: River of Gennargentu (giovedì 3), nome d’arte di Lorenzo Tuccio, giovane voce “nera” di Gavoi, chitarra, una cigar box autocostruita e il suono “marcio”, un po’ “crudo”, registrato in casa: ruvido, essenziale, come lui stesso lo definisce. Il suono profondo e rurale delle colline del “Delta blues” incontra il fiume Taloro, in Barbagia; gli Alter Events Crew e la performance musicale “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Attimi di commedia in musica e parole ispirate all’opera di Dante con i ragazzi di Seneghe, per l’ultimo appuntamento del Cabudanne 2015 (domenica 6).

Domenica 6 alle 23.00, nella Partza de sos ballos, subito dopo l’incontro con i poeti, sarà protagonista la tradizione sarda con la “Festa seneghese“.

<<Questa undicesima edizione del Cabudanne, malgrado il carattere sempre più incerto dei tempi di definizione delle graduatorie dei progetti presentati e sui tempi di liquidazione dei contributi pubblici quando concessi, alla fine si fa. Perché è un festival vivo, che ha nella poesia il suo centro e il suo principale motivo di esistere>>, ha spiegato in conferenza stampa Mario Cubeddu.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *